I Borgia, l’Aiart chiede di spostare la messa in onda “per non dare un’immagine distorta del papato”

By on marzo 3, 2013

text-align: center”>La7: polemica dell'Aiart su I Borgia da domenica 3 marzo

I Borgia non è ancora andata in onda e già scatena aspre polemiche: la singolare coincidenza temporale tra la messa in onda della serie tv e il delicato momento che la Chiesa cattolica sta attraversando dopo le dimissioni del Papa non è sfuggita all’Aiart, l’associazione dei telespettatori cattolici, che chiede il rinvio della messa in onda della serie tv in programma domenica 3 marzo su La7. La richiesta è arrivata direttamente da Luca Borgomeo, presidente dell’associazione, che ha raccolto le perplessità degli aderenti all’Aiart sull’opportunità della programmazione del telefilm.

I Borgia è stato preannunciato con un battage pubblicitario importante: il serial ha riscosso un grande successo di pubblico negli Stati Uniti, con un ottimo riscontro in termini di ascolti sul canale Showtime. A conquistare i telespettatori sono stati gli intrighi, le passioni e gli scandali di una delle famiglie più potenti e corrotte del Rinascimento italiano e il racconto dei retroscena più scabrosi del papato di Alessandro VI. Temi che oggi, secondo l’Aiart, inevitabilmente richiamano alla mente gli scandali odierni che attanagliano il Vaticano. Per questo si propone di modificare la messa in onda del telefilm, chiedendo a La7un rinvio della programmazione, anche per non dare un’immagine distorta del papato“.

I Borgia è una delle serie tv su cui La7 ha deciso di puntare in questa stagione televisiva. La stessa Aiart riconosce che la programmazione del palinsesto è certamente antecedente alla scelta del Papa di dimettersi e alla conseguente convocazione del Conclave per l’elezione del nuovo Pontefice. La preoccupazione dei cattolici è per l’immagine negativa della Chiesa che, in un momento cruciale come questo, possa essere trasmessa al telespettatore medio. Per questo il presidente Luca Borgomeo ha espressamente chiesto a La7 il rinvio de I Borgia:

Sarebbe opportuno che spostasse la messa in onda. E’ infatti un momento delicato per la Chiesa, per il papato, e I Borgia è incentrato su torbide vicende della Chiesa e del Vaticano del XV e XVI secolo (…) I credenti sono in grado di fare le debite distinzioni con la situazione odierna, ma i non credenti o chi ha una cultura religiosa approssimativa può fare lo stesso?

I Borgia per ora sembra restare nell’originale collocazione: La7 continua a trasmettere gli spot della serie tv in onda domenica 3 marzo. Forse si spera che l’Aiart torni sui suoi passi, come quando ritirò la denuncia contro Corrado Guzzanti e il suo show trasmesso proprio da La7.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

3 Comments

  1. Rossella

    marzo 3, 2013 at 15:47

    Secondo me Benedetto XVI ha il contributo più eloquente in questo senso. Ho molto apprezzato questo aspetto del suo pontificato: non ha pensato all’immagine della Chiesa ma è stato un’ immagine!
    Penso che questo sia destinato a restare il vero testamento spirituale di questo anziano pontefice!

  2. cristina

    marzo 4, 2013 at 09:32

    come al solito la chiesa pensa di cancellare i propri misfatti nascondendo le cose…

  3. rossella

    marzo 4, 2013 at 12:14

    Il punto di vista di Cristina mi fa capire che in cuor nostro nutriamo la speranza che la Chiesa debba essere santa. Mi sembra utopico!
    Io sono cattolica ma non sono una santa;questa consapevolezza mi porta ad essere piu’ indulgente ma comunque mai garantista soprattutto quando in ballo ci sono questioni che minano l’inviolabilita’ della persona e quindi la sua dignita’!
    Tutto il resto non mi scandalizza perche’ il ministero sacerdotale e’ come il matrimonio: ti sposi con le migliori intenzioni ma sai che cadrai perche’ altrimenti non continuerebbe ad esistere la confessione! In quel momento si misura la tua onesta’!
    Dunque per parlare di Chiesa, a mio avviso, si dovrebbe usare il singolare ma pensare ad una pluralita’ di posizioni determinate dalla compresenza di tanti uomini e donne e dalle loro altrettante coscienze… La liberta’ sta anche in questo!

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