Consultazioni, Grillo in fuga dai cronisti. Anche Giletti (armato di webcam) tra gli inseguitori

By on marzo 21, 2013
Beppe Grillo da Napolitano

text-align: justify”>Beppe Grillo da NapolitanoNel giorno “caldo” delle consultazioni, tra Beppe Grillo e gli inviati di tv e giornali è stata ancora una volta battaglia senza esclusione di colpi. Al Quirinale sono salite tutte e tre le delegazioni dei principali schieramenti politici, usciti dalle urne con percentuali di consenso talmente simili da rendere quasi fisiologica l’impasse istituzionale, ma le attenzioni della stampa e delle televisioni nazionali non potevano che concentrarsi sul “fenomeno 5 Stelle”, considerato il valore storico del colloquio col Presidente della Repubblica dei rappresentanti “grillini”. Particolarmente concitato, a fine mattinata, è stato il momento della fuga di Grillo dall’uscita del Colle, culminato in un vero e proprio inseguimento a tutta velocità con un folto gruppo di giornalisti dietro la Multipla dell’ex comico genovese, che provava a guadagnare in tempo utile la strada del ritorno verso Genova. In mezzo al nutrito drappello di fotografi e cameramen “d’assalto”, c’era anche un inedito Massimo Giletti in versione-Staffelli, deciso a riprendere tutto con l’ausilio di una speciale webcam montata per l’occasione sul casco (a bordo di una Vespa).

Per superare senza strappi né polemiche lo scoglio delle consultazioni, Beppe Grillo ha confermato la scelta di tenere le distanze con le telecamere e coi microfoni, lasciando ai capigruppo in Parlamento Vito Crimi e Roberta Lombardi il compito di rendere conto pubblicamente dell’esito del confronto con Giorgio Napolitano. Nessuna sorpresa sulla linea del MoVimento 5 Stelle in merito ad alleanze e collaborazioni con futuri governi di qualsiasi colore politico. Il M5S, come previsto, ha chiesto ufficialmente al Capo dello Stato il conferimento diretto dell’incarico, bocciando categoricamente ogni ipotesi di accordo col Partito Democratico per la costituzione di un esecutivo “allargato”, di coalizione o (a maggior ragione) tecnico.

L’unico incidente diplomatico, in una giornata comunque tutt’altro che semplice per la nuova forza politica chiamata a far “pesare” nei palazzi del potere romano i milioni di voti presi alle elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio scorsi, è arrivato qualche ora dopo il confronto al Quirinale, quando il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Luigi Zanda ha chiamato in causa il senatore Crimi, durante il dibattito parlamentare pomeridiano, per i toni irriguardosi rivolti al Presidente della Repubblica: caso risolto, non senza qualche strascico polemico, dallo stesso esponente “grillino” con una precisazione sul carattere inoffensivo della frase (“Beppe ha tenuto sveglio Napolitano, abbiamo interloquito parecchio”) pronunciata durante una riunione dei parlamentari 5 Stelle e trasmessa in diretta streaming sui canali web del MoVimento.

[Foto: corriere.it]

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