Festival di Sanremo 2013: Una coppia omosessuale ospite della kermesse: la sensazione è quella di aver sprecato un’occasione

By on febbraio 13, 2013
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Arrivano in silenzio, senza voce, due sedie e tanti cartelli. Una storia normale, o almeno questo è ciò che intendono loro, perché la loro storia d’amore non è affatto normale. Una coppia, in Italia, è infatti vista come tale solo se formata dal tradizionale canone della “sacra famiglia”, uomo e donna, magari con bambini, ma solo dopo il matrimonio. Una coppia, se formata da persone dello stesso sesso, è una coppia, certo, ma soltanto di fatto. Una coppia omosessuale può essere tale solo se esprime il proprio amore in casa propria, o al massimo in quella di amici, e guai ad esternare il proprio amore o, peggio, di pretendere che questo sia legalmente riconosciuto. Proprio in questo Stefano e Federico sono diversi, loro non sono una coppia “normale”, semplicemente perché qualcuno che ha deciso per loro che non possono essere una coppia, e non posso formare una famiglia.

Prederanno un aereo e voleranno a New York per coronare il loro sogno di matrimonio, che in Italia non è un diritto. Sarà perché siamo indottrinati da gente bislacca vestita con gerarchiche talari di diverso colore, o sarà perché c’è un popolo che permette loro di indottrinarci, eppure, controcorrente, Fabio Fazio ha deciso di dargli spazio, ha permesso loro di alzare la voce e farsi sentire, o meglio, farsi leggere. Nulla di eccezionale se si ha una minima percezione della vera naturalità, eppure, per la nostra nazione, la presenza di una coppia omosessuale sul palco del Festival di Sanremo è risultato un vero e proprio evento. In molti speravano in un bacio per graffiare con la provocazione, ma i due hanno preferito non parlare, comunicando la loro storia con dei cartelli scambiandosi languidi sguardi. Musica da ninna nanna, telecamera ferma, e la sensazione di aver sprecato un’occasione per parlare, senza dottrine e luoghi comuni, dell’omosessualità.

Un siparietto poco incisivo, quasi da risultare fuori luogo, che non ha detto nulla di più o di meno di quello che già si sa. Ognuno di noi sa che in Italia è impossibile sposarsi con persone dello stesso sesso, ognuno di noi sa che due maschi o due femmine possono amarsi, ma a casa loro, perché nessuno vuole vederli amarsi. E la coppia, non ha fatto null’altro che assecondare il sentimento ipocrita del “so che ci sono ma non voglio crederci, e se proprio devono farsi sentire, che lo facciano in silenzio”. Ed il silenzio ha regnato totale , nessuna parola, una musichetta da carillon, nulla di nulla, se non quello che si sa già. Mente, invece, i Soliti Idioti nel loro inopportuno passaggio all’Ariston l’anno passato, avevano urlato quasi deridendo la parola Omosessuale,  con tanto di Morandi a cercare di essere carino, ma che invece è risultato più volgare del duo comico. Quest’anno invece, omosessualità raccontata in maniera garbata ma inconsistente. Sono andati via lasciandoci con l’amaro in bocca, proponendo un siparietto vuoto di contenuti, difficile da ricordare, che non ha fatto comprendere a chi guardava cos’è realmente l’omosessualità: Una cosa normale. Non c’è molto di normale, invece, nel comunicare con un così caldo argomento con dei freddi cartelli.

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

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