Tommaso De Mottoni, dal GF9 al terzo posto alla Ocean Floor Race. “La Marcuzzi non mi ha mai entusiasmato, con Bonolis si spera di riportare in vita il reality” – Intervista Esclusiva

By on febbraio 15, 2013
foto di tommaso de mottoni

text-align: justify”>foto di tommaso de mottoniEX GF, ORA CORRIDORE. Tommaso De Mottoni lo ricorderete tutti per la sua esperienza lampo (15 giorni) al Grande Fratello 9, quella vinta da Ferdi per intenderci. Tra un’ospitata e l’altra e la sua attività imprenditoriale che continua a portare avanti con successo, ha trovato anche il tempo per partecipare alla Ocean floor Race e vincere. La gara, che si è svolta il 3 Febbraio scorso nel Deserto occidentale D’Egitto, e più precisamente nel Deserto Bianco, prevede che i vari corridori portino a termine un percorso nel deserto di 160 miglia pari a 260 km circa, in 4 giorni di tempo. I concorrenti sono provvisti di un kit di sopravvivenza con i beni di prima necessità. La competizione è abbastanza impegnativa, in quanto la temperatura è molto variabile e si aggira tra i 25 e i 27 gradi di giorno e tra gli 8 e i 10 di notte. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo, per farci raccontare dell’esperienza nel deserto, dove si è classificato terzo, e dei suoi ricordi nella casa più spiata d’Italia.

Come mai hai deciso di partecipare alla competizione?

Sono un amante della natura e della vita all’aria aperta da sempre. C’è stato un periodo della mia vita, che poi è coinciso con l’esperienza al Grande Fratello, durante il quale mi ero allontanato da questa mia passione ed oltre ad essere meno soddisfatto di me stesso, ho avuto anche un’evidente ripercussione sull’aspetto fisico: sono aumentato di peso. Da un anno circa ho ripreso le buone abitudini e questa gara nel deserto rappresentava un po’ un obiettivo che mi ero dato per migliorare la mia forma e per capire se dopo due anni di stop riuscivo ancora ad essere all’altezza di una competizione così faticosa.

Ti aspettavi di vincere?

No, non mi aspettavo di essere terzo ma speravo di arrivare alla fine. Avevo dei seri dubbi di farcela perché 260 km di corsa nel deserto, non sono paragonabili alla corsa su strada. C’era molto caldo di giorno e gelo di notte. Sono riuscito a portare a termine la gara in tre giorni. Di notte si entra realmente in contatto con l’ambiente e sembra quasi di galleggiare in mezzo al mare. È stata un’esperienza fisica ma anche mentale, di totale solitudine con se stessi. Credo anche che chi fa uno sport estremo come quello, e ha la possibilità di stare quattro giorni immerso nel deserto, avrà un segno molto forte a vita.

Sei uno sportivo? Hai seguito allenamenti particolari prima di partecipare alla gara?

Le gare nel deserto puoi farle sia camminando che correndo. Io ho seguito degli allenamenti per un anno e mezzo, ma in linea di massima la preparazione consiste in un carico che varia dai 90 ai 150 km di corsa alla settimana. Oltre a quello io partecipo anche ad altre gare, una al mese circa, che variano tra gli 80 e i 100 km, che per me sono distanze abbastanza comuni.

E’ stata peggio la corsa o i quindici giorni all’interno della casa del GF?

La casa del Grande Fratello è molto traumatica. Quindici giorni con quei personaggi lì, sono stati più difficili e  pesanti che vivere in un ambiente dove la temperatura di notte è 4 gradi e di giorno 40, dove l’acqua è contata e il cibo anche. Quando ero un po’ in difficoltà mi è venuta in mente l’esperienza nella casa, che è stata per me molto più dura.

Si tratta in ogni caso di due esperienze estreme.

Si, paradossalmente hanno anche molti elementi di contatto perché:  da un lato con il Grande Fratello si è schiavi del volere di una persona all’esterno, si è controllati, si diventa anche vittima di quello che pensano gli altri, delle opinione degli altri che in quell’ambiente sono amplificate, rese importanti quando magari in un altro contesto non gli daremo nessun peso ; il deserto è esattamente l’opposto quindi perdono di valore le opinioni, perde di valore l’influenza esterna e si è soli con se stessi. Sono due esperienze di rapporto con i valori della persona, in tutti e due i casi bisogna essere forti e stabili sulle proprie posizioni.

La crisi del genere reality finirà? Ci sono ancora speranze per una ripresa del GF?

A parte la conduzione della Marcuzzi che a me non ha entusiasmato (resta però una grande stima professionale nei suoi confronti) , è un format che ormai ha dodici anni. Dopo il successo dei talent show, il pubblico da casa è stufo di vedere un branco di pezzi di carne messi insieme, senza ne arte ne parte. Magari l’esperienza del reality potrebbe anche funzionare ma se finalizzata a qualcosa. Questo materiale umano deve avere un senso che nel Grande Fratello non c’è.

Circolano, negli ultimi giorni delle voci, secondo le quali Paolo Bonolis sarebbe il nuovo conduttore del Grande Fratello. Come giudichi l’idea?

Paolo Bonolis quello che tocca diventa oro, è uno dei volti più importanti della nostra televisione. Mettere lui a condurre il Grande Fratello significa chiamare l’intervento divino per ridare vita a un cadavere ormai insalvabile. Avrebbe più senso cercare un format che piace e che è attuale, piuttosto che ricorrere ad una cosa estrema come questa. Sicuramente Bonolis farebbe un buon lavoro. Io risolverei il problema a monte cercando un format che abbia più senso, piuttosto che chiamare un genio come Bonolis a dar vita a qualcosa che secondo me andrebbe semplicemente lasciato andar morire.

Tommaso, alla fine della nostra chiacchierata, lancia una sfida agli autori del Grande Fratello: “mi piacerebbe che loro facessero la Ocean Floor Race, mi divertirei molto a vederli senza cibo e acqua”. Cosa avranno fatto di male gli autori in questione, per meritare questa punizione del De Mottoni?

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

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