Tutti contro Marinella Venegoni. La critica a L’Arena: “basta coi talent, Chiara è arrivata troppo presto, sono snob ma ascolto”

By on febbraio 17, 2013
venegoni chiara

text-align: justify”>Marinella Venegoni, critico musicale de La Stampa, torna a scagliarsi contro la contaminazione tra talent show e Festival di Sanremo, sparando a zero sul vincitore Marco Mengoni e su Chiara Galiazzo, appena uscita dal palco sanremese di Domenica In – L’Arena.

La polemica si accende tra i giornalisti e gli opinionisti seduti nel parterre all’indomani delle dichiarazioni della Venegoni secondo la quale è necessario “riscrivere le regole di Sanremo perchè arrivasse pure in concorso la Nona di Beethoven sarebbe surclassata nel televoto dall’Annalisa o dal Mengoni di turno”. La Venegoni rincara la dose e definisce l’interprete uscito dai talent show come “un prodotto semilavorato buttato dentro il ciclo di vendita del supermercato”. Secondo il critico, la Galiazzo sarebbe arrivata a Sanremo troppo presto; parole provenienti da una giornalista che si proclama snob ma che, oggettivamente, dichiara di “ascoltare quello che sente”.

E menomale che c’è la Venegoni che ascolta perchè, parliamoci chiaro, cosa conta l’opinione della Mina di turno che, pensate, allo stesso ascolto definisce la Galiazzo un talento?

Oggi De Gregori non uscirebbe da nessuna parte e Dalla non lo ascolterebbe nessuno” dice Marinella. Ma i colleghi e il pubblico le danno addosso in massa. C’è chi come Marino Bartoletti le ricorda che “bisogna essere grati a X Factor per Chiara e Mengoni e che, nel 1964, il talent si chiamava Castrocarro” e c’è chi dal pubblico sottolinea come “i giovani guardano Sanremo dal 2009 grazie ai talent”. Rosita Celentano, invece, afferma che “i giovani, quelli che comprano i dischi, hanno tutto il diritto di scegliere il vincitore con il televoto”. Chiacchiere che, conti alla mano, lasciano i tempi che trovano.

Insomma, i cosidetti cantanti da talent show rappresentano oggi la fetta più grande delle vendite italiane nonchè una parte fondamentale del tessuto musicale italiano, quello più attivo, che sposta le folle con i concerti sold out e che genera introiti grazie alle vendite e ai download. Vogliamo forse che il Festival non tenga conto di tutto questo o che sia una kermesse attuale?

 

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *