Federica Sbrenna in Esclusiva a Lanostratv.it: “Sono cresciuta in casa Martini”

By on marzo 22, 2013

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FEDERICA SBRENNA IN ESCLUSIVA A LANOSTRATV.IT : “SONO CRESCIUTA IN CASA MARTINI”. Romana doc, Federica Sbrenna ha mosso i primi passi nel mondo del cinema a soli 13 anni quando ha debuttato sul grande schermo con il film Caterina va in città, con Alice Teghil e Carolina Iaquaniello, con la regia di Paolo Virzì. Bionda, solare e affascinante, ha dimostrato da subito di saper affrontare le telecamere con spontaneità e scioltezza e due anni dopo è approdata nel cast del film L’uomo spezzato, pellicola cinematografica di Stefano Calvagna, dove ha interpretato il ruolo di una studentessa mitomane. Anno dopo anno, ciak dopo ciak, nel 2004 si sono aperte per lei le porte di Casa Martini ed eccola finalmente nel cast della popolarissima fiction di Raiuno Un medico in famiglia dove ha interpretato il ruolo di Miranda, figlia di Andrea, il compagno di Nilde, nonchè fidanzata di Francesco, meglio conosciuto con il nome di Ciccio. Intervistata in Esclusiva per Lanostratv.it, Federica si è raccontata ai nostri microfoni ripercorrendo la sua carriera, parlandoci della sua esperienza sul set di Un medico in famiglia e svelandoci sogni, progetti e aspettative per il suo futuro professionale e non (l’intervista, dopo il salto).

Di seguito, un video tratto dalla 1^ puntata della sesta stagione di Un medico in famiglia dove Federica interpreta il ruolo di Miranda (minuto 2:50). Segue l’intervista

http://www.youtube.com/watch?v=-iw0wMiqCpo

Com’è nata la tua passione per la recitazione? Quello di diventare attrice è un sogno che hai coltivato fin da piccola?

“Da bambina studiavo recitazione, danza e canto, ma tra tutte e tre le tre le discipline la recitazione era quella che meno apprezzavo. Ma riuscivo bene, per la gioia di mia madre che mi portava a destra e a sinistra a far provini. Poi è arrivato quello con Virzì, all’età di 12 anni, che mi ha scelta per un film insieme ad altre due protagoniste tra circa cinquemila candidate: battuto il primo ciak ho capito che nella vita non avrei voluto fare altro!”.

Hai debuttato nel mondo del cinema a soli 13 anni recitando nel film “Caterina va in città” dove hai interpretato il ruolo di Daniela Germani. Che ricordo hai della tua prima volta sul grande schermo?

“Ricordo tutto come allora: i provini e i sacrifici annessi, la prova costumi, il primo ciak, le scene notturne, il Visconti e il Piper! La prima volta in discoteca, seppur per finta. Poi ricordo che non capivo come mai dovessimo ripetere tante volte la stessa scena, chiedevo in continuazione se stessi facendo bene, temevo fosse colpa mia. Credevo fosse come in Tv, dove tutto viene ripreso contemporaneamente da più angolazioni, e invece no! Non sapevo perchè si battesse il ciak, credevo fosse una convenzione rimasta in vigore per questioni modaiole o scaramantiche, tutt’altro! Posso veramente dire che il set di “Caterina va in città” è stata per me una scuola di cinema, di recitazione, di maestria. E a questo punto devo menzionare Paolo Virzì, senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile. Mi ha scelta lui stesso in persona e con lui ho fatto un primo provino di due ore circa, tutto improvvisato. Gli devo molto. Ha una capacità di lavorare con i giovani davvero travolgente. Poi è preparatissimo, ma questo lo sai già ed è ravvisabile anche dal resto delle sue pellicole. L’ultima cosa che ricordo sono le lacrime alla prima, quando ho davvero realizzato di essere al cinema, di aver preso parte ad un film in qualità di attrice. Un’emozione ineguagliabile”.

Nel 2004 sei approdata nella fiction di Raiuno “Un medico in famiglia” dove hai interpretato il ruolo di Miranda. Com’è stato recitare in una serie Tv così popolare? Raccontaci la tua esperienza in casa Martini…   

“E’ stato istruttivo e mi ha arricchita tantissimo, non solo per gli attori illustri a fianco dei quali ho lavorato, ma anche per la serenità e l’affetto che si respira sul set che, per quanto lavorativamente parlando ti sfinisca, ha la forza di una serie Tv che va avanti da 15 anni. Sono tutti molto uniti e all’inizio ero intimorita, temevo che mi sarei sentita estranea, che fosse difficile integrarmi. Sorprendentemente sono stata accolta come gli ospiti in casa Martini, con calore e cortesia. Ho molta stima di tutti loro”.

