Masterchef, intervista esclusiva a Ivan Iurato: “Faccio il tifo per Andrea. Nei miei progetti un libro tra poesia e cucina”

By on febbraio 21, 2013
Ivan Iurato foto Masterchef 2

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Andrà in onda questa sera su Sky Uno l’attesissima finale del talent culinario più famoso del piccolo schermo, il talent dei record come lo abbiamo definito ieri. Masterchef Italia avrà finalmente il suo secondo vincitore, uno tra Andrea, Tiziana e Maurizio; chi fra i tre si porterà a casa un ricco premio da cento mila euro e avrà la possibilità di veder pubblicato il suo primo libro di ricette?

Ivan Iurato, siciliano doc, in finale non ci è arrivato per un soffio: Andrea, nel corso dell’ultimo Pressure Test, durante il quale bisognava rifare il piatto peggiore realizzato a Masterchef, ha avuto la meglio. Ma Ivan, che ha fatto affezionare molti spettatori grazie alla sua umiltà e genuinità, il suo segno a Masterchef lo ha lasciato comunque: partito in sordina tra il timore di sbagliare e la paura di osare, è riuscito gradualmente a conquistarsi l’attenzione dei giudici tramite piatti sempre più complessi e ricercati (uno su tutti, il “Guazzetto di scorfano” che gli ha consentito di vincere il suo primo Invention Test). Noi Ivan lo abbiamo intervistato in esclusiva: ecco quello che ci ha raccontato.

Ciao Ivan, innanzitutto grazie per aver accettato di rilasciarci l’intervista. Potresti indicarci le tre parole con le quali racchiuderesti la tua esperienza a Masterchef Italia 2?

Ciao e grazie per questo spazio. Veniamo al dunque. Emozionante: Ragazzi, mai vissute emozioni cosi’ intense. Ogni giorno succedeva qualcosa di nuovo, non si sapeva mai cosa aspettarsi. Diciamo che gli autori sono stati abilissimi nel non lasciarci tregua. L’intero programma è stato un continuo colpo di scena. Centinaia di emozioni e nuove sfide, ma anche, diciamolo, un bel po’ di stress. Infatti la prossima parola che ti dirò è proprio…

Stressante: Forse non è chiaro a molti telespettatori il livello di stress che si può raggiungere facendo il concorrente in una trasmissione come MC. Direi che è quasi come dare un paio d’esami universitari al giorno. Non sai mai quello che può accadere. All’inizio penso che chi ha la fortuna di entrare nei 18 ci tiene particolarmente a non uscire subito. Essere arrivati a quel punto li e poi vedersi cacciare immediatamente penso non sia bellissima come cosa. Infatti mi è spiaciuto molto per Giorgio (Gramegna) ma il bello, o il brutto, di MC è proprio quello, tutto può accadere e non si sa mai quando e come.

Infine amicizia: ho conosciuto persone fantastiche durante la preparazione di MC. Parlo sia di molti concorrenti con i quali sono diventato parecchio amico, sia dello staff, tecnico e non. Il regista, i tre giudici, ecc. C’era un bel clima che riusciva ad attutire un po’ di tensione, sopratutto quando siamo rimasti in pochi… Credo di aver costruito amicizie vere che durano nel tempo con persone stupende come Margherita, Nicola, Paola, Marika, Maurizio e Michele. Tanta stima ed affetto anche per Guidone! un mito d’uomo!

Qual è il ricordo più bello che ti rimarrà di questa avventura?

Quando ho vinto le prime prove, la sfida dell’Invention che mi ha visto trionfare con il mio “guazzetto di scorfano”, in particolar modo, è stata davvero appagante. Finalmente ero riuscito a cucinare un piatto di alto livello, rispettando sia il gusto che il lato estetico… Ed impiattando un pezzo della mia amata Sicilia.

Qual è invece il tuo ricordo peggiore?

Quando ho sbagliato il piatto della Chef Budel (la crema di fagioli con soppressa acidulata, schie e olio al prezzemolo), sentivo di non meritare più il grembiule, avevo deluso tutti e tutto. In primo luogo me stesso. E’ stato tremendo, credo molto nella frase che dissi allora: “Questo piatto è come dare uno schiaffo ad una persona amata”.

Arriviamo al dunque: tutti sono curiosissimi di scoprire finalmente chi tra Maurizio, Andrea e Tiziana ha vinto Masterchef. Tu per chi tifi?

Tifo per Andrea, è quello che più mi somiglia su caratteristiche che esulano la mera tecnica in cucina, mi riferisco alla passione, al cuore che ci mette quando lavora. Non da ultimo credo che Andrea sia l’unico dei tre che voglia fare davvero lo Chef.

