Sanremo 2013, standing ovation per Asaf Avidan dopo il bis di “One Day”

By on febbraio 14, 2013

text-align: center”>Sanremo 2013 - Bar Rafaeli e Asaf Avidan

SANREMO 2013, STANDING OVATION PER ASAF AVIDAN: Prosegue il 63esimo Festival di Sanremo, tra colpi di scena (il lutto dei Ricchi e Poveri), fischi inaspettati (per Maurizio Crozza) e vere e proprie sorprese. Si tratta proprio di questo nel caso di Asaf Avidan, 33enne artista israeliano che ieri sera ha calcato il palco del Teatro Ariston da volto quasi sconosciuto per il grande pubblico italiano.

Il Festival di Sanremo ha sempre strizzato l’occhio ad un certo tipo di spettatori, quelli che amano Domenico Modugno (ieri omaggiato da Beppe Fiorello), oppure Toto Cutugno, che si è esibito martedì. Quest’anno infatti, dopo l’annuncio di un cast artistico formato interamente da giovani o artisti relativamente recenti, qualcuno ha storto il naso per l’assenza dei grandi nomi del passato. Fortunatamente però neanche questo pubblico è rimasto indifferente di fronte all’evidente talento di Asaf Avidan, da molti considerato un perfetto incrocio tra l’emotiva vocalità di Janis Joplin e la scrittura poetica di Bob Dylan.

Subito dopo essersi esibito in una toccante versione del suo brano “One Day”, ha fatto alzare in piedi la composta folla dell’Ariston, che gli ha dedicato un accorato applauso: le richieste di bis si sono moltiplicate e l’emozionato musicista di Tel Aviv ha accontentato i presenti, cantando per la seconda volta una parte della canzone.

Nonostante la sua musica in Italia sia approdata solo lo scorso anno, questo menestrello folk dei giorni nostri nel suo paese è già una celebrità da tempo, e il suo brano “One Day” è stato realizzato nel 2008: il successo mondiale è arrivato solamente nel 2012 grazie all’orecchiabile remix riempi-pista diffuso dal dj tedesco WankelmutOne Day/Reckoning Song”, al quale inizialmente l’autore era contrario.

Asaf Avidan ha recentemente dato alle stampe l’album “Avidan in a box”, che quest’anno sarà seguito da un secondo disco intitolato “Different Pulses”. L’artista, ora apprezzato solista, ha fatto parte della band The Mojos (Asaf Avidan and the Mojos), con la quale ha realizzato tre album; inoltre lo scorso dicembre è stato premiato al Medimex di Bari (Mediterranean Music Expo) come Miglior Artista Internazionale del 2012. Si è già esibito nel nostro paese per quattro date sold-out a dicembre, ma tornerà dalle nostre parti anche quest’anno: il 23 aprile è atteso all’Alcatraz di Milano, mentre il prossimo 16 luglio sarà a Roma davanti al pubblico del Cavea Auditorium.

Per ora possiamo dire che è stata la rivelazione positiva di questo 63esimo Festival di Sanremo, anche se nelle tre puntate rimanenti qualcuno potrebbe ancora rubargli il primato. Questa sera, durante la terza puntata, gli ospiti musicali saranno Albano Carrisi e Antony Hegarty di Antony and the Johnsons: l’appuntamento è sugli schermi di Rai 1 a partire dalle 20.30.

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

5 Comments

  1. Cronache SanScemesi LIVE

    febbraio 14, 2013 at 14:47

    E’ stato il momento più comico di tutta la serata.

    E’ chiaro che il pubblico si è alzato in piedi per sgranchirsi un pò le gambe (erano le 23 passate) e invece lo stupidello Fazio ha interpretato il gesto del pubblico come consenso all’urlatore e gli ha chiesto il bis!

    Giù risate a crepapelle! Gente che voleva scappare, le uscite di sicurezza bloccate, tutti a portarsi le mani alle orecchie per attenuare l’inquinamento acustico che proveniva dalla bocca del temutissimo cantante in preda, evidentemente, a dolorossissimi crampi addominali….

    ahahhahaahahah XXXDDDDDDDD

    • Renato

      febbraio 14, 2013 at 15:18

      Ci sono notizie di risse improvvise nelle famiglie italiane dopo l’esibizione di questo cantante, nonne che hanno rotto i telecomandi perchè non riuscivano a trovare il tasto giusto per togliere l’audio… gente che si è lesionata i timpani nel tentativo di otturarsi le orecchie, ai pronto soccorso italiani arrivati telespettatori con l’impossibile infilatovi.

    • Onofrio

      febbraio 14, 2013 at 21:27

      ma no, non era un cantante! era Crozza che faceva l’imitazione di Wanna Marchi! X°D

  2. Rossella

    febbraio 14, 2013 at 15:04

    Che delusione! Parafrasando Vasco: “sono i dettagli quelli che contano, sono i momenti che segnano, ognuno può essere quello che vuole sai, non si può perdere quel che non hai”… meno male che è venuto Asaf Adavin a portare una luce su quel palco! Secondo me lo stesso Fazio è rimasto un pochino deluso da se stesso e dal pubblico. Ci sono stati tempi in cui si riconosceva il momento in cui correva l’obbligo di alzarsi in piedi ad applaudire, oggi non ci ricordiamo manco perché quando entra il professore in aula ci si alza. Diamo tutto per scontato: ameno la forma salviamola anche se oggi non ci dice molto in termini di rispetto per noi stessi e per gli altri! Almeno a Sanremo la vita dovrebbe interrogarci dal momento che il minimo comune denominatore- almeno per la serata- è costituito dal racconto – e dall’ascolto- delle emozioni. Un po’ più di cuore non guasterebbe.
    Sono quei momenti in cui apprezzi lo stile di Maria De Filippi e capisci che la televisione dovrebbe ispirarsi alla sua grammatica televisiva improntata sul simbolo e sulla nostalgia che è il ponte tra passato e futuro.
    Infatti ieri sera è tornata in video la signora Franca Modugno – a me sembra che la sua ultima apparizione risalga alla prima metà degli anni novanta- e quel momento andava valorizzato e concluso con un omaggio floreale. Non ricordo i fiori, forse le hanno fatto quest’omaggio a fine serata, non ho seguito tutto il Festival. Chiedo scusa se sbaglio ma andavano dati per conto del pubblico. Comunque quello era un momento autonomo. Non ho visto neanche la traccia di mezzo “errevuemme” per rinfrescare la memoria ai giovani: e dire che il grande Mimmo ha scelto di ritornare a Sanremo con il figlio Massimo e ha chiuso il cerchio con il brano Delfini: avrà voluto dire qualcosa? O pensiamo di sapere quel che basta? Il semplice fatto che ad interpretarlo nella fiction è un artista siciliano poteva aprire una parentesi molto divertente sulla famosa questione delle origini e sulla querelle con i suoi compaesani. E poi il saluto commosso della signora alla platea testimonia il rispetto per la gente; chi ha vissuto accanto ad un grande artista, nell’Italia di ieri, riesce a conservare il senso di gratitudine, laddove il successo non è mai scontato neanche per i grandi.

  3. Rossella

    febbraio 14, 2013 at 15:07

    Chiedo scusa: rileggendo mi sono accorta di aver scritto in un italiano pessimo! Però il senso rimane il medesimo!

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