Benigni fa flop alla prima serata del “TuttoDante” su RaiDue

By on febbraio 28, 2013
Benigni flop raidue divina commedia

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TUTTODANTE, ASCOLTI BASSI DURANTE LA PRIMA PUNTATA DI MERCOLEDI’ 27 FEBBRAIO – Siamo proprio sicuri che Roberto Benigni sia sempre sinonimo di grandi risultati televisivi? Se fino a qualche giorno fa qualcuno avrebbe detto di sì, dopo i risultati di ieri sera si iniziano a delineare i primi dubbi. Infatti, è andata in onda la scorsa sera su RaiDue, e in prima serata, il TuttoDante di Roberto Benigni: show para-teatrale già visto nelle più importanti città italiane ma debitamente riproposto dalla Rai in dodici serate.

Come segnalato da molti siti web, la messa in onda di questo spettacolo fu contrattata già lo scorso anno quando fu deciso una sorta di “pacchetto” che includeva il TuttoDante ma anche la serata evento dal titolo La più bella del mondo, dove Benigni commentò a parole sue (e con molta satira politica) i primi 12 articoli della Costituzione Italiana. Sempre secondo quanto riportato sul web, i due spettacoli sono costati alle casse Rai una cifra pari a 5,8 milioni di euro.

Tornando ai risultati in fatto di auditel, fa molto riflettere come una serata evento iper-pubblicizzata come quella de La più bella del mondo ha raggiunto una media del 40% di share (tra l’altro, il pubblico da casa non ha potuto sorbire un attimo di pausa visto che fu vietata la pubblicità) e, dall’altro lato, un’altra opera di tutto rispetto come La Divina Commedia ha raggiunto ieri sera un flebile 8,5%; per comprende quanto sia stato poco guardato il TuttoDante di ieri sera, vi facciamo notare che è stato scalzato anche dall’irriverente Mistero d’ItaliaUno (media share 9,25%), dall’ultimo episodio di Harry Potter (share medio 11,16%), da Quinta Colonna (share medio 8,98%) e ci è mancato poco che a superarlo ci arrivasse anche Chi l’ha visto? (share medio 8,27%).

Non discutiamo sulla qualità del programma, visto che Roberto Benigni dice di essere innamorato della Divina Commedia tanto da erigersi a gran cultore del Tomo, ma televisivamente parlando è stato un grossissimo buco nell’acqua. Adesso mi chiedo, la Rai avrà il coraggio di chiedere tutti quei soldini del Canone indietro? (Ovvio, lo si dice per scherzare).

About Gigi

Gigi, classe 1989, pugliese doc. Figlio della generazione 2.0 e appassionato di Social Media, coltiva moltissimi hobby: il video editing, la recitazione, bloggare online, cimentarsi nella fotografia e nel web-design.

2 Comments

  1. osservatore

    febbraio 28, 2013 at 18:42

    Benigni può dire di amare Dante quanto vuole: resta il fatto che se lo amasse davvero lo studierebbe meglio, evitando continui strafalcioni. Giornalisti e critici ne hanno voluto fare a sproposito un insuperabile dotto: ma non è certo la sua cultura che la gente apprezza, anche se poi usa questa come alibi per applaudire gli show del toscano.

  2. Laura

    febbraio 28, 2013 at 22:46

    Ho assistito dal vivo allo spettacolo che è andato in onda ieri: la Rai ha tagliato di netto tutta la parte iniziale di satira (con tanto di battute a vip seduti in platea), che era stata estremamente apprezzata dal pubblico e che anche quello televisivo avrebbe certamente gradito. Benigni non si erge a conoscitore della materia, LO E’ e gli viene ormai unanimemente riconosciuto. Il motivo per cui è così amato – gli ascolti lo avevano sempre dimostrato – è proprio la capacità di coniugare l’umorismo a una cultura davvero notevole. Esiste qualcun altro che di recente abbia proposto al grande pubblico, in prima serata, la Costituzione o Dante?! E’ qualcosa d’eccezionale il solo fatto di averci provato ed essere riuscito a spiegare a moltissime persone, e con enorme successo, concetti così alti e complessi. Quello presentato ieri è fra i canti meno popolari della Commedia, aggiungi che la materia è di suo difficile e che un conto è l’apparizione isolata a Sanremo – che in quanto tale suscita attesa e curiosità – altro è una serata di solo Dante, davvero una scommessa. Anche se questa serie non dovesse avere un boom di ascolti, la Rai in quanto servizio pubblico deve comprare almeno ogni tanto programmi di un certo livello e avere il coraggio di osare; per vedere filmetti, commedianti che si scannano nei talk show e pseudo-misteri abbiamo già le tv private e non vale la pena farne delle copie per non rischiare mai.
    Ad ogni modo, l’introduzione comica che è stata tagliata ieri aveva il ruolo fondamentale di divertire il pubblico e tenerne viva l’attenzione per creare curiosità verso il canto, di alleggerire una materia che è pur sempre impegnativa. Tenendola magari le cose sarebbero andate diversamente.

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