Beppe Grillo contro La7: “E’ la tv più faziosa di tutte. La compro e la chiudo”

By on febbraio 3, 2013

text-align: center”>Beppe Grillo attacca La7 e Santoro per Servizio pubblico

Beppe Grillo ha annunciato che tornerà in tv l’ultima settimana di campagna elettorale, ma che non sarà ospite in un talk show. E a giudicare dall’ultima uscita pubblica, è probabile che la sua incursione televisiva non avverrà sugli schermi di La7. Il leader del Movimento 5 Stelle ormai mostra apertamente la sua insofferenza nei confronti di tg, programmi di approfondimento e qualunque altra trasmissione che mostri un approccio critico nei confronti della sua formazione politica: l’ultima vittima degli strali del comico è la tv di Telecom Italia Media (attualmente in vendita), sotto attacco dopo l’ultima puntata di Servizio pubblico, in cui è stato trasmesso un reportage di Giulia Innocenzi su Parma, con tanto di intervista al sindaco grillino Federico Pizzarotti.

Beppe Grillo si è fatto sentire, come sempre, dal suo blog. Il comico ha attaccato duramente La7 e più o meno indirettamente ha affossato sia Servizio pubblico che il suo conduttore, Michele Santoro. Non è la prima volta che Grillo prende di mira l’amico (o ex amico, come ha detto il giornalista campano nell’ultima puntata del programma) per un servizio sul Movimento 5 Stelle: era già accaduto lo scorso dicembre, per un servizio sulle parlamentarie, sempre a cura di Giulia Innocenzi, e dopo l’ospitata di Berlusconi a Servizio pubblico. Stavolta però l’ira di Grillo ha investito tutta La7:

Tra tutti i canali televisivi, La7 è il più fazioso. Un canale fuori controllo, con figuranti strapagati nonostante abbia perso circa 70 milioni nel 2012. Chi paga le perdite? TImedia, di Telecom Italia, ne detiene la proprietà, quindi la finanziamo tutti noi con le bollette, peggio del canone“.

Beppe Grillo non è nuovo ad attacchi alla tv, da anni la giudica un medium destinato all’estinzione. Nel suo programma politico la Rai dovrebbe essere ridotta ad “una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti” e qualche settimana fa ha auspicato la chiusura del Tg3 dopo un servizio non gradito sul Movimento 5 Stelle. Il confine tra proposte serie e boutade da campagna elettorale ormai è labile. Fino ad arrivare alla provocazione estrema, al paradosso di invocare il silenzio di un’emittente tv e dei suoi giornalisti. Battute infelici à la Grillo, che ricordano vagamente editti emanati da altri, in altre epoche. Gente che a differenza del comico aveva il portere di mettere alla porta giornalisti scomodi e fare il bello e il cattivo tempo con la tv di Stato. Grillo non ha lo stesso potere, ma non fa niente per nascondere la sua insofferenza e dopo aver combattuto battaglie importanti per la libertà di informazione si ritrova a sperare che una tv chiuda per il solo fatto di aver sollevato (in modo discutibile o meno) delle obiezioni al suo Movimento. Fino ad ipotizzare di farlo in prima persona, di comprare La7 per chiuderla, quello che fino a qualche mese fa si pensava fosse l’obiettivo di Mediaset quando l’azienda mostrò interesse nei confronti dell’emittente tv. Grillo forse non ci pensa per davvero, intanto però la butta lì. Non si sa mai.

Franco Bernabè, l’ad di Telecom, sta cercando di venderla, per ora senza successo, a Urbano Cairo e Clessidra. Se non ci riuscirà gli rimarrà solo l’asta pubblica. Partecipare potrebbe essere un’opportunità, non per rilanciarla, ma per chiuderla

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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