Bar Refaeli a Sanremo 2013: bella ma inutile la sua presenza all’Ariston.

By on febbraio 14, 2013

text-align: justify”>foto di bar refaeli27 ANNI, ISRAELIANA, BAR REFAELI, è la prima valletta di questa 63? edizione del Festival della Canzone italiana (la seconda sarà Bianca Balti nella serata di sabato). Questa sera la top model è stata invitata per portare un po’ di “sana gnagna” (come direbbe la Ventura) all’Ariston, senza alcuna minima pretesa artistica. L’imitazione del trio Vianello-Herzigova-Pivetti era dietro l’angolo e loro la hanno centrata in pieno. Fazio gioca a fare  Vianello, quello incantato dalla super bellezza di Bar, la Littizzetto è la Pivetti brutta ma simpatica e Bar è la Herzigova. Bellissime entrambe, con la sola differenza che almeno la Herzigova due parole di italiano riusciva a pronunciarle.  Il copione è sempre lo stesso come tutti gli anni: che senso ha invitare una ragazza che seppur bella non riesce neppure a mettere insieme, non dico una frase di senso compiuto, ma almeno due parole di seguito? La Littizzetto tra l’altro in un suo intervento dello scorso anno a Che tempo che fa aveva aspramente criticato la scelta fatta da Morandi/Mazzi di portare all’Ariston la modella ceca Ivana Mrazova, rea di ignorare la nostra lingua. Alla sua prima uscita, in abito turchese di Roberto Cavalli, Bar si dice molto felice di essere al Festival e promette di suonare in seguito, in quanto: “adoro la musica”. Intervento di brevissima durata e nel secondo stacco, con rigoroso cambio d’abito (tailleur nero) infatti suona la batteria. Precisa però che è da pochissimo tempo che sta prendendo lezioni ed in effetti la performance dura meno di trenta secondi. Tutta una messa in scena infinita per nulla. Nel secondo intervento da segnalare la prima presentazione ufficiale della Refaele. I mal capitati di turno sono stati gli Almamegretta che lei ribattezza Alamagretta (poverini).

Bar rientra in scena per la terza volta, in abito rosso, chiamata da Fazio per aiutarlo nella presentazione del suo conterraneo Asaf Avidan. Peccato presenti in inglese con traduzione di sottofondo in italiano. L’effetto è pessimo. Nulla contro la modella israeliana, ma una bella che conoscesse almeno un po’ di italiano proprio non c’era? La sensazione generale è che di Bar se ne poteva tranquillamente fare a meno. La sua presenza non ha aggiunto nulla alla manifestazione, se non delle semplici battute sul suo nome e sulla differenza tra lei e la Littizzetto. Potevamo risparmiarcela in clima di spending review e destinare il suo cachet ad altri, magari artisti veri con un minimo di talento. Sembra sia stata portata lì da Fazio e company con il solo scopo di tenere incollati ai teleschermi gli ormoni del sesso forte. Stop alle bellone senza senso. Sanremo non è una sfilata di moda, se donna deve esserci oltre alla bellezza richiediamo nel curriculum almeno un minimo di uso corretto della lingua italiana.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

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