Franco Califano: il saluto su Twitter all’artista vissuto tra musica, successi e drammi

By on

text-align: center”>

FRANCO CALIFANO: L’ARTISTA TRA SUCCESSI E DRAMMI Ieri, 30 Marzo si è spento all’età di 74 anni  Franco Califano, il Califfo come tutti lo chiamano. Un evento quasi inaspettato, se si pensa che poco tempo fa l’artista si era esibito al Teatro Sistina di Roma, dimostrando di essere ancora all’altezza di sostenere la platea del pubblico che tanto lo ha amato. Califano era malato da tempo ma sui social network si sono susseguiti messaggi di persone sconvolte da questa perdita. Vip e non solo hanno voluto esprimere il loro saluto al cantante.

Sotto l’hastag #Califano si leggono i più svariati messaggi. Simone Cristicchi ha scritto: “Stanotte in Paradiso c’è un concerto da paura” riferendosi anche alla morte di Iannacci. Giorgia Meloni scrive: “Se ne va un menestrello romano, “poeta maledetto” malinconico e dissacrante. Ciao Franco”. Tv Sorrisi e Canzoni azzarda un: “La musica è finita, se n’è andato anche Califano”. “Ci ubriachi di malinconia” si legge in un post di Marco Liorni. Altri utenti del social network hanno scritto semplicemente un “Ciao Franco”, invitando ad ascoltare le canzoni di questo artista. Califano, rispecchia proprio il simbolo dell’artista, a tratti maledetto. Ludovico Fremont, sotto l’hastag #Califfo , scrive “Ciao Franco. Roma e er monno ntero te sta a piagne”. Come altri importanti personaggi dello spettacolo, anche Califano, ha avuto un grandissimo successo, ma anche drammi, vicende poco chiare hanno costellato la sua vita. Un po’ come successo a Sofia Loren o Walter Chiari anche per lui ci sono stati dei problemi con la giustizia.

Califano è famoso per le sue canzoni scritte di proprio pugno come  Tutto il resto è noia (su musica di Frank Del Giudice), Fijo mio (su musica di Amedeo Minghi) e brani come Tac, La mia libertà, Io non piango,  canzoni di cui fu autore anche della parte musicale come Ti perdo .Molto spesso scrisse per artisti come Mia Martini, Ornella Vanoni e Mina. Ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1988 con Io per le strade di quartiere scritta insieme a Toto Cutugno  nel 1994 con Napoli e nel 2005 con Non escludo il ritorno scritta coi Tiromancino. Molti comici si sono cimentati nell’imitazione di questo personaggio come Fiorello e Max Tortora. Le ultime apparizioni televisive di Califano risalgono a Tale e Quale Show e Domenica In nel 2012. La morte di questo cantante ha commosso intere generazioni e sicuramente oggi l’Italia ha un artista in meno. Tuttavia, il Califfo ha attraversato anche momenti molto bui nella sua carriera, venendo coinvolto in problemi con la giustizia.

Nel 1970 Califano è stato arrestato per il possesso di stupefacenti insieme proprio a Walter Chiari, venendo tuttavia assolto con formula piena. Nel 1983 sembra ricascarci ed è arrestato con Enzo Tortora, anche stavolta assolto in formula piena perché “il fatto non sussiste”. Questa esperienza fu ricordata spesso da Califano duranta le sua vita. L’album “Impronte digitali” nacque proprio per ricordare l’esperienza del carcere dell’83. Nel 2010 Califano fu di nuovo coinvolto in alcune polemiche quando il senatore Domenico Gramazio del Pdl chiese il sostegno dello Stato, appellandosi alla legge Bacchelli, per Califano, finito in rovina sperperando i suoi soldi. Il cantante aveva avuto un incidente e la sua impossibilità di partecipare a serate aveva fatto sì che non avesse più denaro sufficiente per mantenersi. Una vita al limite quindi, spericolata, tra night, droga e la musica, quella che tutti i fan di Califano porteranno sempre con loro. Perché, “tutto il resto è noia”….

About Dario Ghezzi

Dario Ghezzi nasce il 28 Giugno 1988. Fin da bambino matura la passione per la scrittura e il mondo dell’arte. Dopo il Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Letteratura musica e spettacolo dell’Università la Sapienza di Roma laureandosi nel 2011. Nel 2012 si iscrive alla magistrale di Cinema Televisione e Produzione Multimediale dell’università Roma 3 e nello stesso anno ha frequentato una scuola di recitazione. E’ autore di tre romanzi usciti con ilmiolibro.it
Articolo aggiornato il

One Comment

  1. rossella

    aprile 1, 2013 at 14:18

    Mi rimane difficile associare la parola dramma al Califfo… Dipinse l’anima su tela anonima; secondo me nessun dramma ma la consepevolezza di non sapere che sorriso ha l’amore vero! Tanto per citare due versi che gli appartengono! Era molto umile e non mi ha mai dato l’impressione di essere un uomo arido o un “maledetto”… Non si curava molto delle apparenze e se voleva pranzare all’ ora della cena non si autoconvinceva di cenare!
    Partendo da questo presupposto ha vissuto pensando e quindi scrivendo che tutto il resto e’ noia… Forse si riferiva ai drammi?

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *