“Una mamma per amica è dannoso”: famoso giornale boccia il telefilm, intanto arriva “Bunheads” l’erede delle Gilmore con gli stessi attori

By on gennaio 28, 2013

text-align: justify”>Una mamma per amica è un telefilm dannoso per i figli, sia durante l’infanzia che durante l’adolescenza”. Il monito arriva dal Corriere del Giorno che si scaglia contro il famoso telefilm manco fosse il peggiore dei prodotti tv. Considerando che non c’è sangue, di turpiloquio manco a parlarne e di sesso nemmeno l’ombra cosa avrà mai di tanto pericoloso il teen dramma di Lorelai e Rory? “Un genitore non deve essere mai considerato al pari di un amico ma deve sempre rappresentare un punto di riferimento per i figli in ogni fase della loro vita”. Centinaia di migliaia di ragazzi sbandati sono quindi li fuori. Gli stessi che hanno seguito per anni il telefilm, divorano le repliche (in onda su Sky e – fino a questa estate – anche su Italia Uno con discreto successo) imprecano a gran voce un film per il cinema o uno spin-off e non hanno ancora elaborato il lutto. Se anche voi fate parte di questo gruppo sarete contenti di trovare negli schermi un telefilm che praticamente ospita mezzo cast di “Una mamma per amica”.

bunheads-con-kelly-bishops

Parlo di Bunheads, telefilm che proviene dalla penna di Amy Sherman-Palladino (già conclamata ideatrice, sceneggiatrice e regista delle Gilmore Girls). Ma non basta. Nel cast ci sono anche Kelly Bishop (che in Una Mamma per Amica aveva il ruolo di Emily), Liza Weil (Paris) e Sean Gunn (Kirk). Si ride e si piange proprio come nel famoso telefilm e il ritmo serrato di battute è davvero degno del confronto.

La storia è quella di Michelle (Sutton Foster) e la suocera (Kelly Bishop). La prima, una fallita ballerina di Las Vegas, sposa il principe azzurro di turno ma si ritrova a vivere in uno sperduto paesino sulla costa con la madre di lui. Il marito muore e le due donne restano sole a punzecchiarsi e a farsi mille dispetti.

Capirete bene che il ruolo della strepitosa Bishop non si distanzia più di tanto da quello della brillante Emily in Una mamma per amica. Così, a metà tra Quel mostro di Suocera e il telefilm sopracitato, Bunheads ha già raccolto giudizi entusiasti di pubblico e critica, tanto che le prime 10 puntate della prima stagione hanno già avuto un’aggiunta di 8 ulteriori episodi. Bunheads è attualmente in onda sulla ABC e non si sa ancora molto della programmazione italiana. Il passaggio sui nostri schermi, Fox Life in primo piano, sembra però quasi naturale.

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

4 Comments

  1. Rossella

    gennaio 29, 2013 at 11:38

    Non capisco il senso di questa stroncatura! Non mi sono mai immedesimata nella loro storia perché concepisco la vita in un altro modo e non mi meraviglia che ci siano altrettanti modi di vivere: vivaddio!
    Devo ammettere che mi piaceva un sacco questo telefilm: secondo me esiste una sorta di amicizia tra madre e figlia in cui entra l’amore per il padre; nel momento in cui percepisci i genitori come dei rigidi istitutori rischi di reprimere la tua personalità o finisci per nascondergli le cose importanti e questo non è bello in una famiglia dove tutto dovrebbe essere alla luce del sole.
    Anche se i genitori sono più di tutto questo. Ovviamente non si tratta un’amicizia perfetta perché un figlio non può essere complice di un genitore e condividere in tutto e per tutto le sue scelte, cosa che invece un genitore è tenuto a fare perché quando ha deciso di metterlo al mondo era consapevole che qualunque linea educativa avrebbe dovuto lasciare ampio spazio allo sviluppo armonico della sua personalità. Questa sorta di censura un pochino mi delude perché in ogni film si dovrebbe cercare il senso e non fermarsi alla storia dei protagonisti. Un genitore è sempre tale anche quando superi la maggiore età e quindi nella vita non sarai mai libero di essere te stesso? Non capisco questo punto di vista e poi la stessa amicizia non ha un’unica interpretazione: abbiamo un’identità e dei freni inibitori che ci rendono indipendenti da tutti. Spesso si perde il senso della libertà dell’individuo.

  2. rachele983

    febbraio 6, 2013 at 21:26

    amo tantissimo questo telefilm:è divertente,semplice,tranquillo,con valori reali in cui io davvero credo! sono una giornalista,e sentir affermare questo dal corriere del giorno è deprimente! sarei proprio curiosa di sapere a quale genere di prodotto televisivo è interessato chi ha sostenuto queste parole!!!

  3. cate

    febbraio 19, 2013 at 23:53

    E’ assurdo davvero non capisco perche attaccare in questo modo una delle serie tv piu amate..e’ una serie divertente leggera e allo stesso tempo tocca dei temi interessanti. E il rapporto tra mamma e figlia nin istiga certo a fare il contrario anzi fa venire voglia di ricercare un po d intimita con i propri parenti..che a volte si va perdendo

  4. Sofia

    novembre 15, 2013 at 22:28

    Cosaa? Una mamma per amica è dannoso?? Non è affatto vero!! Il fatto che una madre sia paragonata ad una figlia non danneggia i valori di una madre, cioè di essere responsabile e autoritaria. Anzi, è molto bello questo rapporto. Nell’adolescenza,infatti,ci si tende ad allontanare dai propri genitori mentre questo tele-film racconta il contrario e forse questa è la motivazione per cui alcuni ragazzi,guardando Una mamma per amica, si sono avvicinati alle loro madri.

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