MasterChef, intervista ad Andrea Marconetti: “Potevo vincere ma ho sottovalutato Tiziana. Quando cucino con Maurizio si fondono razionalità e fantasia”

By on febbraio 23, 2013
Masterchef italia 2: Andrea caprese liquida

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Se la scelta del vincitore della prima edizione di MasterChef Italia aveva messo d’accordo più o meno tutti -alla fine il timido ma talentuoso Spyros aveva ingranato la quinta riuscendo a convincere anche i più scettici- non possiamo raccontarvi che lo stesso è accaduto in questa seconda edizione. La vittoria di Tiziana Stefanelli, inaspettata all’inizio quanto facilmente intuibile alla fine, ha scatenato un vero e proprio putiferio sulla rete, che non perdona gli atteggiamenti e i trucchetti dell’avvocato (l’#oilgate è  oramai diventato un cult) e che ha invece da subito incoronato i propri “vincitori morali“.

Stiamo parlando di Maurizio Rosazza Prin e Andrea Marconetti, rispettivamente secondo e terzo classificato. Due ragazzi che di talento e ambizioni ne hanno entrambi da vendere, e che MasterChef ha unito in una profonda amicizia. Andrea, l’unico dei tre a desiderare di vincere il programma per diventare uno chef e dare una svolta radicale alla propria vita, ci ha raccontato la sua esperienza nelle cucine di Sky in un’intervista esclusiva (qui invece trovate quella a Ivan Iurato). Forse non avrà vinto per i giudici, ma noi non abbiamo dubbi: l’umiltà, la passione e l’abilità che hanno contraddistinto il suo percorso a MasterChef lo porteranno molto lontano.

Ciao Andrea, innanzitutto grazie per la tua disponibilità. Direi che possiamo  partire dalla fine: sinceramente, arrivato tra i primi tre, pensavi di poter  anche vincere ad un certo punto?

Sì, devo ammettere che fino all’ultimo ero praticamente convinto di vincere; l’unico che temevo veramente era il mio amico/nemico Maurizio, ma non certo l’avvocato che ho erroneamente sottovalutato.

E invece ha vinto Tiziana: te lo saresti mai anche lontanamente immaginato?

Nooo, ti ripeto Tiziana non l’ho mai temuta, mannaggia a me!

E se avessi potuto scegliere tu, chi avresti mandato in finale e perché?

Io, Maurizio e Ivan tutti a pari merito penso: che ognuno di noi avrebbe meritato il podio!!!

Tra i tre finalisti eri probabilmente quello più motivato, essendo l’unico a voler vincere MasterChef per dare una svolta alla tua vita e diventare uno chef. Secondo te, cosa ti è mancato per poter essere tu a ricevere l’assegno da 100 mila euro e il titolo di secondo Masterchef?

Forse ho affrontato il programma con un eccesso di ingenuità, mi sono esposto troppo e lasciato coinvolgere dall’emozione e da quella stessa incontrollabile voglia di cambiare. Se dovessi rifarlo probabilmente mi controllerei di più, darei più spazio alla razionalità e meno al cuore!

Qual è il ricordo migliore legato alla tua esperienza a MasterChef?

Sono tanti! In particolare la vittoria della prima Mistery Box con il piatto “Follia di Pesce”, dove ho capito che potevo farcela, che avevo le carte in regola per vincere. E’ stato come se Cracco mi avesse detto: “Dai Andrea adesso vola!“. Poi ancora le due esterne, quella del Pordoi dove io, Maurizio e Marika abbiamo lavorato molto bene, puliti come una vera brigata, e quella di Portofino: vincere con tre critici di quel calibro è quasi come vincere MasterChef! Infine la cosa che non è solo un ricordo ma continua e continuerà, è la bella amicizia che è nata con Maurizio; quando poi cuciniamo insieme è come fondere razionalità e fantasia, siamo un cervello solo a 4 mani…

A proposito di Maurizio, nella famosa prova dei calamari di Lidia Bastianich ha voluto metterti in difficoltà scegliendo un piatto su cui avresti avuto sicuramente delle difficoltà. Quanto ti ha ferito quel gesto, e soprattutto tu al posto suo avresti mai fatto una cosa simile?

Non lo so se l’avrei fatto, non riesco a risponderti, ma non mi sento di giudicare Maurizio; a MasterChef venivamo portati a livelli di stress molto alti dove perdi il controllo dell’emozioni. Arrivati ad un certo punto la cosa che più ti interessa è vincere e i sentimenti e gli affetti li chiudi nel cassetto.

Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Carlo Cracco, i tre giudici di MasterChef, ci appaiono il più delle volte “cattivissimi”da casa. Confermi? Chi tra i tre hai trovato più “crudele”, chi invece più “umano”?

È questione di abitudine: all’inizio ti sembrano troppo duri ed eccessivi ma poi ti abitui e capisci che quello che fanno lo fanno per te, per farti reagire e quindi migliorare. I tre giudici sono grandi professionisti, ognuno a modo suo mi ha insegnato qualcosa. Barbieri mi parlava con gli occhi e quello che mi ha insegnato è di mettere il mio “io” (come dice lui!) nei piatti che cucino. Cracco, con le sue “sgridate” e anche i suoi consigli mi ha rafforzato. Joe era quello che mi aveva detto al live cooking che non avrei sopportato lo stress di MasterChef, ma che poi alla fine aveva sempre un sorriso per me: l’ho sentito molto vicino.

Qual è la tua idea di cucina?

La mia cucina è una cucina legata molto alle tradizioni del nostro paese ma con uno sguardo al presente/futuro; studio molto la cucina tradizionale italiana, cerco piatti dimenticati, basati su materie povere con l’obbiettivo di attualizzarli alleggerendoli, fondendoli con altre cucine (come ad esempio quelle asiatiche), cambiando consistenze e aspetto. Anche la pasticceria mi appassiona molto (purtroppo nel programma è sembrato il contrario).

Cosa speri che cambi dopo la partecipazione a Masterchef? Credi che un programma televisivo possa cambiarti veramente la vita?

Questa è la domanda che mi chiedo anch’io, ti risponderò più avanti, quando spero di sapere cosa mi si proporrà di fare; vedremo!

A proposito di futuro, hai idee o progetti che riguardino anche il mondo della cucina e della ristorazione?

Mi affascina molto il mondo della pasticceria anche se non sembra da quello che si è visto in MasterChef. Mi piacerebbe molto poter portare avanti un progetto nel food con con Maury, penso che noi due insieme potremmo regalare delle  belle soprese culinarie.

About Matteo

Nato e residente in provincia di Lecce, è il più giovane tra i Redattori de LaNostraTv.it. Frequenta il Liceo Linguistico e adora il calcio (ma solo quello in Tv), la lettura (in particolare la saga di 'Harry Potter' e la magica penna di J.K. Rowling), il mondo dell'Interior Design, la Filosofia, la musica e naturalmente la televisione . La passione per la scrittura e per il giornalismo ha sempre accompagnato il suo percorso scolastico e non. Per il futuro ha molti sogni e parecchie ambizioni, ma anche tanta confusione.

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