Volare – La grande storia di Domenico Modugno, il riassunto della prima puntata

By on febbraio 19, 2013
foto fiction volare la grande storia di domenico modugno

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VOLARE: LA GRANDE STORIA DI DOMENICO MODUGNO è la fiction diretta da Riccardo Milani andata in onda ieri sera su Rai Uno. La prima puntata ha raccolto 10.099.000 telespettatori e uno share del 34,21%. Nel cast Beppe Fiorello (Domenico Modugno)Kasia Smutniak (Franca Gandolfi)Alessandro Tiberi (Franco Migliacci)Antonio D’Ausilio (Riccardo Pazzaglia)Diego D’Elia (Antonio Cifariello),  Federica De Cola (Giulia Lazzarini)Massimiliano Gallo (Giuseppe Gramitto)Gabriele Cirilli (Claudio Villa)Alberto Resti (Johnny Dorelli)Armando De Razza (Cucaracho)Pierluigi Misasi (Fulvio Palmieri)Antonio Stornaiolo (padre di Domenico), Michele Placido (Vittorio De Sica), e Roberto De Francesco (Don Antonio).

Ecco il riassunto della prima puntata:

VOLARE – LA GRANDE STORIA DI DOMENICO MODUGNO – Siamo a Roma e Domenico Modugno si esibisce in un locale cantando Meraviglioso. Parte il racconto della sua vita, a cominciare da quando era un giovane ragazzo che viveva in un paesino della Puglia. L’amore per il cinema lo spinge a partire per Roma e a partecipare a un concorso per essere ammesso al Centro sperimentale di Cinematografia, nonostante i dubbi dei genitori e le difficoltà economiche. E’ infatti il cugino Sergio a dargli i soldi per il pullman.

DOMENICO MODUGNO suona la chitarra e intrattiene i viaggiatori con le sue canzoni. Tanti sono i giovani che partecipano al concorso, ed è proprio qui che fa amicizia con Riccardo Pazzaglia e Giulia Lazzarini. Arrivato a Cinecittà incontra anche Franco Migliacci: i tre cercano di entrare nel mondo del cinema come comparse. Dopo aver passato la prova all’esame del Centro sperimentale, Domenico racconta di quel periodo ricordandolo come uno dei più belli della sua vita. Un anno dopo (siamo all’inizio degli anni Cinquanta) alla scuola arriva Franca Gandolfi: i due hanno l’occasione di conoscersi perchè devono recitare insieme un brano tratto dal film Un tram che si chiama desiderio. Ma l’inizio non è dei migliori. Domenico bacia Franca durante il provino e lei si arrabbia. La vita a Cinecittà è piena di sorprese. Dopo le riprese di un film insegue fino a casa Vittorio De Sica, fresco vincitore dell’Oscar con Ladri di biciclette, il quale gli consiglia di continuare a fare l’attore e gli da’ anche dei soldi. Poi Domenico incontra il regista Francesco De Robertis grazie al quale recita nel film Carica eroica. La prima delusione arriva però quando viene scartato a un provino per Radio Rai, ma viene consolato da Franca, che sembra essere sempre più affascinata da lui e apprezza il suo talento. 

Giulia intanto parte per Milano per fare l’attrice. Poi Domenico ha una gran bella occasione, la possibilità di cantare per Frank Sinatra in radio e potergli dare una canzone scritta da lui. Ma arriva in ritardo all’aeroporto e non riesca a dargliela. Poi il direttore della Radio Fulvio Palmieri gli affida un programma sull’amore e gli propone di condurlo assieme a Franca, sulle prime restia. Il programma va benissimo e la coppia si lega sempre più. Ma l’esuberanza di Domenico lo porta a commettere un’ingenuità. Nel camerino del teatro dove sta lavorando viene sorpreso da Franca con un’altra donna. La giovane scappa a Messina visibilmente scossa, ma viene rincuorata dalla lettera che Domenico le spedisce, nella quale le dichiara il suo amore. I due partono assieme per cantare nella piazza di un paesino della Puglia, dove ottengono un grande consenso. Poi vanno a Polignano e San Pietro Vernotico, i luoghi dove è nato e vissuto, e qui Domenico si perde nei suoi ricordi d’infanzia. Gli viene quindi proposto di andare a esibirsi in Canada, ma il viaggio e lungo e il Paese è freddo, e cominciano ad arrivare dubbi e incertezze sul suo futuro.

VOLARE – LA GRANDE STORIA DI DOMENICO MODUGNO torna stasera 19 febbraio alle 21,10 su Rai Uno con la seconda e ultima parte.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

One Comment

  1. Rossella

    febbraio 19, 2013 at 13:59

    Giuseppe Fiorello riesce a far rivivere i personaggi che interpreta: lo stimo tantissimo!
    Dopo la fiction su Moscati è riuscito in un’altra missione impossibile: la mimica era formidabile anche se, questa volta, il fatto di essere egli stesso un vero artista – uno dei pochi sulla scena contemporanea – lo ha avvantaggiato nella rappresentazione di Modugno! E poi la sceneggiatura era “vera” come poche. La famiglia di questo artista è stata molto generosa nel dispensare particolari inediti: di solito si scivola sempre nel melenso e inconsciamente si lavora per far emergere il ritratto della virtù anche quando l’artista per definizione è genio e sregolatezza.
    In generale questo meccanismo crea ambiguità, allontana i protagonisti dai comuni mortali e finisce così per fornire un’immagine fuorviante dell’uomo che invece arriva a conservare una sua eroicità anche nelle debolezze che riesce a riconoscere come tali. Infatti oggi anche l’eroe è una figura mitologica e ci ritroviamo sulla bocca espressioni tristissime della serie: – Ma chi te lo fa fare: mica vuoi fare l’eroe?
    Recuperare questo approccio narrativo avvicinerebbe la gente alla legalità e all’autocritica. Tornando alla fiction, mi ha colpito molto il realismo con cui si rappresenta un tipo d’amore che in video non vanta molti precedenti. Infatti i soggetti proposti negli ultimi anni non rappresentano mai l’amore cieco. Nella sceneggiatura in questione ci sono scene che appaiono senza senso: quella del perdono a Messina è una di queste! C’è voluto coraggio per saltare questi passaggi logici che mettono i sottotitoli ad una cosa inspiegabile come il perdono! Però mi è sembrata una lezione di educazione civica in un mondo in cui chi sbaglia deve dividere la colpa con la persona offesa. Un piccolo passo avanti.

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