Chi invece avresti visto bene in finale oltre a Maurizio, Andrea e Tiziana?

Di sicuro Nicola, ha talento da vendere, è umile, rispettoso e ha tanta voglia d’imparare. Mi è dispiaciuto molto vederlo uscire a metà programma, meritava tanto di più, forse anche la finale.

E invece a te cosa è mancato per poter finire in finale e, magari, per poter vincere Materchef?

Forse un po’ più di convinzione in me stesso e nelle mie capacità, o magari solo un tocco in più di fortuna. A dirla tutta la sfida con Andrea era un po’ impari per le differenti difficoltà del piatto: il suo era un calamaro al forno, il mio un piatto di alta cucina portato da una apprezzatissima Chef. La differenza c’era, non trovi?

In ogni caso non voglio far polemiche, ha vinto Andrea e se l’e’ meritato.

Proprio nel corso della tua ultima puntata, la prova in esterna nelle cucine di Alain Ducasse credo sia stato uno dei momenti più incredibili di questa edizione. Che emozione si prova a lavorare con uno Chef del suo calibro?

In realtà noi abbiamo lavorato più con la sua brigata che con il grande Chef. Ma Ducasse era presentissimo lo stesso, ci osservava, ci scrutava, assaggiava e commentava nel suo francese. La vera sfida, comunque, era proprio quella di integrarsi tra i suoi uomini, reagire ed impegnarsi a trovare un ruolo fondamentale all’interno della sua brigata (composta da chef di altissimo livello) è stato difficile, stressante e ,credo, abbia messo in difficoltà piu’ o meno tutti e quattro.

Puoi raccontarci cosa provavi ogni volta che attendevi il giudizio dei tre giudici mentre assaggiavano i tuoi piatti?

Beh, dipende da come avevo fatto il piatto. Diciamo che sentivamo un po’ dentro di noi quando si era fatto un piatto cosi’ cosi’ o quando eravamo riusciti a fare un grande piatto. Quindi i sentimenti variavano dal panico più totale ad una sorta di aspettativa quasi mistica. Una vittoria era sempre qualcosa che dava tanta forza, cosi’ come una sconfitta lasciava una cicatrice o poteva darti il fatidico “colpo di grazia”.

Qual è l’ingrediente che preferisci?

Da buon siciliano ti dico il pesce, in tutte le sue forme e varianti. Ma ho anche un certo feeling con le verdure, forse perchè mio nonno era anche un contadino e in fondo sono cresciuto tra gli orti ed il mare.

E adesso, finito Masterchef, cosa farai? Tornerai alla tua vita di sempre o ti dedicherai alla tua grande passione? Hai un sogno in particolare?

Non so ancora bene cosa succederà. Attualmente nel mio viso c’e’ solo un grande punto interrogativo. Posso dirti le mie speranze… Vorrei chiaramente cambiare lavoro, perfezionarmi in cucina, imparare, andare avanti ed evolvermi. Creare uno stile culinario tutto mio, ripescando ricette della tradizione culinaria siciliana per rielaborarle, modernizzarle, senza pero’ snaturarle.

Poi, mi piacerebbe molto fare un libro che sappia mescolare poesia e ricette, non un semplice ricettacolo bifronte, ma qualcosa di più complesso, che riesca a coinvolgere il lettore, ad emozionarlo, pur restando molto concreto quando sarebbe ora di “usarlo” anche solo per cucinare. Progetto credo ambizioso, ma non impossibile da realizzare. In ultimo, mi piacerebbe fare qualcos’altro in TV se mi venisse proposto; ho tantissime persone che si sono affezionate a me durante questi mesi a Masterchef, un piccolo grande gruppo di “amici” che mi segue, mi sostiene, mi fa sentire vivo ed amato attraverso il loro calore. Tornerei in Tv sopratutto per loro, per non perdere questo bellissimo rapporto che, forse, è la cosa più bella che MC mi ha regalato. 

About Matteo

Nato e residente in provincia di Lecce, è il più giovane tra i Redattori de LaNostraTv.it. Frequenta il Liceo Linguistico e adora il calcio (ma solo quello in Tv), la lettura (in particolare la saga di 'Harry Potter' e la magica penna di J.K. Rowling), il mondo dell'Interior Design, la Filosofia, la musica e naturalmente la televisione . La passione per la scrittura e per il giornalismo ha sempre accompagnato il suo percorso scolastico e non. Per il futuro ha molti sogni e parecchie ambizioni, ma anche tanta confusione.

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