Tg2 digitale: la rivoluzione tecnologica del telegiornale celebrata da Tornatore

By on gennaio 2, 2013

text-align: center”>Tg2 digitale: rivoluzione nel giornale di Masi

Il Tg2 si affaccia al nuovo anno con un’annunciata ed attesisima “rivoluzione digitale“: più che un vero e proprio processo di digitalizzazione, il telegiornale della seconda rete di Stato sia avvia semplicemente a diventare moderno dal punto di vista dell’utilizzo delle tecnologie. Il passaggio al nuovo Tg2 è avvenuto il 31 dicembre 2012 nell’edizione delle 20:30, in cui ha fatto il suo esordio il format rinnovato targato Marcello Masi. L’operazione di svacchiamento parte dall’immagine: nuovo studio, nuove luci, grafica più accattivante, diversa sigla d’apertura. Poi c’è la trasmisione in formato 16:9 e in HD. Ma questo è solo l’antipasto.

Il Tg2 digitale punta a svecchiare le tecniche di editing e realizzazione dei servizi, l’utilizzo delle fonti, le tecnologie di trasmissione e ad introdurre maggiore flessibilità nel lavoro redazionale, nella speranza e con l’auspicio che anche le altre testate Rai seguano lo stesso iter. Lo ha spiegato lo stesso direttore Masi in un’intervista a Italia Oggi: “Siamo orgogliosi di essere la prima testata generalista Rai digitalizzata. Un passaggio epocale che riapre la sfida del primato tecnologico della nostra Azienda sull’informazione. L’abbiamo chiamata “rivoluzione”, un termine che ben descrive  che questo rinnovamento comporta”. Un rinnovamento celebrato anche da un omaggio del maestro del  cinema Giuseppe Tornatore.

Il Tg2 digitale punterà soprattutto all’integrazione dei contenuti provenienti da internet e dagli archivi Rai, con un nutilizzo massiccio dei social network e dei siti web. Lo scopo è un’informazione più veloce ed aggiornata: “Avremo la possibilità di attingere dagli immensi archivi Rai e dagli stessi archivi del nostro Tg, ma anche dalle agenzie internazionali – spiega Masi – Il tutto in tempo reale. A ciò si aggiunge la massima velocità nel fornire immagini inedite da ogni parte del mondo. Arriva finalmente il momento di dire addio all’era delle cassette, agevolando il lavoro del montaggio. Anche dalle singole telecamere esterne o da un semplice telefonino, le immagini potranno essere messe immediatamente a disposizione della diretta”. Insomma, la tecnologia arriva anche negli studi di Saxa Rubra e per celebrare l’evento il Tg2 ha scomodato nientemeno che un premio Oscar come Giuseppe Tornatore: il regista, attualmente nelle sale con il film La migliore offerta, ha realizzato un corto con le immagini degli eventi, dei personaggi, delle interviste, dei fatti più significativi raccontati in oltre conquant’anni di storia del telegiornale.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

2 Comments

  1. Rossella

    gennaio 2, 2013 at 19:41

    Questa scelta di Tornatore è davvero encomiabile. Mi piace la trasversalità con cui lavora; questo modo di operare spiega la mia teoria della Terza Dimensione. Quando un autore è credibile? Quando dopo aver lavorato a Nuovo Cinema Paradiso si misura con Il mago dell’Esselunga. Si capisce che racconta la vita e non la interpreta. Per questi registi vale la pena di spendere i soldi del biglietto. Altrimenti è meglio comprarsi un mascara. Non mi fido molto di chi è rinchiuso in un isolamento dorato.Perchè il pubblico si dovrebbe fidare? La crisi economica la dovevano anticipare gli autori nei loro testi. Invece molti registi hanno interpretato la precarietà e hanno fatto in modo che questa condizione borderline diventasse un modo di essere. Se la società è malata si devono denunciare i sintomi e la politica interviene. Se io al posto di raccontare l’Italia lavoro su idee che importo dall’estero perché non incomincio a valutare l’idea di trasferirmi.

  2. francescoselva

    gennaio 2, 2013 at 21:55

    avrei preferito il verde invece del blu, …tg italiano!

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