Festival di Sanremo: Max Gazzè ed Elio e le storie tese animano la seconda serata, tra Carla Bruni e Bar Rafaeli

By on febbraio 14, 2013
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Tanta musica e zero polemiche nella seconda serata di questo Festival della canzone italiana 2013. Dopo il debutto con ascolti record di martedì, la puntata di ieri ha visto sul palco i 7 big in gara e quattro degli otto artisti della categoria giovani, ma anche gli ospiti internazionali e la prima delle due “vallette per una sera” di quest’edizione. Aperto da Beppe Fiorello e il megaspot alla sua fiction su Domenico Modugno in onda la prossima settimana, il Festival è iniziato con l’ingresso di Bar Refaeli, protagonista di una gag che ricorda i tempi di Vianello al Festival diviso tra la Herzigova e la Pivetti, con la bruttina simpatica Luciana Littizzetto contrapposta alla top model internazionale: “Ciao Bar posso chiamarti chiosco?“. La gara è partita con i Modà all’insegna di testi del calibro di “Se i baci si potessero mangiare ci sarebbe meno fame” (roba da far impallidire i peggiori parolieri italiani): la prima ricorda vagamente quella scritta per Emma un anno fa, la seconda richiama vagamente le melodie di Povia. Meglio sorvolare. Simone Cristicchi sotto le aspettative, almeno vocalmente, si sarebbe giustificato dopo poco su Twitter per la sua performance poco intonata: “Sono ancora vivo. La prima canzone l’ho cantata male perché 1minuto prima di salire sul palco mi hanno presentato Carla Bruni“. La canzone che resta in gara, La prima volta che sono morto è una ballata swing ironica, decisamente nello stile di Cristicchi, una delle migliori della serata.

Altro “momento spot” della puntata, il ritorno in patria della non più premiere dame di Francia Carla Bruni: tailleur ultrasobrio e chitarra, l’ex top model si esibisce in un brano del suo album in uscita. Poi si lascia prendere in giro dalla Littizzetto: “Qualche difetto ce l’avrai anche tu: ti puzza l’alito?”. E ancora: Questa donna ha più culo che anima“, fino all’esibizione con La chasnson de Carla Brùn, una parodia del più famoso brano della cantautrice, in cui la Littizzetto canta (si fa per dire) accompagnata dalla Bruni alla chitarra: “Lei è la première dame, io sono la première nane“. A riportare la musica sul palco dopo Carla ci pensa Malika Ayane apprezzatissima con i due brani scritti da Giuliano Sangiorgi (la sua penna è riconoscibilissima) riconfermatosi paroliere infallibile, di cui sembra quasi di avvertire la presenza sul palco. E qui la prima vera gaffe della serata, con la cantante che riprende Fazio sulla pronuncia erroneamente letterale del suo cognome. Passa il pezzo E se poi, bocciato il primo ed anche il biondo innaturale dei capelli della Ayane. L’esibizione di Bar Refaeli alla batteria (per dimostrare di non essere “solo una modella”) introduce il reagge degli Almamegretta, che porteranno avanti la canzone di Zampaglione Mamma non lo sa. Per Fazio e la Littizzetto, anche una reunion con Filippa Lagerback: ed è il trionfo di Che Sanremo Che Fa, hashtag che già spopola su Twitter. Ma il meglio, musicalmente parlando, deve ancora venire.

Il pubblico dell’Ariston apprezza un travolgente Max Gazzè con i suoi due brani, I tuoi maledettissimi impegni e Sotto casa: il secondo in particolare, con i suoi ritmi che ricordano il più famoso Battiato, conquista lunghi applausi dalla platea e resta in gara con il 77% delle preferenze. Verdetto affidato alla squadra femminile di scherma, cui manca la Vezzali che si è candidata alle elezioni: ed ecco la Littizzetto entrare sul palco con la visiera da schermitrice. La performance di Gazzè è decisamente la più coinvolgente della serata, anche perché, finalmente, non c’è ombra della solita melodia da ballata sanremese. A contendersi la palma di vincitore (simbolico) della serata insieme a Gazzè, ci sono Elio e le storie tese: l’attesa per la loro performance non delude le aspettative e scuote definitivamente dal torpore il pubblico del teatro Ariston, fosse anche solo per il loro ingresso in abiti cardinalizi. La loro “canzone mononota che si fa con una nota” è destinata a diventare il tormentone di questo Festival: l’irriverenza del brano scatena applausi dalla sala e resta in gara con un con un plebiscito di voti, l’88%, il più alto in assoluto della serata. Prova superata anche per Annalisa Scarrone (tranne che nel look), che passa con Scintille, una canzone finalmente lontana dallo stereotipo dei brani ipermelodici prodotti in serie per i fuoriusciti di Amici di Maria De Filippi. Il pubblico dell’Ariston tributa una standing ovation all’esibizione del cantautore israeliano Asaf Avidan, che su invito di Fazio concede anche un bis della sua One day. I giovani relegati intorno alla mezzanotte, con la vittoria di Enzo Rubino e il suo testo destinato a far discutere e quella dei Blasfema. Nessun artista sostituisce i Ricchi e poveri, colpiti dal lutto per la morte del figlio di Franco Gatti. Fazio e la Littizzetto invitano Beppe Fiorello a cantare nuovamente sul palco Vecchio Frack di Modugno per chiudere la serata, insieme ai due conduttori. Meno coordinati del debutto, Fazio e la Littizzetto sono comunque collaudatissimi, anche se già alla seconda serata mostrano tutta l’insofferenza di fronte alla litania delle regole e dei numeri del televoto da ripetere ad infinitum. Ed era solo mercoledì.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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