Francesco Foti in Esclusiva a Lanostratv.it: “Tutta la musica del cuore ha lanciato un messaggio importante”

By on marzo 6, 2013

text-align: center”>Francesco Foti

FRANCESCO FOTI IN ESCLUSIVA A LANOSTRATV.IT : “TUTTA LA MUSICA DEL CUORE HA LANCIATO UN MESSAGGIO IMPORTANTE”. Volto noto della televisione italiana, Francesco Foti è stato protagonista negli anni di numerose serie Tv di grande successo quali Raccontami, Intelligence,  Squadra Antimafia, Il commissario Montalbano e tante altre. Protagonista anche del grande schermo, ha recitato in svariati film per il cinema tra cui Come se fosse amore, Fuori dal mondo, La precisione del caso e non solo. Dopo una lunga gavetta nei locali con il gruppo genovese dei “Cavalli Marci”, nel 2002 ha affiancato Diego Abatantuono nella prima edizione di Colorado Cafè, su Italia 1. Di recente lo abbiamo visto nella fiction di Raiuno Tutta la musica del cuore, con Francesca Cavallin, Johannes Brandrup e Lucrezia Lante Della Rovere, ha dove ha interpretato il ruolo di Rocco Santopirro, boss della mafia pugliese nonchè proprietario del conservatorio di Montorso. Intervistato in Esclusiva per Lanostratv.it, Francesco Foti si è raccontato ai nostri microfoni ripercorrendo la sua carriera e parlandoci del personaggio che ha interpretato di recente nella fortunata fiction made in Rai (l’intervista, dopo il salto).

Di seguito, un video tratto dalla 5^ puntata della fiction Tutta la musica del cuore dove Francesco interpreta il ruolo di Rocco Santopirro (minuto 6:05). Segue l’intervista

Hai iniziato la tua carriera di attore nel 1991 recitando nel film “Il viaggiatore cerimonioso”, con la regia di Giuseppe Bertolucci, al quale sono seguiti negli anni “Da quale parte in città”, “Fuori dal mondo”, “La precisione del caso” e tanti altri film di successo. Quale personaggio ti ha entusiasmato maggiormente tra tutti quelli che hai interpretato?

“Il viaggio dentro ogni personaggio è sempre entusiasmante. In realtà il mio debutto è stato in teatro, nell’87, appena uscito da “La bottega di Padre Ubu”, il mio primo fondamentale corso di recitazione diretto da Edo Gari e Rita Cinquegrana. Bertolucci è stato il mio primo regista cinematografico, durante il mio triennio di Accademia alla “Paolo Grassi”. Interpretavo un barbone che recitava in versi e direi che se non è stato il più entusiasmante è stato di certo il più emozionante, visto che era il mio debutto davanti ad una macchina da presa”.

Nel 2004 sei stato uno dei protagonisti di “Alla luce del sole”, un film di denuncia sociale ispirato alla triste storia di Don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia a Palermo il 15 settembre 1993. E’ stato impegnativo interpretare il ruolo di un personaggio di una storia realmente accaduta?

“Se ogni personaggio è un viaggio e una sfida, uno realmente esistito lo è ancora di più. A maggior ragione se si tratta di personaggi particolarmente “delicati”, come il boss di Brancaccio in questo caso o Stefano Bontade che ho interpretato ne “Il capo dei capi”. Ho fatto moltissime ricerche, col massimo dell’impegno. Anche perché da attore, e da siciliano, sentivo un fortissima responsabilità”.

Negli anni ti abbiamo visto in diverse fiction di successo quali “Il commissario Montalbano”, “Il capo dei capi”, “Crimini” e molte altre, ma la serie che senza dubbio ti ha dato maggiore popolarità è stata “Raccontami” nella quale hai interpretato il barista comunista Pietro Passalacqua. E’ un ruolo al quale ti sei affezionato? Torneresti a vestire i panni del tuo personaggio?

“Lo confesso: ho una particolare predilezione per quel personaggio. Buonissimo e disponibilissimo con tutti. Un rapporto meraviglioso con i bambini. Innamorato e pronto a fare qualsiasi cosa per un partito che non gli da troppe soddisfazioni e per una donna che lo riempie di due di picche. Come si fa a non adorarlo?”.

La tua carriera di attore si è sempre divisa tra il cinema e la fiction. Preferisci le sale o il piccolo schermo?

“Ho avuto la fortuna di riuscire a lavorare sia per il piccolo che per il grande schermo, passando da ruoli comici a drammatici e non ho una particolare predilezione. Potrei dire che prediligo quello che di volta in volta sto frequentando meno. Dunque, in questo momento, ci vorrebbe un bel film! E non dimentichiamo il teatro, a cui torno spesso, anche per “ricaricarmi”.

