Giordano Franchetti in Esclusiva a Lanostratv.it: “Per me la musica è magia”

By on febbraio 28, 2013

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GIORDANO FRANCHETTI IN ESCLUSIVA A LANOSTRATV.IT : “PER ME LA MUSICA E’ MAGIA”. Attore e violinista, Giordano Franchetti è nato e cresciuto con la musica. Un bambino prodigio in grado di incantare con splendide melodie fin dalla più tenera età chi tra note e spartiti lo ha visto diventare grande, in tutti i sensi. Prestigiosa la sua carriera: a 17 anni ha conseguito il diploma di Violino al Conservatorio Santa Cecilia di Roma che gli ha aperto le porte dell’Accademia Nazionale dove ha perfezionato la sua arte. Lo scorso anno ha conseguito il Master di Violino al Royal College of Music di Londra al quale seguirà presto il Master in Scienze Musicali nel medesimo College. Di recente ha recitato nella fiction di Raiuno Tutta la musica del cuore, con Francesca Cavallin, Johannes Brandrup e Lucrezia Lante Della Rovere, dove ha interpretato il ruolo di Tano, un allievo del conservatorio di Montorso. Intervistato in Esclusiva per Lanostratv.it, Giordano Franchetti si è raccontato ai nostri microfoni parlandoci del suo rapporto con la musica che ha definito la sua ragione di vita (l’intervista, dopo il salto).

Di seguito un video tratto dalla 2^ puntata della fiction “Tutta la musica del cuore” dove Giordano interpreta il ruolo di Tano. Segue l’intervista

Giordano Franchetti, da tutti conosciuto con il nome di Tano: nella fiction “Tutta la musica del cuore” ti abbiamo visto suonare il violino. Forse, però, nessuno sa che non si è trattato di sola finzione perché tu sei realmente un violinista. Com’è stato unire la passione per la musica a quella per la recitazione?

“E’ stata una bella sorpresa scoprire che le due cose potessero stare insieme. Del resto quando si suona è un po’ come quando si recita, si evocano emozioni che vengono fraseggiate da movimenti del corpo, perciò fare musica e recitare si compensano a vicenda”.

Sappiamo che hai iniziato a suonare da piccolissimo: all’età di 2 anni eri già seduto al pianoforte e già un anno dopo hai preso in mano per la prima volta il violino. Possiamo dire che sei nato con le note. Qual è il tuo rapporto con la musica? Che ruolo ha nella tua vita?

“Da bambino ho sempre avuto difficoltà a comunicare con gli altri. Ciò che dicevo per molti non aveva alcun senso e mio fratello ha sempre dovuto “tradurre” per me. Ho imparato con fatica a leggere e a scrivere. Nella musica ho trovato un mezzo per comunicare al mondo esterno ciò che sentivo dentro di me. Per me la musica è tutto: è un fardello che mi accompagnerà per tutta la vita e che non abbandonerò mai perché è ciò che mi fa star bene. La studio tutti i giorni al College e di tanto in tanto faccio concerti in ospizi e ospedali. Inoltre una volta a settimana seguo le lezioni con il mio insegnante, Itzhak Rashkovsky”.

Negli anni ti sei esibito sui palcoscenici dei più prestigiosi teatri italiani: dall’Auditorium di Santa Cecilia al Gonfalone di Roma, dal Petruzzelli di Bari al Rendano di Cosenza passando per il Teatro Comunale di Bologna e molti altri. Cosa provi quando ti esibisci davanti ad una platea colma di spettatori? Che significato ha per te comunicare con loro attraverso la musica?

“Nonostante le sale da concerto siano grandi, quando mi esibisco a volte ho la sensazione di trovarmi da solo. Mi trovo su un podio illuminato, il resto è buio, e in un certo senso mi sento distante da coloro con i quali vorrei comunicare. L’applauso finale, però, compensa queste mancanze perché mi restituisce ciò che ho dato e questo mi fa capire l’effetto che la mia musica ha avuto su chi l’ha ascoltata. Per me la cosa più bella è poter suonare a contatto ravvicinato con la gente che ascolta. Ciò avviene nei piccoli teatri dei quali l’Italia è piena. Ricordo che dopo aver suonato al Teatro Comunale di Bologna ho avuto il privilegio di esibirmi alla libreria universitaria per le madri dei bambini morti nella Strage di Beslan: posso dire che quello è stato senza dubbio uno dei concerti più belli ed emozionanti di tutta la mia carriera. Mi sono trovato a pochi metri da quelle madri straziate dal dolore. E’ questo ciò che voglio dalla vita: essere di conforto agli altri come la musica lo è per me”.

Nella fiction il tuo personaggio ha una storia d’amore con Marina Stefani, interpretata da Laura Glavan, ma è molto legato anche a Francesco Santopirro, interpretato da Fabrizio Traversa, che qualche giorno fa ai nostri microfoni ha dichiarato di aver stretto una bella amicizia con te e con Laura sul set. Ti piacerebbe vestire nuovamente i panni di Tano e tornare a lavorare con loro?

“Ho trovato l’amicizia fra Tano e Francesco molto speciale perché vera. Le vite dei due personaggi erano contrastanti e proprio per questo si è creato tra loro un’ammirazione reciproca fatta anche di gelosia, perché si sono sempre completati a vicenda. Il loro rapporto aveva radici molto profonde anche perché, come si è scoperto nell’ultima puntata, anche i rispettivi padri un tempo erano grandi amici. Mi piacerebbe molto poter lavorare di nuovo in questa fiction. Fabrizio è un professionista, mi dispiace di non essere stato presente quando lo hai intervistato. Sul set studiava a fondo la parte e chiedeva ad ogni attore con cui avrebbe dovuto recitare, di provarla insieme prima di girarla”. 

“Tutta la musica del cuore” ha lanciato un messaggio a tutti i giovani che sperano di raggiungere un traguardo all’altezza dei loro sogni. Che consiglio daresti a chi volesse fare della musica la sua ragione di vita?

“Il mondo della musica è immenso! Mi riesce difficile dare un consiglio a tutti coloro che ne vogliono fare la propria ragione di vita. Io posso dire, in base alle mie esperienze, che non è stato per niente facile intraprendere questa strada, nonostante io abbia avuto sempre la certezza di essere un buon musicista. Si devono fare molti sacrifici, abbandonare i sogni del presente per il sogno più grande di un futuro sicuro, ma ne vale assolutamente la pena! La musica è magia, è un grande conforto che non ti lascia mai e che porterai con te per tutta la vita. Saprai sempre di avere Dio accanto e te lo dico con le lacrime agli occhi perché è realmente questo il valore che io do alla musica”.

Ti va di lasciare un messaggio per i nostri lettori?

“Carissimi lettori, spero che la vita vi sorridi come sta facendo in questo momento a me. Vorrei poter dividere con voi questa gioia perchè so che probabilmente molti, come me, si sentiranno persi nel mondo in cui viviamo”.

About Emanuele Fiocca

Nato a Soveria Mannelli (Catanzaro) il 7 Luglio 1987, è un calabrese doc. Attratto dalla televisione fin da bambino, ha maturato negli anni esperienze in diversi programmi della RAI come Uno Mattina in Famiglia, Mezzogiorno in Famiglia, Alle Falde del Kilimangiaro, L'Arena e Domenica In, affiancando la passione per il piccolo schermo a quella per la scienza, che ha sempre caratterizzato il suo percorso di studi. Caporedattore de LaNostraTv dal 2014 al 2017, è il Responsabile Editoriale del sito.

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