I coach di The Voice of Italy: “Rispetteremo la natura di una voce per non costruire dei personaggi”. La conferenza stampa di oggi

By on marzo 5, 2013
foto dello studio di the voice

text-align: justify”>foto dello studio di the voiceTHE VOICE: LE DICHIARAZIONI DEI COACH. In occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo talent show di Rai2: The Voice, in partenza giovedì alle 21 su Rai2, i quattro coach Raffaella Carrà, Piero Pelù, Riccardo Cocciante e Noemi, sono concordi nel ricordare la vera novità della trasmissione: concentrarsi solo ed esclusivamente sulle potenzialità vocali dei vari talenti. Non conteranno l’aspetto, l’età, il look, ma solo la voce per arrivare alla finale. Angelo Teodoli, direttore di Rai2 definisce la trasmissione: “un talent purissimo con delicatezze enormi. Un prodotto eticamente importante in quanto solo la voce sarà al centro della trasmissione”. Piero Pelù esprime tutta la sua voglia di cominciare questa avventura e sottolinea di aver accettato di partecipare, in quanto The Voice non è secondo lui il classico esempio di talent ma: “un programma musicale con una band dal vivo. Ci sarà un rapporto con la musica dinamico e creativo, imprevedibile e mai confezionato. Il DNA dello show è rivoluzionario rispetto al passato perché tutto l’aspetto legato all’immagine viene cancellato”. Guai insomma a chiamarlo talent: “la mia mission sarà quella di riportare il rock in tv. Voglio dare spazio alle voci che escono da questo appiattimento musicale che viviamo”– sottolinea Pelù. Per Riccardo Cocciante, tipo più schivo e meno abituato alle telecamere la sfida è ardua in quanto sente molta responsabilità nella fase di scelta dei cantanti della sua squadra. Sottolinea di aver accettato per due ordini di motivazioni differenti: “ ogni artista dovrebbe sempre ricominciare, facendo qualcosa di diverso rispetto al passato. Ai vari talent che ci sono nel nostro Paese, non avrei mai potuto partecipare in quanto sono molto sicuro della mia voce, un po’ meno della mia fisicità. Questa sarebbe stata la prima gara nella quale mi sarei potuto mettere in gioco da giovane”.

Raffaella Carrà, monumento della televisione italiana, torna in video dopo quattro anni di assenza e si dice molto emozionata per questo rientro: “ho scelto per la prima volta un programma diverso da quelli che ho fatto in passato. Sono contenta di tornare non da sola, ma con questi quattro amici e con i vari concorrenti”. Racconta un aneddoto che l’ha portata ad accettare l’avventura: “ero in Spagna e ho visto la trasmissione. Mi sono molto emozionata e dopo una settimana circa mi è arrivata questa proposta che ho subito colto al volo. Credo molto nel destino”. La Carrà ammette una certa difficoltà nella scelta dei cantanti che comporranno la sua squadra ma è sicura di ammettere solo quelli che saranno in grado di suscitarle delle forti emozioni. Noemi, la più giovane tra i quattro, a sua volta proveniente da un talent, palesa una certa emozione e sottolinea quanto il rapporto umano con i suoi concorrenti sia importantissimo, anche per una certa vicinanza anagrafica. “C’è uno scambio costruttivo tra di noi e io imparo molto da loro. Ce le siamo suonate per accaparrarci i vari talenti, ma sempre con classe”.

Quanto agli obiettivi di ascolto, il neo direttore di rete Angelo Teodoli, non fa previsioni ma piuttosto dichiara che: “The Voice sarà la piattaforma sulla quale ricostruire Rai2, attraverso una costante sperimentazione e innovazione di linguaggio. È un prodotto nuovo e originale nel quale i talenti con la loro voce saranno i protagonisti assoluti”. La Carrà sente il peso di una grossa responsabilità, in quanto sul format si scommette tanto come azienda Rai, quanto come rete Rai2, che da un paio di anni è priva di una sua identità precisa: “spero riesca a riportare la rete ad alti livelli di ascolto”– dichiara la bionda conduttrice. Premio in palio: un contratto discografico con la Universal. I quattro giudici sono concordi nel sottolineare che non si cercherà di costruire un personaggio, ma la vera novità starà nel cercare di rispettare una voce. Appuntamento a giovedì alle 21 su Rai2 per la prima appassionante puntate di The Voice of Italy.  

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

One Comment

  1. Rossella

    marzo 6, 2013 at 15:33

    Dicono che non sarà un talent e magari se guardano dalla finestra scorgeranno anche un raggio di sole! A me sembra un talent; ci sono tutti gli ingredienti del caso! La televisione è come una nube d’incenso: estasiante!
    Come se la Carrà non potesse mettere la faccia in un prodotto inflazionato come questo! Cosa c’è di male? E’ un talent: mi sembra ovvio! Infatti al di là di ogni pronostico parte svantaggiato e non perché la controprogrammazione sia il problema dei problemi. Solo Amici, ahinoi, riesce ancora in questo miracolo televisivo- infatti molti pensano che si tratti di un genere fortunato: ma quando mai? Almeno non in Italia!- ritengo che Amici nella sua incoerenza sia coerente con la televisione di Maria De Filippi e quindi il successo è dietro l’angolo! Può non piacere – e infatti non mi piace -ma è un’altra storia! Diremo di questo programma che è un programma formato famiglia. La televisione è questo, gli spettatori da casa non hanno alcuna pretesa di veder nascere un talento. Basta lo spettacolo. Ad avercelo!
    Altri talent possono entrare in quella televisione definita di nicchia perché questo genere annoia, soprattutto quando si prende sul serio impropriamente. Chi vince un game forte di un televoto dovrebbe tener presente che si tratta di voti di simpatia per il personaggio. Un artista vorrebbe vincere un talent? Ditemi voi se un artista aspira essere simpatico? Mi sembra che la stessa Carrà ad un certo punto abbia sentito stretto un programma come Carramba che pure aveva un successo strepitoso. E poi io me ne guarderei bene dallo sdoganare con orgoglio la simpatia: è un pessimo criterio di giudizio! Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa un sociologo. Penso che a The Voice avrebbero dovuto correggere il tiro. Chi artisticamente nasce in televisione è un personaggio a tutti gli effetti a prescindere dalla conduzione e dal cast. Questo non esclude la possibilità che lo spettacolo funzioni! Ma lo spettacolo è un’altra storia ancora!

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