Paolo Rossi a Max: “Prima Berlusconi rubava il mestiere a me, ora Grillo lo ruba a lui”

By on febbraio 7, 2013

text-align: center”>Paolo Rossi parla di Grillo e Berlusconi

PAOLO ROSSI eclettico e irriverente comico in queste settimane in tour con il nuovo spettacolo “L’amore è un cane blu” – ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni raccolte in un’intervista pubblicata su MAX, in edicola oggi: “Ho sempre detto che Berlusconi mi rubava il mestiere, ora Grillo ruba il mestiere a Berlusconi... Ho molto stimato Beppe come persona e come comico. Nella vita abbiamo fatto scelte diverse, ma credo che abbiamo un destino comune, segnato da un ostacolo: è molto improbabile che lui torni a fare il comico ed è impossibile che io fondi un partito. Non ho le physique du rôle dell’eroe”, ha annunciato Rossi, qualche mese fa comparso anche sugli schermi di Cielo con il suo show “Confessioni di un cabarettista di m”.

Un’altra parte saliente dello scambio di battute tra Paolo Rossi e il suo intervistatore riguarda la censura televisiva, in particolare quella attuata nei suoi confronti dalla Rai: “La censura peggiore in questi ultimi vent’anni non l’abbiamo pagata noi attori di satira, perché ogni volta che ci attaccano aumentano le vendite dei nostri libri e gli spettatori a teatro. L’hanno subita le nuove generazioni, una censura preventiva che le ha azzittite prima ancora che iniziassero a esprimersi. E così, un paio di quelle generazioni ormai le abbiamo perse”. Rossi ha anche riportato nello specifico un episodio accadutogli nel 2003, quando – dopo aver proposto un monologo di Tucidide sulla democrazia ai vertici Rai (da recitare durante una partecipazione a Domenica In)-  il comico si è visto annullare la propria ospitata.

Attore teatrale e anche cantautore, Rossi ha attraversato varie fasi artistiche durante la sua carriera ventennale ma è sempre rimasto coerente con le proprie idee politiche, senza mai nasconderle. Una sua teoria interessante riguarda la relazione secondo lui indissolubile tra amore e politica: “Se uno non si comporta bene in amore, che sia per un cane, per un amico, per un uomo o una donna, non è in grado di comportarsi bene nemmeno nella vita pubblica. Ecco allora che uno spettacolo sull’amore diventa uno spettacolo politico perché parla della nostra vita, dei nostri atteggiamenti verso gli altri. Cerca di aprire una breccia nella resistenza al riappropriarci della nostra vita”. Sicuramente nel suo caso i riferimenti a fatti o persone non sono del tutto casuali e verranno riportati anche nella rappresentazione teatrale che lo vede protagonista.

Si chiude parlando di calcio, altro grande interesse dell’interprete friulano: “Il calcio è una metafora di vita. A Cassano potrei dedicare un’ode, è uno dei pochi rimasti che ha ancora la passione”.

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

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