Festival di Sanremo 2013: Maurizio Crozza imita tutti e resta senza parole di fronte ai fischi

By on febbraio 13, 2013

text-align: center”>Maurizio Crozza al Festival di Sanremo

Al Festival di Sanremo 2013 l’attesa era tutta per lui, Maurizio Crozza: stretto tra la par condicio, i moniti di Berlusconi (“Stia lontano dal sommo Pontefice“) e le aspettative create dal direttore di Rai1 Giancarlo Leone (“Sarà uno showman a tutto campo e userà anche l’orchestra“), la sua performance era annunciata come il piatto forte della serata inaugurale e lo è stato in tutti i sensi. La politica c’è eccome, ma non manca una forma di par condicio. Perchè Crozza, piuttosto che non nominare nessuno, sceglie di parlare di tutti. A partire dal Cavaliere, di cui ripropone la parodia già vista a Ballarò, entrando in scena con il solito doppiopetto e le banconote da distribuire in giro: “Volete 5 mila euro? Tanto non sono miei, sono i vostri“. E visto che Berlusconi aveva ironizzato sua una sua ospitata a Sanremo proponendosi come cantante, Crozza lo accontenta ed esibisce un Cavaliere canterino, sulle note di Formidable, tra i cui autori compaiono anche Verdini e Cosentino. Non prima di aver salutato il pubblico in sala: “Anch’io ho fatto cene eleganti, ma qui è diverso: siete vestiti“.

Nemmeno il tempo di finire la sua parodia del Cavaliere, che Crozza si ritrova basito di fronte a fischi e contestazioni dalla platea: “vai a casa” urla qualcuno, “no alla politica a Sanremo, vai via” rilancia qualcun altro. Una scena che ricorda vagamente le proteste contro Adriano Celentano lo scoro anno e il dubbio che siano pilotate si insinua sin da subito. Anche stavolta i fischi sono stati coperti dagli applausi di gran parte del pubblico, finchè  qualche “forza Silvio” urlato qua e là, seguiti da un perentorio “non lo vogliamo” ha imposto l’intervento del conduttore. L’invito di Fazio a “stare calmi e sereni” ed aspettare la fine della performance per giudicare ha aiutato Crozza a riprendere le redini della sua performance, ma il comico è sembrato visibilmente provato e il tono dell’esibizione non è stato più lo stesso. “Che bel momento, indimenticabile” ha provato ad ironizzare, prima di ricominciare il suo monologo. Quello che il pubblico dell’Ariston ancora non sa è che Crozza ne avrà per tutti.

Maurizio Crozza ha cercato di uscire dall’impasse non senza difficoltà, visto che la contestazione ha spento il suo proverbiale sorriso. Ha provato a paragonare le elezioni a Sanremo, individuando ciò che hanno in comune: “Chiunque vinca non conta una mazza“. Il monologo sull’Italia come paese ingovernabile è seguito dall’imitazione di Bersani con il suo inno alle metafore, il dubbio amletico della scelta tra Monti e Vendola e ovviamente la sensazione di perdere sempre e comunque: “Ho già vinto le primarie contro Renzi, non posso mica vincere tutto“. E nell’ottica della par condicio, ecco spuntare anche Antonio Ingroia (“Il fratello  stanco di Speedy Gonzalez“), l’ossimoro della sua Rivoluzione Civile (“Vuole fare la rivoluzione e si fa fotografare su Chi, ma voi ve lo immaginate Che guevara su Max?“) e la sua “voglia di fare politica” che “è più un languorino“. E se non bastasse, Crozza sfodera anche uno dei suoi cavalli di battaglia di sempre, Luca Cordero di Montezemolo, sostenitore della lista Scelta civica con Monti, rappresentante dell’alta società civile, quella “Gold” per cui “basterebbe mettere l’Imu sul secondo cognome per salvare le casse dello Stato“. Il Montezemolo di Crozza racconta la sua idea di fare una “poverata” per unirsi agli operai, si chiede se i tagli della nostra moneta non siano in “mila euro” e “milioni di euro” e domanda ad un incredulo Fazio: “Ma lei lo sa che ci sono persone che sudano anche se non fanno la sauna?“.

Il campionario di battute è un misto delle parodie di Crozza nel paese delle meraviglie e delle copertine di Ballarò. Un intervento lungo, a tratti piacevole, ma per molti versi già visto. La promessa che la politica non sarebbe entrata nel Festival era ovviamente caduta nel momento in cui si era scelto di invitare Crozza, che certo non avrebbe rinunciato alla sua satira. E d’altronde, come ha sempre detto Fazio, il Festival non è avulso dalla realtà. Il conduttore ha ringraziato in conclusione tutto il pubblico dell’Ariston “che ci ha aiutato a riconoscere due persone già note che hanno cercato di farsi notare anche stasera” (lo stesso Fazio ha chiesto a chi non gradisse l’esibizione di Crozza di andarsene) ed ha aggiunto che “per giudicare bisogna arrivare in fondo“. Colpisce il silenzio di Crozza, mai visto senza parole prima d’ora.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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