Festival di Sanremo 2013: le pagelle della seconda serata. Brillano Elio e Gazzè, bene Annalisa

By on febbraio 14, 2013
Foto di Elio e Le storie tese a Sanremo 2013

text-align: justify”>Foto di Elio e Le storie tese a Sanremo 2013FESTIVAL DI SANREMO 2013: LE PAGELLE DELLA SECONDA SERATA. Dopo aver ascoltato i primi 7 big in gara(qui le pagelle) ieri sera è stato il momento di completare il cast di questa edizione del Festival con i rimanenti 7 big. La notizia è che il livello di ieri sera è stato più alto e le insufficienze sono diminuite rispetto alla prima serata, ma l’ aspetto che emerge anche in queste altre 14 canzoni è che manca un pezzo che possa davvero funzionare. Si parla di un Festival, infatti, con più qualità e con canzoni che devono essere riascoltate per essere apprezzate. Questa sera quindi avremo l’ occasione per riascoltare i 14 brani che continuano la gara e avere un quadro ancora più completo di questo Festival della Canzone Italiana.

Festival di Sanremo 2013: pagelle della seconda serata. Dopo aver ascoltato tutti i 14 big in gara sono partiti i pronostici sul possibile vincitore di questa edizione. Noi vi anticipiamo, prima di lasciarvi alle pagelle, che ieri sera c’è stata una bella sorpresa: un cantante sul quale in pochi puntavano e che invece ha presentato due tra le migliori canzoni del Festival. E’ ancora presto però per parlare di vincitori, mancano ancora 3 serate e tutto può cambiare fino alla finale quando entrerà in gioco anche la giuria di qualità. La giuria è composta da personaggi dello spettacolo e il suo voto peserà al 50% sulla scelta della canzone vincitrice. Dopo il salto le pagelle di ieri sera.

Festival di Sanremo 2013: la pagelle della seconda serata in ordine di esibizione.

MODA’

Se si potesse non morire – voto 5,5: Forse uno dei pezzi più orecchiabili di questo Festival, siamo però di fronte ad una canzone piuttosto banale che può ricordare anche altre canzoni della band, che in questo brano però non riesce a replicare l’ effetto di altri successi che hanno scalato le classifiche. La voce di Francesco poi non c’è.

Come l’ acqua dentro il mare – voto 5: Questa volta siamo nel classico stile Modà, ma in realtà la canzone risulta ancora più banale della prima. Due brani comunque che si assomigliano, anche troppo, tra di loro. Francesco conferma di non essere in gran forma nemmeno in questo secondo brano che risulta piuttosto piatto, infatti poi è stato eliminato.

SIMONE CRISTICCHI

Mi manchi – voto 5,5: La canzone potrebbe essere anche bella, ma Cristicchi non ci aiuta nel giudicarla in quanto ha commesso veramente troppi errori di intonazione. Si tratta comunque di una ballata d’ amore, mai scontata, almeno nel testo.

La prima volta(che sono morto) – voto 6: Il cantautore in questo caso torna a quello a cui ci ha abituato: con un testo più ironico e surreale. Racconta la vita a modo suo e sa essere anche più concentrato, rispetto alla prima canzone. Il pubblico premia questo secondo brano.

MALIKA AYANE

Niente – voto 6: Che Giuliano Sangiorgi sia una certezza quando scrive un brano lo sapevamo di già, poi Malika Ayane ci mette tutta la sua voce, precisa e pulita dall’ inizio alla fine. Bello l’ arrangiamento, ma alla fine la canzone non esplode mai e non ingrana la marcia giusta.

E se poi – voto 6,5: pezzo sicuramente più orecchiabile e con un ritmo più vivace rispetto al primo brano. La canzone è sicuramente più equilibrata e sembra anche più nelle corde della Ayane che canta perfettamente anche questo brano. Il pubblico premia questo secondo pezzo.

ALMAMEGRETTA

Mamma non lo sa – voto 6: Il loro merito è sicuramente quello di aver portato un pezzo che spazia dal dub al reggae, regalando ritmo ad una serata che veniva da ben 6 brani piuttosto lenti. Il leader della band però rende incomprensibile il testo e non aiuta quindi nella comprensione generale del brano. Per ora premiamo il sound.

