Sanremo 2013: Ecco chi è Letterio Munafò, contestatore dell’intervento di Maurizio Crozza

By on febbraio 13, 2013
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Si trovava all’Ariston insieme alla moglie, un amico e alla moglie dell’amico. E’ stato Letterio Munafò, vicepresidente del Lecce Calcio e presidente della Carige Assicurazioni, a contestare l’intervento di Crozza al grido di “No politica a Sanremo!“. Lo ammette tranquillamente ai microfono dell’Ansa mentre si trova nei paraggi del Teatro Ariston, luogo dove, nella prima serata del Festival andata in onda ieri sera, ha alzato la voce per protestare contro la satira del comico genovese. Dichiara apertamente che nulla era stato organizzato, e che le sue grida sono derivate dall’impeto del momento nel vedere qualcosa di fuori contesto, quale la politica è nel festival della musica:

Io non sono un contestatore, sono una persona venuta a vedere il festival della canzone italiana e invece mi sono trovato per tre quarti d’ora a sentire il signor Crozza a parlare di questioni politiche.

Agli occhi di tutti, o almeno a quelli di molti, la contestazione è sembrata però qualcosa di organizzato in precedenza, ed alcuni mal pensati hanno anche supposto che l’uomo fosse stato pagato per recitare. Su questo, interviene ai microfoni dei cronisti sottolineando come non sia stato l’unico a contestare, e poi continua dicendo:

Io organizzato? Fate presente al presidente della Rai che non c’era nessuna organizzazione. Si informino su chi è Letterio Munafò, d’altro canto io ho dato i miei documenti.

A ben informarsi però, il dubbio di un intervento manipolato da parte di qualche fazione politica si fomenta, e diviene razionalmente più che lecito. Letterio Munafò infatti, oltre ad essere assicurato e vicepresidente del Lecce Calcio, milita in politica tra le fila del Pdl. Nel 2007 venne eletto come consigliere comunale presso il comune di Legnano, e nel 2012 si è candidato alle amministrative con la principale lista di centro destra. Il sessantacinquenne Munafò sarà presente anche alle altre serate del Festival, avendo acquistato biglietti per tutte le serate, e chissà se non ci regalerà qualche altro momento di protesta. Lo stesso Fazio, al termine dell’intervento di Crozza, ha sottolineato come il contestatore fosse già conosciuto, e tutto questo non fa che alimentare dubbi sul suo essere neutro.

A suo dire, non è stato invitato a recarsi fuori dal teatro, ma ha semplicemente esibito i suoi documenti ad un ufficiale della polizia:

Non sono stato accompagnato fuori, sono rimasto seduto. Si è presentato un signore della Polizia e ho consegnato un documento, perché è giusto così.

Il messaggio che ha voluto lanciare era chiaro, non voleva che si ironizzasse sulla politica in questo delicato momento di campagna elettorale, visto che il popolo, in quel momento in massa davanti al televisore, deve sceglie in maniera razionale le sorti del proprio futuro:

Basta politica al festival, perché la gente si è stancata. La gente viene al festival per vedere la canzone italiana e assistere a uno spettacolo, che deve essere al di sopra di tutte le parti.

A ben considerare l’intervento di Crozza, che è risultato certamente fuori contesto in uno spettacolo musicale nonostante le canzoncine, si nota come, in realtà, la sua ironia è stata al di sopra di tutte le parti. Ha coinvolto Berlusconi, Bersani, passando per Ingroia e finendo con Montezemolo. Una contestazione forse non organizzata, ma sicuramente prevenuta. Se Munafò avesse aspettato il termine dell’esibizione, si sarebbe reso conto da solo come l’ironia di Crozza sia stata equilibrata, pungete al punto giusto, in piena regola con la necessaria Par-condicio.

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

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