Marco Menichini in Esclusiva a Lanostratv.it: “Vi racconto il mio Sanremo”

By on febbraio 19, 2013

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MARCO MENICHINI IN ESCLUSIVA A LANOSTRATV.IT : “VI RACCONTO IL MIO SANREMO”. Marco Menichini, 23 anni, è un astro nascente della musica italiana. Nato e cresciuto a Latina, quando ha mosso i primi passi era già negli studi di registrazione, dove a 10 anni ha inciso la sua prima cover. Rivelazione del Festival di Sanremo del 2011, Marco ha la musica nel DNA. Nel 2008 il suo talento lo ha portato a Castrocaro e da lì il passo per Sanremo è stato breve. Dopo una serie di apparizioni in alcune importanti trasmissioni televisive quali Mezzogiorno in Famiglia e Domenica In, dove si è fatto conoscere dal grande pubblico, nel 2010 ha lavorato per la realizzazione di un progetto musicale con canzoni inedite tra cui il brano che ha rappresentato per lui la chiave del successo, “Tra tegole e cielo”, con il quale il 17 febbraio 2011 ha incantato la platea del Teatro Ariston di Sanremo esibendosi davanti a 12 milioni di telespettatori. Da quella sera il suo percorso professionale è stato inarrestabile: a pochi mesi dall’esperienza a Sanremo è uscito il suo album d’esordio intitolato “Capitolo primo”. Dopo varie esibizioni in tutta Italia, Marco è tornato in studio dove al fianco di Michael Baker ha lavorato per affinare il suo stile sperimentando nuove sonorità. Attualmente sta preparando il suo secondo album, frutto di un progetto di taglio internazionale realizzato con l’Alchemist e Nicky’s Production. Intervistato in Esclusiva per Lanostratv.it, Marco si è raccontato ai nostri microfoni ripercorrendo la sua carriera, parlandoci dei suoi progetti e raccontandoci la sua esperienza a Sanremo (l’intervista, dopo il salto).

Il video dell’esibizione di Marco al Festival di Sanremo. Segue l’intervista

Com’è nata la tua passione per la musica e a che età hai cominciato a cantare?

“La mia passione per il canto è nata insieme a me. Quando ero ancora nella pancia di mamma, lei seguiva mio padre negli studi di registrazione e nelle sale prova dove la musica funky, blues e fusion dominavano su tutto. Oltretutto, invece della solita ninna nanna, mi facevano addormentare con Mina e con le canzoni melodiche italiane. Insomma, si capiva già che se non fossi diventato un musicista sarebbe stato insolito, no? Comunque la prima volta che mi sono esibito in pubblico avevo circa 8 anni. E’ stato in una recita scolastica dove cantavo “Primavera” di Marina Rei e “Heal the world” di Michael Jackson. Ho ancora le riprese!”.

Nel 2008 hai raggiunto un importante traguardo conquistando l’accesso alla semifinale del Festival di Castrocaro. Che ricordo hai di quell’esperienza?

“Di Castrocaro ho un ricordo molto positivo, devo dire. E’ stato il mio primo concorso in assoluto. Ho voluto cimentarmi con una manifestazione così importante per testare le mie capacità, per crescere in fretta e per vedere il mondo televisivo dall’interno. Da quell’esperienza ho capito che dare piacere al pubblico mentre cantavo era quello che più mi appagava al mondo e quindi da lì ho lavorato per arrivare ai massimi livelli di professionalità rispetto a ciò che desideravo fare: comunicare il più onestamente possibile”.

La tua prima volta in televisione ti ha visto protagonista del programma di Raidue “Mezzogiorno in Famiglia” dove ti sei esibito interpretando i brani “Ancora” di Eduardo De Crescenzo e “Cambiare” dell’indimenticato Alex Baroni. Come hai vissuto quell’esperienza e com’è stato cantare davanti a 2 milioni di telespettatori?

“Quell’esperienza è stata davvero formativa: finalmente mi stavo esponendo su una rete televisiva come Raidue e respiravo l’aria di ciò che era quel mondo fatto di trucco, riflettori, telecamere e gobbi. Cimentarsi con quelle due canzoni è stato molto difficile perché tendenzialmente ho sempre ricercato materiale meno conosciuto al grande pubblico per poi proporlo dal vivo, quindi cantare due canzoni così note e così “standardizzate” ha richiesto uno sforzo non indifferente. Però è andata bene lo stesso, anche perché in quell’occasione ho conosciuto l’autore di “Tra tegole e cielo”.

