Ti Lascio Una Canzone, scoppia il caso Ferrara: “Televoto pilotato per la figlia del boss”

By on febbraio 8, 2013
Polemiche sul televoto in Rai

text-align: justify”>Polemiche sul televoto in RaiTi lascio una canzone finisce nel tritacarne delle polemiche, per via di un’inchiesta che con la televisione ha davvero poco o nulla a che fare. Sul risultato finale della passata edizione del talent show per bambini condotto da Antonella Clerici e molto apprezzato dal pubblico di Raiuno, potrebbe aver pesato l’ingombrante presenza di un boss della camorra, padre di una delle giovanissime concorrenti in gara. Pochi metterebbero in discussione la bravura della piccola Vania, classificatasi seconda grazie anche alle sue notevoli doti canore, ma la scoperta fatta dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine sulla criminalità organizzata a Villaricca potrebbe pesare come un macigno sulla trasparenza del verdetto finale: quei 320 telefonini sequestrati nell’abitazione di Domenico Ferrara, ritenuto al vertice dell’omonimo clan camorristico, avrebbero secondo gli inquirenti svolto la funzione di condizionare il voto da casa con un reclutamento a tappeto di amici e concittadini della ragazzina.

Ti lascio una canzone, giunto ormai alla sesta edizione e definito dalla Clerici “il programma più pulito della televisione italiana, rappresenta sicuramente un’importante vetrina per giovani talenti, spesso dotati di qualità superiori agli adulti ed incoraggiati dai genitori sulla strada del successo e della notorietà. Il caso della ragazzina del piccolo comune del napoletano, se confermato dai futuri sviluppi della relativa indagine (riguardante, è bene ricordarlo, affari di portata assai più vasta dell’episodio del televoto pilotato dal boss), farà sicuramente discutere sul pericolo di manovre poco trasparenti sul meccanismo decisionale legato ad alcuni programmi, non essendo peraltro una novità assoluta l’ingerenza di “torbidi personaggi” sull’esito di prestigiosi concorsi nazionali.

Anche in passato, rammentano Il Fatto Quotidiano e diverse testate web in queste ore, si era verificato qualcosa del genere, con la partecipazione di Mary M., figlia di Gaetano, capoclan scissionista noto ad amici e concittadini come “Mckay” (successivamente ucciso a Terracina in un agguato di camorra) ad una trasmissione di Raidue intitolata “Canzoni e Sfide”, sempre in qualità di cantante. Difficile il compito, per gli organizzatori di kermesse, festival televisivi e non, di controllare il regolare funzionamento del televoto evitando interferenze di qualsiasi tipo sul giudizio finale, specialmente quando a votare sono migliaia di persone da ogni parte del Paese. Preoccupante risulta, in ogni caso, la facilità con cui si sarebbe costruito, per iniziativa di un padre particolarmente “apprensivo” verso la figlia impegnata nella competizione, un sistema d’inquinamento dei risultati tanto semplice quanto “scientifico”: sarà forse l’ennesima metafora di un’Italia prigioniera del suo deficit di correttezza e legalità a tutti i livelli?

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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