Valeria Marini: vietato il suo matrimonio in Vaticano

By on gennaio 26, 2013
Foto Valeria Marini

text-align: justify”>Valeria Marini: le sue nozze non potranno essere celebrate in Vaticano. Doccia fredda per la celebre showgirl e stilista. Dalla gioia alla delusione non c’è che dire. Il suo sogno di matrimonio rischia di essere incrinato da un veto direttamente dal Vaticano. La Marini avrebbe dovuto celebrare il suo matrimonio con Giovanni Cottone nella Chiesa di S. Anna, ma a quanto pare questo non sarà più possibile. Sembra che dall’Alto sia stato vietato di celebrare il matrimonio in quella Chiesa. Circolano delle indiscrezioni sui motivi di tale divieto. La motivazione ufficiale è che l’edificio sarebbe in ristrutturazione ma, a dire il vero, sempre più voci vorrebbero la motivazione reale attribuita a motivi etici e morali. La bella Valeria, infatti, è considerata un personaggio “scomodo” alla morale cristiana, vista la sua esuberanza, la sua sensualità e sopratutto perché avrebbe contratto, negli anni, convivenze e numerose relazioni e cioè sarebbe poco gradito al Vaticano. 

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C’è chi dice che il matrimonio in Vaticano sia possibile solo ai fedeli della parrocchia e ai dipendenti Vaticani. I ben informati rivelano che la Marini è rimasta molto delusa dalla decisione di vietare le sue nozze, ma che insieme al suo amico, il monsignor Francesco Gioia che celebrerà il matrimonio, sta cercando una soluzione alternativa per fare in modo che nulla possa rovinare il suo momento. La scelta della Santa Sede non è del tutto incomprensibile, se si pensa al fatto che, seppur i matrimoni nelle chiese Vaticane siano concessi, è sempre richiesta una certa riservatezza, da parte di vip e non. E nella lista degli invitati del matrimonio di Valeria Marini, spiccano fior fiore di Vip, che arriveranno affollando la Chiesa e richiamando anche un gran numero di giornalisti. Basti pensare che i testimoni della Valeriona nazionale saranno Maria Grazia Cucinotta, Anna Tatangelo e perfino Ivana Trump

About Dario Ghezzi

Dario Ghezzi nasce il 28 Giugno 1988. Fin da bambino matura la passione per la scrittura e il mondo dell’arte. Dopo il Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Letteratura musica e spettacolo dell’Università la Sapienza di Roma laureandosi nel 2011. Nel 2012 si iscrive alla magistrale di Cinema Televisione e Produzione Multimediale dell’università Roma 3 e nello stesso anno ha frequentato una scuola di recitazione. E’ autore di tre romanzi usciti con ilmiolibro.it

2 Comments

  1. Oscar

    gennaio 26, 2013 at 16:16

    E per il semplice fatto che uno è noto, dovrebbe far gioire Dio di più, concedendogli di ospitarlo in una sua casa, gestita da suoi ministri? Si fa prioritariamente promessa davanti a Dio, non davanti alle telecamere, o per soddisfare la vanità di un matrimonio in una chiesa importante. Dio accoglie tutti, ma non possiamo imporgli pure dove e come. Ci sono migliaia di chiese consacrate dove potersi unire nel Suo nome, e dove il significato divino deve prevalere su quello che incarnano, anche loro malgrado, le persone note, peggio ancora se icone di discutibili modelli cristiani. Su queste ultime, beneficiano dell’onore del successo, ma grava l’onere di uno “sforzo maggiore” nel far in modo che prevalga il significato divino dell’unione sul resto.

  2. Rossella

    gennaio 26, 2013 at 18:15

    Non concordo con il pensiero espresso da Oscar. Un personaggio famoso è più esposto ma questo non significa niente e poi la Marini è sempre stata una donna molto umile.

    Basta fermarsi davanti alla vetrina di un fotografo della nostra città per osservare i servizi fotografici dei matrimoni delle persone comuni. Penso che anche questo aspetto “pubblico” faccia parte del matrimonio e comunque ne completi il senso. Siamo sempre alla ricerca dell’essenziale che non sempre restituisce il senso. L’abito bianco, le fedi e tutta la liturgia fanno pensare alla festa. E’ chiaro che per gli sposi la festa è quella del cuore ma per testimoniarla ci sono simboli che possono apparire desueti ma aprono uno spiraglio nella mente e nel cuore di chi non ha la benché minima idea dello stato d’animo che investe la coppia. Una cerimonia, per quanto barocca, non toglie niente alla privacy della coppia: nessuno può leggere nel nostro cuore!

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