Festival di Sanremo 2013: il meglio e il peggio. Promossi Littizzetto e Bocelli, bocciati Crozza e Bisio

By on febbraio 17, 2013
foto di luciana littizzetto a sanremo 2013

text-align: justify”>foto di luciana littizzetto a sanremo 2013IL MEGLIO E IL PEGGIO DELL’EDIZIONE DI SANREMO 2013. Finita la 63? edizione del Festival della canzone italiana che ieri sera ha proclamato il vincitore: Marco Mengoni, si cominciano a tirare le somme di quella che è stata un’edizione molto innovativa. Fazio e i suoi collaboratori hanno portato a casa con grande successo, oltre ogni più rosea aspettativa, un Sanremo non semplice da realizzare, dopo le ultime quattro edizioni di grande successo targate Presta-Mazzi. Ci sono riusciti imponendo il  loro stile del tutto differente da quello dei loro predecessori. Più ricercato, sofisticato e moderno il festival di Fazio, più popolare e immediato quello di Mazzi. Parecchi sono stati i momenti piacevoli che hanno contrassegnato questa edizione, e altrettanti gli scivoloni immancabili ogni anno. Andiamo a passare in rassegna il meglio e il peggio di questa 63?edizione, appena finita.

Assolutamente da promuovere Luciana Littizzetto, conduttrice insieme a Fazio. Ci aspettavamo da lei che facesse la comica, quello che fino a questo momento ha dimostrato di saper fare alla grande. Invece Luciana ci ha stupiti tutti perché per una volta ha indossato le vesti, per lei inedite, di conduttrice televisiva pur mantenendo la sua indole chiassosa. È riuscita a sdoganare tutti i vari schemi tipici sanremesi ed è stata la prima in assoluto a prendere in giro i direttori d’orchestra, delle vere e proprie istituzioni in quel di Sanremo. La Littizzetto è stata una brava conduttrice ma allo stesso tempo non ha rinunciato alla sua vena comica e l’unione tra le due arti, si è rivelata essere un mix vincente. Sempre simpatica, battute perfette al momento giusto, anche nei monologhi è riuscita ad affrontare temi seri come il femminicidio, in maniera mai banale ma sempre puntuale e originale. Ha ballato, cantato, animato le conferenze stampa con i giornalisti, è riuscita a bilanciare la parte più sotto tono di Fazio, sempre troppo serio. Da spalla è diventata la protagonista e la vera rivelazione di questa edizione. Promossa a pieni voti, speriamo di ritrovarla molto presto in qualche altro progetto, a lei congeniale, sulla rete ammiraglia Rai.

Il meccanismo delle due canzoni non ci ha del tutto convinti. Molto spesso si assomigliavano parecchio e non si percepiva alcuna differenza tra la prima e la seconda esecuzione. Il televoto che veniva aperto al termine del primo brano, lasciava poco spazio per metabolizzare entrambi i testi, con il risultato di sceglierne uno piuttosto che un altro senza esserne del tutto convinti. Già ascoltare quattordici nuove canzoni è abbastanza impegnativo, per di più al primo ascolto non tutte passano subito, raddoppiarle non è stata una mossa vincente.

Da promuovere tutti i vari momenti di musica alta, che hanno dimostrato come portare quel tipo di musica in una manifestazione popolare come Sanremo può dare ugualmente frutti. Complimenti alla scelta di Fazio e dei suoi autori, che ci hanno regalato dei momenti unici di televisione. Promosso dunque il Coro dell’arena di Verona che nella prima serata ha intonato il Va pensiero come omaggio a Verdi, promosso il maestro Daniel Harding che ieri sera con la Cavalcata delle Valchirie di Wagner e la Marcia trionfale dell’Aida di Verdi, ci ha fatto ricordare quanto bella fosse questa musica. Promossa anche Leonora Armellini, che a soli 20 anni dimostra che quando si ha passione e talento si riesce ad arrivare ad alti livelli anche in giovane età.

Promosso il jazzista Stefano Bollani, momento altissimo di musica e televisione. Ha dimostrato di essere uno tra i migliori pianisti italiani e di sapersi anche mettere in gioco, quando ha accontentato le richiesti più popolari e meno classiche, del pubblico in sala. Ha addirittura suonato Papaveri e Papere reclamata da Serena Dandini.

Da promuovere Andrea Bocelli, il tenore ritorna all’Ariston con il figlio Amos e la sua voce lascia davvero tutti senza parole.  Un momento di grande trasporta emotivo. Un uomo che ci rende orgogliosi di essere italiani anche all’estero.

Promosso il cantante israeliano Asaf Avidan, e l’interpretazione della sua One day. Emozionante e coinvolgente la sua performance, tanto che il pubblico gli tributata una standing ovation e chiede il bis .

Meno piacevoli gli interventi dei vari comici: da Crozza a Marcorè, a Bisio, nessuno dei tre ci ha convinti realmente. Tutti hanno riproposto dei monologhi già sentiti altrove e se speravamo in un repertorio nuovo, fresco e con battute più divertenti, le loro esibizioni ci hanno un po’ deluso. Potevamo farne a meno in quanto la Littizzetto li ha superati tutti.

Bocciate anche le due vallette Bar Refaeli e Bianca Balti. La loro presenza non ha aggiunto nulla alla kermesse canora. La prima che non spiaccicava neppure una parola di italiano, l’altra con una risata abbastanza fastidiosa non è riuscita neppure a fare quello che in realtà è il suo mestiere: nel momento della sfilata stava per inciampare. Non sono queste le donne che vogliamo vedere all’Ariston. Ci piacerebbe in futuro avere più Littizzetto e meno vallette mute.

Promossi i super ospiti Toto Cutugno con L’armata rossa e Albano, che ci hanno regalato quelle musiche che tutti noi portiamo nel cuore e che non passano mai di moda. Quelle canzoni che hanno fatto tanto la storia della manifestazione quanto quella della musica italiana, diventando dei grandissimi successi anche all’estero. Canzoni quali L’italiano e Felicità non bisogna mai dimenticarle. È giusto dare spazio ai giovani, ricordandoci allo stesso tempo della storia che ci ha preceduto e di coloro che sono venuti prima di noi e che hanno reso la kermesse importante.

Bocciata la serata del venerdì, quella dedicata a Sanremo Story, nonostante gli ascolti sono arrivati. Sembrava di assistere ad una puntata mal riuscita de I Migliori anni. Nessun effetto novità, niente che ci stupisse realmente. Pochi gli ospiti di richiamo che hanno accompagnato i vari big. La maggior parte delle esecuzioni dei brani dei Sanremo che furono, sono state reinterpretate in maniera pessima dai cantanti in gara.

In definitiva la lezione di Fazio in questo Sanremo è stata quella di voler dimostrate come la musica classica e quella più popolare possano tranquillamente convivere sotto lo stesso tetto, perché come ci ha insegnato ieri sera Andrea Bocelli: “c’è la buona musica e c’è la brutta musica, nella musica classica ci sono dei brani così belli che diventano popolari e nella musica popolare dei brani così belli che diventano dei classici “. La musica è tutt’una, senza troppe differenze.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

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