Festival di Sanremo 2013: l’ironia facile di Claudio Bisio sulle elezioni e gli elettori

By on febbraio 17, 2013

text-align: center”>Festival di Sanremo 2013: il monologo di Claudio Bisio

FESTIVAL DI SANREMO 2013 – Segui la diretta de Lanostratv.it – Dopo la disavventura con Maurizio Crozza, è toccato a Claudio Bisio animare il palco dell’Ariston nell’ultima serata del Festival di Sanremo. Lo ha fatto con un monologo partito da Topolino e finito con un appello al voto: un po’ confuso all’inizio, più deciso sul finale, Bisio ha giocato la carta della satira soft, quella che bacchetta il malcostume italiano prendendo di mira i troppi vizi, le furberie e i mille difetti dei cittadini del Belpaese. Bisio parte da lontano, esordisce con una battuta sul Festival (“Dopo la farfallina di Belen potrei far vedere il mio tatuaggio a forma di Biscione, dopo dieci anni a Mediaset…“) ed attacca con un monologo sui personaggi di Topolino, fino ad arrivare al tema del momento. C’è la par condicio e di politica al Festival non si dovrebbe parlare (“Fra una settimana ci sono le elezioni, ditemi voi, basta che poi non mi cazziate” chiede Bisio al pubblico), ma alla fine anche lui va a parare lì, alle elezioni politiche, con un’invettiva dai toni caricaturali che richiama i comizi anticasta di Grillo:

Finchè ci sono loro, tutti loro, questo paese non cambierà mai (…) sono incompetenti, bugiardi, inaffidabili, vadano a casa, tutti a casa… ma bisogna anche specificare a casa di chi, perchè se poi vengono a casa mia è un problema…

Il modo per parlare di politica Bisio lo ha trovato capovolgendo il fronte, perchè secondo l’ex capocomico di Zelig il problema non sono tanto gli eletti e le loro colpe, quanto gli elettori che li hanno scelti. In sostanza, la tesi di Bisio è semplice: l’italiano medio si merita la classe dirigente disastrosa che ha governato negli ultimi anni perchè l’ha votata e mandata in Parlamento (peccato che ometta di ricordare che da quasi un decennio gli italiani non possono scegliere i proprio rappresentanti a causa del Porcellum). Così parte il j’accuse nei confronti dell’elettorato italiano, tra le cui fila si nascondono furbi, ladri, corrotti e malfattori della peggiore specie: e via con l’ironia facile che sfocia un po’ nel moralismo senza troppa morale, un po’ nel qualunquismo che aizza le piazze.

Siamo noi i mandanti, se li guardate bene ci assomigliano: i politici italiani sono italiani, ricalcano perfettamente il popolo che rappresentano, c’è l’ingordo, il servitore, il riccone arrogante, la pulzella che fa di tutto per maritarsi col riccone, il professore universitario che sa tutto lui, il manesco pronto a menare le mani (…) sono il campionario di quello che siamo, con le nostre contraddizioni, ad esempio quelli che vanno al Family day con le loro due famiglie e ti dicono: ‘io sono cattolico, ma a modo mio’ (…) ci sono troppi impresentabili tra gli elettori, mica poche decine come tra gli eletti! La soluzione? Sostituire l’elettorato italiano, con quello danese o svedese“.

L’invito agli elettori a fare mea culpa si conclude comunque con la speranza che tutti vadano a votare. E visto che siamo a Sanremo, anche la raccomandazione a recarsi alle urne è recitata in musica, sulle note de L’italiano di Toto Cutugno: “Lasciatemi votare con un salmone in mano, io salverò il paese io sono un norvegese“. Alla fine la scelta ha premiato, perchè se Crozza è stato fischiato dalla claque di soliti noti, per Bisio e il suo ritratto del popolo italiota sono arrivati solo applausi.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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