Campagna elettorale, da Monti ultimo appello per il confronto tv tra candidati-premier

By on febbraio 17, 2013
Monti chiede il confronto in tv

text-align: justify”>Monti chiede il confronto in tvUltime battute di campagna elettorale prima del cruciale appuntamento con le urne dei prossimi 24 e 25 Febbraio. Tra i più impegnati nella rincorsa al voto degli elettori “indecisi”, il Presidente del Consiglio uscente Mario Monti non lesina energie per rispondere (a modo suo) alle pirotecniche performances del rivale Silvio Berlusconi e strappare qualche residua fetta di consenso alle forze di centrosinistra inizialmente accreditate come favorite per il successo finale. Si rivolge direttamente ai due principali competitors per la premiership italiana, il leader di Scelta Civica, nell’appello al confronto televisivo che a meno di una settimana dalle elezioni politiche 2013 nessun palinsesto è riuscito (nonostante i tanti inviti in tal senso) ad ospitare: “Volete davvero sottrarre ai cittadini italiani il diritto a formarsi un’idea tramite un dibattito in tv? Onorevoli Bersani e Berlusconi, non facciamo questo”.

Con una campagna elettorale così accesa non è facile, a questo punto, che i diretti interessati riescano a trovare un punto d’incontro su formula e location del richiesto confronto, anche se molte sarebbero le soluzioni a disposizione dei diversi contendenti. A giudicare dai toni sempre meno “sportivi” registrati in questi ultimi giorni, l’interesse ad una fase di distensione con tanto di reciproca legittimazione in diretta televisiva al cospetto del grande pubblico sembra essere venuto meno in quasi tutti i raggruppamenti in campo, con poche eccezioni rilevanti.

Le non poche segnalazioni raccolte dall’Agcom per violazione delle regole della par condicio nel corso di alcune trasmissioni delle reti pubbliche o private, inoltre, confermano la problematicità di un clima destinato ad inasprirsi fino al D-day elettorale e rendono assai improbabile una pacificazione generale in tempi brevi: conflitto  d’interessi, “faziosità” di notiziari e talk show ed altri temi correlati hanno anche stavolta fatto irruzione nel dibattito pubblico, contribuendo in maniera sensibile all’innalzamento del livello dello scontro. Dal 25 Febbraio in poi, probabilmente, l’attenzione si sposterà su strategie politiche, punti programmatici del nuovo governo ed eventuali alleanze parlamentari post-voto, magari in più o meno parziale contraddizione con gli slogan ed i proclami diffusi a tamburo battente da gran parte dei capi-partito in vista delle tanto attese elezioni generali. Allo stato degli atti, l’unico dato piuttosto certo in un quadro politico in continua evoluzione, è la rottura di quel bipolarismo che solo pochi anni fa sembrava avviato con successo verso una costituzionalizzazione formale o almeno materiale: per tirare le somme, ad ogni modo, occorrerà attendere ancora meno di una settimana.

About Marco Franco

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One Comment

  1. Rossella

    febbraio 18, 2013 at 15:15

    Il confronto dei candidati, di tutti i candidati, nell’Italia delle piazze virtuali è più che doveroso!
    Il professor Monti si è affacciato sulla scena politica in un momento storico molto interessante. Gli storici e gli appassionati di comunicazione potrebbero versare fiumi e fiumi d’inchiostro intorno alla sua figura perché è un uomo molto mite e si presta ad essere un buon termine di paragone per analizzare la storia dell’ultimo ventennio.
    Lui è il Professore. Nell’immaginario collettivo questa figura- fino a qualche anno fa – aveva una duplice chiave di lettura. Se da una parte c’era l’intellettuale di provincia che interpretava la cultura in maniera elitaria, nella stessa provincia c’erano tanti (ma tanti!) altri professori rispettati da tutti perché il loro sapere non coincideva con un potere da ostentare ma con la conoscenza che era l’altra faccia di quello che oggi chiamiamo successo e che spesso coincide con un prestigio ancora tutto da stimare; da bambini crescevamo con questo mito perché quello era il nostro microcosmo: la metafora dell’Italia unita in cui da subito potevi decidere da quale parte stare – nel rispetto dell’altra e sapendo che giustamente esisteva. Oggi noi giovani non viviamo il sapere con il medesimo spirito perché abbiamo internet e tanti altri maestri che non ci ispirano il potere dell’umiltà. Dunque lo stesso professore perde la sua aura rassicurante e anche se non fa politica lo viviamo come un potente; nei suoi temi non citeresti mai Maria De Filippi. In questa riflessione mi ha aiutato proprio l’analisi del governo tecnico che mi ha fatto conoscere un Monti estremamente umile anche se mediaticamente rimane l’immagine del Professore nell’Italia di oggi. Però la cultura sta cambiando: ad esempio ho visto un Fazio eccezionale al Festival e quell’austerità della cattedra televisiva non è stata un limite per lui che è tornato – sia pure per una piccolissima parentesi- il Fazio di Anima mia!

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