Miranda, nel corso della quarta stagione di “Un medico in famiglia”, ha subìto una vera e propria metamorfosi: l’abbiamo vista nei primissimi episodi timida, fragile, ingenua, con un aspetto un po’ infantile, occhiali e treccine. All’improvviso, poi, la trasformazione: Miranda ha cambiato look e vincendo la sua timidezza si è dimostrata una ragazza molto sciolta e decisa. Parlaci dell’evoluzione del tuo personaggio…

“Sono stata felice di crescere insieme a Miranda. Un po’ meno di vestire calzettoni da collegiale, occhiali da Harry Potter e cartella in spalla da secchioncella, ma è anche il fascino del mestiere e mi sono divertita moltissimo. Posso davvero dire di essermi evoluta progressivamente insieme a lei, nel corso delle edizioni. C’è molto dell’una nell’altra, ed è inevitabile che sia così: tutte le adolescenti scoprono l’amore, vi si approcciano per la prima volta e cambiano, perchè non sanno come gestirlo. Miranda è stata interamente segnata dalla sua storia con Ciccio e con lui ha attraversato le varie fasi del percorso che tutti conosciamo, fino a perdere quasi se stessa, nel momento in cui ha deciso di sposarlo. A tal proposito, l’ultima edizione è stata significativa per entrambe: lei non si è sentita pronta per il matrimonio, attratta da un futuro che credeva potesse darle molto più di una stabilità sentimentale. Poi è tornata sui suoi passi e ha dovuto affrontare un cambiamento che non aveva previsto quando Ciccio si è innamorato di un’altra. In quel momento è diventata una donna, accettando con dolore la sconfitta, facendosi da parte, favorendo la felicità della persona che amava. Una mirabile uscita di scena. Certo è più facile affrontare situazioni del genere nei panni di qualcun altro ma nel caso di Miranda è stato diverso perchè negli anni me la sono cucita addosso e un po’ ho sofferto con lei quel momento, oltre a conoscermi sempre diversa nelle varie fasi della crescita. Come in psicoanalisi: riconosci l’altro come diverso da te e a partire da questo costituisci la tua soggettività. E’ naturalmente un procedimento inconscio ma efficace e utile a spiegare quello che succede ad un attore quando si cimenta nell’interpretazione di un qualsiasi ruolo. Sono tutti motivi, comunque, per cui sarebbe impossibile dire “no” ad una nuova serie, se mai il mio personaggio fosse chiamato a tornare. E’ però evidente che serie come “Un medico in famiglia” devono il loro successo e la loro persistenza a figure sempre diverse che ruotano attorno ad un nucleo ben solido da anni alla base del format. Il resto fa da contorno e incornicia un panorama familiare in cui tutti si rispecchiano o vorrebbero rispecchiarsi”.

C’è un’attrice italiana o straniera alla quale ti ispiri e che rappresenta per te un modello di riferimento?

“Guardo molto alle attrici americane, come Meryl Streep. Tra le giovani apprezzo molto Anne Hathaway e Natalie Portman. Per quanto concerne al cinema italiano sono invece rimasta ancorata a modelli come Anna Magnani, le cui interpretazioni, anche a distanza di anni, arrivano ancora dritte al cuore”.

Di recente hai condotto la trasmissione radiofonica “By Night Roma”, in onda su Radio 104.5. Com’è stato lavorare in veste di speaker?

“Lavorare in radio è stato del tutto nuovo e inaspettato. L’impatto iniziale è stato un po’ traumatico: è un lavoro opposto a quello che ho sempre fatto. Innanzitutto è in diretta e questo richiede una grande capacità di improvvisazione e di interpretazione, perchè devi fingere che vada sempre tutto alla perfezione anche quando non è così. Venendo dal cinema e dalla Tv il disagio più grande è stato limitarmi a rimanere composta e questo è un grosso handicap per me che ho bisogno di mettermi alla prova continuamente. Non avevo questa sensazione e non mi sentivo del tutto appagata. In generale ti carica comunque di molta adrenalina e responsabilità. La gratificazione è data dalla partecipazione attiva, a volte più, altre meno, dell’ascoltatore, e io non ero abituata a questo tipo di riscontro. E’ un’esperienza che rifarei perchè mi ha insegnato moltissimo. La trasmissione andava in onda da mezzanotte alle 2:00 durante la settimana e fino alle 3:00 nel weekend. Ho dovuto abbandonare per dedicarmi seriamente agli studi e non sembrare uno zombie a lezione il mattino successivo alla diretta! Ho nostalgia di me come speaker ma molta più ne ho come attrice”.

Sogni, progetti e speranze per il tuo futuro professionale e non?

“Portare a termine gli studi, visto che sono al terzo anno di lettere moderne. Specializzarmi in giornalismo, con indirizzo critica cinematografica, molto probabilmente. Continuare a fare l’attrice di paripasso a questo e tutto il resto, come ho sempre fatto: nella vita, nei sogni e magari ancora al cinema… chissà”.

Grazie Federica per essere stata con noi oggi e per il tempo che ci hai dedicato. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

“A chi vuol fare l’attore, o l’attrice, non ho consigli diversi da quello di non arrendersi mai e non per citare una frase fatta ma perchè affermarsi è veramente difficile. Sia chiaro: non ho detto impossibile. Grazie a chi crede in me e mi consente di dire la mia. Un caro saluto. Federica Sbrenna”.

About Emanuele Fiocca

Nato a Soveria Mannelli (Catanzaro) il 7 Luglio 1987, è un calabrese doc. Attratto dalla televisione fin da bambino, ha maturato negli anni esperienze in diversi programmi della RAI come UnoMattina in Famiglia, Mezzogiorno in Famiglia, Alle Falde del Kilimangiaro, L'Arena e Domenica In. Caporedattore de LaNostraTv dal 2014 al 2017, è il Responsabile Editoriale e Supervisore del sito.

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