Quando hai aperto il tuo profilo su MySpace hai affermato che una delle tue passioni è quella di creare personaggi e fumetti. Sappiamo inoltre che sei un campione di pattinaggio corsa su rotelle. Sono passioni che coltivi ancora nonostante il tuo impegno quotidiano con la musica?

Non sapevo girasse ancora quella storia dei fumetti! (ride). Comunque sì, disegno da quando ero piccolo. Credo di aver cominciato prima a disegnare e poi a cantare e la cosa mi accompagna anche adesso: non disegno più fumetti ma mi occupo di design della moda. Non ho mai fatto alcun corso e mi piacerebbe approfondire la questione, ma per ora preferisco concentrarmi sulla musica. Poi nulla toglie che più avanti le due cose possano andare di pari passo. Il pattinaggio l’ho praticato agonisticamente per 11 anni. Ho gareggiato anche in Portogallo per 2 anni, con risultati dignitosi. Poi mi sono reso conto che alla competizione preferivo l’arte e quindi ho “appeso i pattini al chiodo”, ma in realtà ancora li metto qualche volta”.

Hai un modello di riferimento nel panorama musicale italiano o internazionale al quale ti ispiri?

“In generale adoro gli artisti eclettici, quelli che sanno rinnovarsi sempre pur mantenendo integra la loro personalità. Per esempio Patty Pravo, Anna Oxa, Renato Zero, mentre per quanto riguarda l’estero: Christina Aguilera, Justin Timberlake, Bjork, Freddie Mercury, Prince, James Brown e molti altri. Non ho una sola preferenza perché credo che ascoltare tanti generi, stili e suoni aiuti a trovare la nostra vera essenza, diventando unici e inimitabili. Come dico sempre “Il viaggio più difficile e più avvincente è quello verso noi stessi”. 

Nel 2010 hai partecipato alle audizioni per il Festival di Sanremo che si sono tenute in diretta su Raiuno a “Domenica In” con Lorella Cuccarini dove hai stravinto la sfida del televoto battendo i tuoi rivali e conquistando così l’accesso all’evento che ha segnato una tappa decisiva per la tua carriera. Ti aspettavi di raggiungere un traguardo così importante?

“Devo essere sincero? Si. Sentivo dentro di me che quell’anno sarebbe accaduto qualcosa. Figurati, ero appena stato escluso da Area Sanremo quando mi sono iscritto al portale di Sanremo Giovani dopo soli 5 giorni! Non immaginavo che quello sarebbe stato il “qualcosa” che mi sentivo. Quando ho saputo che ero rientrato nei primi 60, ho capito che avrei avuto delle buone probabilità di entrare nel gruppo dei 9, perché l’audizione era dal vivo e quello è sempre stato il mio punto di forza, quello sul quale ho sempre lavorato. Per Domenica In non mi aspettavo assolutamente di vincere come artista più televotato, anche perché ero l’unico ancora senza casa discografica e oltretutto la sfida era contro Raphael Gualazzi e Serena Abrami, mica due sconosciuti! E’ stato un bel momento” (sorride).

A febbraio del 2011, finalmente, la svolta: eccoti sul prestigioso palco del Festival di Sanremo, il traguardo più ambito da tutti gli artisti italiani e non solo, dove hai gareggiato nella categoria Giovani interpretando “Tra tegole e cielo”, un brano di M.Galli, S.Senesi e A.Perrozzi. Ti va di raccontarci la tua esperienza all’Ariston?

Sul palco dell’Ariston ero incredibilmente rilassato. Non sono mai stato così tranquillo durante un’esibizione in tutta la mia vita e credo che non lo sarò mai più in quel modo. Il teatro era piccolissimo dal vivo rispetto a quelli nei quali mi ero esibito fino a quel momento, quindi l’impatto col pubblico è stato piacevole e naturale. Vedevo tutti a pochi metri da me. Non avevo nulla da perdere, perché stavo malissimo per via dell’influenza e della tosse, quindi dal punto di vista vocale come andava, andava. In sala non c’era nessuno che conoscessi quindi non sentivo pressione e, cosa più importante, ho ricordato le parole della canzone! (ride). Avevo paura che me le dimenticassi e invece, nonostante tutto, è andata più che bene”.

Come hai trascorso quei giorni così importanti a Sanremo? Com’è il Festival “dietro le quinte”?