Attore ma anche cabarettista. Sei stato nel cast originario della trasmissione di Italia 1 “Colorado Cafè”, ideata e allora condotta da Diego Abatantuono. Com’è stata quell’esperienza?

“Abbiamo fatto due bellissimi e divertentissimi anni “di prova”, con tanto di riprese, in un bellissimo locale milanese che si chiamava “La Salumeria della Musica”. Una esperienza memorabile. Quando divenne sicuro che sarebbe diventata una vera e propria trasmissione televisiva però, ho sentito il bisogno di tornare a fare l’attore in senso più ampio e ho lasciato il gruppo. D’altra parte avevo già fatto una bella abbuffata di comico per due anni e mezzo in giro per l’Italia con i fantastici “Cavalli Marci”.

Di recente hai recitato nella fiction “Tutta la musica del cuore” dove hai interpretato il ruolo di Rocco Santopirro, un boss della mafia pugliese che ha dato parecchio filo da torcere agli altri protagonisti ordendo intrighi e complotti. Parlaci di questo personaggio…

“Quando mi hanno chiesto se avrei voluto fare il boss stavo per rifiutare. Poi ho letto la sceneggiatura e ho capito che la cosa più importante e interessante del personaggio era il rapporto familiare padre-figlio, molto tormentato, e ho accettato con entusiasmo, lavorando moltissimo su questo. Mi hanno detto cose come “Ma che cattivo umano!” o “Si vede che in fondo però aveva un cuore”, feedback che hanno dato ragione alle mie scelte”.

“Tutta la musica del cuore” ha raccontato una terra non facile, la Puglia, ma le tue radici sono in Sicilia, un’altra terra difficile costretta a fare i conti ogni giorno con i problemi dell’illegalità. Pensi che la fiction abbia lanciato un messaggio positivo combattendo questo sistema?

“Si, e penso sia importante in Tv lanciare messaggi positivi. Far vedere che si può reagire al malcostume diffuso, che la musica, l’arte e la cultura in generale possono dare la forza per farlo, che soprattutto i giovani devono lottare e scegliere una vita diversa, mi sembra un ottimo obiettivo. Nella speranza che non resti solo “per fiction”.

Domanda cattiva: “Alla luce del sole”, “Il capo dei capi”, “Squadra Antimafia-Palermo oggi”, “Tutta la musica del cuore”. In queste fiction ricorre sempre il tema della criminalità organizzata. A quanto pare hai una particolare tendenza per le storie legate alla malavita. Ritieni di avere l’aria da “cattivo”?

“Parafrasando Jessica Rabbit, direi che “Non sono cattivo, è che mi scritturano così!”. In realtà ho interpretato tanti ruoli molto diversi tra loro, ma i “cattivi”, evidentemente, son quelli che fanno più breccia”.

Da qualche giorno sei di nuovo su Raiuno con l’ottava stagione dell’amatissima fiction “Un medico in famiglia”, dove interpreti il nuovo direttore della clinica di Poggiofiorito. Parlaci di questo nuovo personaggio…

“Il mio personaggio è Tiziano Corradi, il nuovo proprietario/direttore sanitario della clinica dove lavorano Lele Martini e gli altri. Per Tiziano gli avventori della clinica sono “clienti” e non “pazienti”, e questo già dice un bel po’ del personaggio. Ma chissà che alla fine non si scopra che anche il dottor Corradi ha un cuore…”.

Ti va di lasciare un messaggio per i nostri lettori?

“Un messaggio che vale, naturalmente, anche per me: siate attivi! Guardate la televisione, non fatevi guardare da lei. E lo stesso vale per il cinema, per il teatro e tutte le forme d’arte. Scegliete e aiutate noi “addetti” a scegliere. Solo se si fa capire che non è vero che va bene qualsiasi cosa si potranno avere prodotti di sempre maggiore qualità. Io mi sono divertito a raccontare un po’ di me e spero che vi siate divertiti anche voi. Se volete, potete seguirmi su twitter (francescofoti1) e/o cliccando “Mi piace” sulla mia pagina facebook (http://www.facebook.com/pages/Francesco-Foti/191798997516656). A presto, buontutto!”.

About Emanuele Fiocca

Nato a Soveria Mannelli (Catanzaro) il 7 Luglio 1987, è un calabrese doc. Attratto dalla televisione fin da bambino, ha maturato negli anni esperienze in diversi programmi della RAI come Uno Mattina in Famiglia, Mezzogiorno in Famiglia, Alle Falde del Kilimangiaro, L'Arena e Domenica In, affiancando la passione per il piccolo schermo a quella per la scienza, che ha sempre caratterizzato il suo percorso di studi. Caporedattore de LaNostraTv dal 2014 al 2017, è il Responsabile Editoriale del sito.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *