Sanremo 2013, cala il sipario sull’edizione più radical chic del Festival

By on febbraio 17, 2013
Un tenero bacio tra Fabio Fazio e Luciana Littizzetto

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SANREMO 2013, VINCE MARCO MENGONI CON IL SUO BRANO “L’ESSENZIALE”. Nessuna sorpresa per questo Festival. Vince Marco Mengoni, dato da sempre come favorito, con il suo brano “L’essenziale”. Il  cantante ha raggiunto il successo grazie alla vittoria di XFactor nel 2009, e l’anno successivo arrivò in finale al Festival di Sanremo.  Stavolta il suo brano ha fatto breccia nel cuore dei telespettatori e della giuria, aggiudicandosi il primo posto con il 44% del televoto e il 36% dei voti totali. Una meritatissima seconda posizione per Elio e Le Storie Tese, che si sono aggiudicati il premio della critica e quello del miglior arrangiamento, con “La canzone mononota”. Salgono sul terzo gradino del podio i Modà, con “Se si potesse non morire”. Nel complesso l’ultima serata  è apparsa più dinamica delle altre, Fabio Fazio è riuscito a circoscrivere lo spazio per gli ospiti ed a trovare la giusta alchimia con la sua valletta/spalla Luciana Littizzetto.  Senza dubbio è lei la regina dell’Ariston di quest’anno. La Lucianina nazionale è promossa a pieni voti nel suo ruolo di valletta mancante, un vero uragano in grado di scuotere le sorti del Festival, spazzando via la lentezza cronica di Fabio Fazio. Durante la serata finale, la Littizzetto ha proposto un monologo dedicato ai “non – belli”. “Se ci credi puoi vivere benissimo senza bellezza, l’importante non è essere belli ma fighi”  Rita Levi Montalcini, Totò, Ligabue, Pavarotti tra i personaggi ricordati da Luciana.

Una piacevole sorpresa la presenza di Claudio Bisio. Il comico ha proposto un monologo impeccabile sul ruolo dell’elettore e sulla sua responsabilità all’interno della situazione politica italiana. Un intervento orecchiabile, scorrevole, condito dall’inconfondibile simpatia di Claudio Bisio. Dopo una breve intro sul Festival di Sanremo, Bisio riesce a toccare il delicato tema politico, ad una settimana dalle elezioni, senza polemiche e senza fischi, puntando il proprio discorso sul ruolo dell’elettore. Il parallelo eletti-elettori rappresenta un escamotage eccellente per evitare le critiche. Claudio Bisio conclude affermando che ci sono troppi impresentabili tra gli elettori e invitando tutti ad andare a votare con giudizio. Super ospite della serata finale è Birdy, la talentuosa sedicenne britannica, famosa per  aver vinto a soli 12 anni il talent show “Open Mic UK”. La giovane cantante propone al pubblico dell’Ariston un’impeccabile esibizione al piano di uno dei suoi brani più famosi, Skinny Love.

Mentre cala il sipario su questa 63° edizione del Festival di Sanremo, è giunto il momento di tirare le somme. Una conduzione anomala per l’assenza della classica valletta, un presentatore forse troppo ingessato, una buona dose di fischi per Maurizio Crozza, un flash mob contro la violenza sulle donne, un bacio gay mancato, il ritorno di Pippo Baudo sul palco dell’Ariston, Toto Cotugno in coppia con l’Armata Rossa, e la statua dedicata a Mike Bongiorno. Sono questi gli ingredienti principali di questo Festival di Sanremo, considerato da alcuni troppo radical chic o semplicemente alternativo, troppo lento per altri, piacevolmente innovativo per altri ancora. Una cosa è certa: sicuramente questa edizione ha fatto parlare di sé, nel bene o nel male. La partenza del Festival non è stata delle migliori. La prima serata è apparsa troppo lenta e le polemiche sull’intervento di Maurizio Crozza hanno oscurato i veri protagonisti del Festival: le canzoni. Ma, con il passare delle serate, il Festival è riuscito ad ingranare nella sua innovazione, regalando ai due conduttori un vero record di ascolti. Fabio Fazio ha vinto la sua scommessa, proponendo un festival incentrato sulla cultura e sulla qualità, grazie anche alla presenza di numerosi ospiti di spessore.

About SimonaBerterame

One Comment

  1. Cronache SanScemesi LIVE

    febbraio 17, 2013 at 13:34

    Finalmente anche quest’anno cala il sipario sulla maledettissima settimana sanremese, mai come quest’anno così prepotentemente sugli schermi TV in assenza di una qualsivoglia contro-programmazione.

    Radical ma per niente chic questa edizione, tra i gestacci e le parolacce della turpiloquente Littizzetto e le risate forzate dello stupidello Fazio.

    Una passerella per gli artisti Magnolia più che della scuderia Caschetto, dalle sorelle Parodi ai concorrenti di X Factor, fino alla società di gestione del televoto anche questa scadalosamente collegata alla produzione del renziano Giorgio Gori.

    L’unica consolazione è che anche questa edizione finirà presto nel dimenticatoio ma Giuliano Ferrara ci suggerisce che con essa sono iniziate le prove del nuovo regime della sinistra italiana. Chissà cos’altro ci aspetta dunque…

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