“I giorni a Sanremo sono stati infernali. Sveglia alle 7 di mattina per videoblog, interviste, incontri e presentazioni in giro per la città prima a piedi, poi in taxi, sotto la pioggia, con l’influenza, senza nessuno che mi desse conforto, dovendo sorridere sempre e comunque. Tutto questo fino alle 2 di notte, quando finalmente rientravo in hotel e mangiavo il mio piccolo toast al prosciutto e formaggio (ho perso 5 chili in una settimana). La cosa peggiore in questi casi è sapere che tutto si riduce poi a 3 minuti di esibizione e se non passi quella, allora tutti ti voltano le spalle perché sei fuori dai giochi, non interessi più. Però è quello che ho scelto di fare, è l’altro lato della medaglia. Lo stress fisico termina quando ci si riposa, ma quello mentale lo smaltisci solo dopo mesi. Sanremo non è il festival della musica italiana, è l’apoteosi dello stress mentale. Un tritacarne creato per far girare soldi e interessi, ma io non lo sapevo”.

“Tra tegole e cielo” è un brano bellissimo, senza dubbio uno dei pezzi migliori tra quelli proposti al Festival di Sanremo due anni fa. Tuttavia a trionfare nella sezione Giovani in quell’edizione è stato Raphael Gualazzi. Si sa, però, che a volte le canzoni è necessario ascoltarle più volte per poterle apprezzare. Pensi che il fatto di esserti esibito una sola volta ti abbia penalizzato?

“Tutti gli artisti all’inizio si esibiscono una sola volta e la mia canzone, come quella di tutti i giovani, era stata trasmessa per settimane da Radio1, la radio ufficiale del Festival di Sanremo. La differenza è che dietro le quinte sono successe alcune cose nei miei confronti e per questo sono stato tagliato fuori. Evidentemente ero scomodo e qualcuno ha fatto sì che non proseguissi il mio percorso. Quindi per rispondere alla tua domanda: no, non credo di essere stato penalizzato dalla mia unica esibizione, ma dalla mentalità di alcuni discografici italiani (non tutti, per fortuna!) che pensano ai propri interessi a scapito dell’arte e dell’onestà morale e professionale. Per ora mi fermo qui, ma più in là cercherò di fare chiarezza anche per chi crede che dietro il sipario sia tutto come lo fanno sembrare”.

Pochi mesi dopo la tua partecipazione a Sanremo è uscito il tuo album d’esordio: “Capitolo primo”. Da allora non ti sei mai fermato e sappiamo che attualmente hai in cantiere un progetto molto importante. Ci anticipi qualcosa?

“Capitolo primo” è il mio primo grande traguardo: un album con 6 brani originali e una cover e rappresenta la mia natura eclettica. Mi sono divertito molto a farlo, ho imparato molto sui processi di produzione e di sperimentazione. Dopo questo ho lavorato con diversi autori e produttori: Enzo Rossi, autore e compositore di fama nazionale, Michael Baker, che ha lavorato con Whitney Houston, Giorgia, Sting, Ray Charles e altri, per sperimentare e affinare il mio stile. Ora sono finalmente tornato in studio e sto lavorando con Marco Terreni, grazie alla Alchemist e Nicky’s Production, per creare un album completamente nuovo, ispirato alle mie esperienze e a ciò che mi piace fare. Sarà un album spensieratamente profondo e molto fresco, diverso da ciò che le persone hanno ascoltato finora da me. Non voglio svelarti di più perché prima di sparare è bene prendere la mira con la giusta tempistica, ovviamente in senso figurato” (sorride).

Ti va di lasciare un messaggio per i nostri lettori? 

“Mando un abbraccio virtuale a tutti i lettori de “Lanostratv.it” pieno di speranza e di volontà, per poter migliorare e curare la mentalità del nostro paese, contro chi mette i propri interessi davanti alla necessità del prossimo di poter almeno vivere. Io sono qui per e insieme a voi -NO FEAR- Marco Menichini”. 

About Emanuele Fiocca

Nato a Soveria Mannelli (Catanzaro) il 7 Luglio 1987, è un calabrese doc. Attratto dalla televisione fin da bambino, ha maturato negli anni esperienze in diversi programmi della RAI come Uno Mattina in Famiglia, Mezzogiorno in Famiglia, Alle Falde del Kilimangiaro, L'Arena e Domenica In, affiancando la passione per il piccolo schermo a quella per la scienza, che ha sempre caratterizzato il suo percorso di studi. Caporedattore de LaNostraTv dal 2014 al 2017, è il Responsabile Editoriale del sito.

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