Onda che vai – voto 5: scritta da Federico e Domenico Zampaglione, la canzone rispecchia molto il classico stile della band. Raiz continua a cantare in modo da rendere poco comprensibile il testo. Bel ritmo, ma di certo non è una canzone che lascia il segno in questa edizione del Festival di Sanremo.

MAX GAZZE’

I tuoi maledettissimi impegni – voto 7: con musica elettronica e il suo inseperabile basso, Gazzè riesce sicuramente a dare una svolta alle canzoni di Sanremo, portando un brano più movimentato e divertente. Lui è nel suo genere, nel brano può ricordare anche Battiato che forse lo ha ispirato. Un bel pezzo con un testo mai banale.

Sotto casa – voto 7,5: Ed è con questo secondo brano che Gazzè sorprende e riesce a convincere più di tutti gli altri che hanno cantato fino a questo momento. Un brano con un bel ritmo, sostenuto, un bael sound con influenze balcaniche. Il cantante riesce a confenzionare una bella canzone, orecchiabile e come sempre con un testo originale. Il pubblico apprezza.

ANNALISA

Scintille – voto 6,5: Uno swing come prima canzone per la giovane cantante di Amici. Di sicuro sorprende come scelta, diversa dallo stile presentato dai compagni che hanno già calcato quel palco. Lei come sempre è precisa e non si fa travolgere dall’ emozione. Una bella sorpresa il brano, lei si conferma molto raffinata. Il pubblico sceglie questo pezzo.

Non so ballare – voto 6: Brano nel classico stile pop, insomma nulla di nuovo sul palco dell’ Ariston. La canzone sembra che debba decollare da un momento all’ altro, ma in realtà quel piccolo passo in più non lo fa mai. La penna del giovane Ermal Meta si sente e la canzone può assomigliare ad altre della band La Fame di Camilla. Lei sempre precisa.

ELIO E LE STORIE TESE

Dannati Forever – voto 7: Hanno aspettato 17 anni per tornare al Festival e l’ attesa è sicuramente stata ripagata. Loro sono nel loro classico genere che può sembrare stranulato, ma che in realtà è molto intelligente. La canzone se la prende un po’ con tutti dai comunisti ai giornalisti: tutti all’ inferno.

La canzone mononota – voto 7,5: Ed è con questo secondo brano che arriva il colpo di genio di questa loro partecipazione al Festival di Sanremo. Una canzone cantata su una sola nota, con un ritmo piuttosto sostenuto, che cambia anche velocità ed Elio se la cava alla grande. Il pubblico sembra coinvolto e dimostra di aver apprezzato il brano.

I GIOVANI

Renzo Rubino – Il postino(Amami uomo) – voto 5,5: Il tema è sicuramente importante o comunque molto sentito in questo Festival ed è forse per questo che risulta un po’ banale parlarne. La canzone non brilla particolarmente e non sembra così radiofonica: furbo l’ inserimento di un tenore che può piacere ad un pubblico più adulto. Ha passato il turno.

Il Cile – Le parole non servono più – voto 7: Tralasciando il fatto che il ragazzo è anche più conosciuto di alcuni big in gara, Il Cile si presenta con una bella canzone, dal testo originale e significativo come tutti quelli che il cantante ha presentato fino ad ora. Bello anche il genere che spazia dal pop al rock. E’ originale, ma il pubblico lo elimina.

Irene Ghiotto – Baciami? – voto 5-: Lei ha partecipato a Star Academy e ha vinto il concorso di Area Sanremo. La sua canzone è banale, passa inosservata e tra l’ altro la sua voce non è affatto riconoscibile. Scontata, non passa il turno.

Blastema – Dietro l’ intima ragione – voto 6,5: Hanno voluto portare il rock sul palco del Festival, ma decidono di non osare presentando un ballada. La canzone sa già di sentito, possono funzionare anche in un mercato discografico e nelle radio. Bravi, passano il turno.

About Matteo Pagano

Nato a Casarano (Lecce) nel 1990, è il più giovane tra i Redattori. Frequenta nel Salento la Facoltà di Scienze della Comunicazione, si definisce socievole, ironico e simpatico. Non ha peli sulla lingua, non sopporta l'ipocrisia, ama scrivere ed ascoltare musica. La sua passione è esplosa al Liceo quando gestiva un giornalino di classe. Ha collaborato con giornali online di universitari e il suo rapporto con la tv è di amore-odio.

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