Intervista a Simone Cristicchi: la mia famiglia, Laura Antonelli e Chiara Galiazzo

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text-align: justify”>Non un ricciolo fuori posto il buon Simone Cristicchi con quella sua camicia rossa e la sua aria da cantautorato di spessore. Niente jeans o tenuta casual (credo di non averlo mai visto con questa mise) ma solo l’ennesimo vestito: pantaloni e giacca blu.

Con lui apriamo l’album di famiglia, lo stesso che da il titolo (e anche la copertina) al suo album omonimo (la cover è proprio un disegno del figlio), quello che contiene i due successi sanremesi.

“Questo è un album che nasce proprio in famiglia, con calma, i giusti tempi, senza stress e tante prove e registrazioni casalinghe, a chilometri zero. Si tratta di un album di foto istantanee che raccontano le persone e i luoghi che più mi hanno segnato negli ultimi anni”.

E di persone ce n’è a decine, altro che solo familiari.

 C’è Laura Antonelli a cui è dedicata Laura. “L’ho scritta dopo aver visitato la villa in cui è stata arrestata (le accuse, poi completamente cadute, erano legate allo spaccio di droga, ndr.). Una donna lapidata dall’opinione pubblica che ormai era caduta in una sorta di declino e di isolamento forzato. Non ha voluto incontrarmi.

Poi c’è Frassica, presente nel brano Cigarettes che, può sembrare dedicato agli immigrati di oggi e invece è tutto per i connazionali protagonisti di alcuni fatti americani nel 1912.

C’è un pezzo anche per gli esodati istriani (Magazzino 18) che, insieme a un grido di protesta per la chiusura dei teatri, chiude il cerchio”.

Un album di spessore con tematiche abbastanza forti. “Ma nel mio disco non ci sono brutte parole” afferma mentre guarda una bambina e va fiero del disegno fatto dal figlio Tommaso.

Un cantautore impegnato che, alla mia domanda sulle dichiarazioni di Chiara Galiazzo (“Cristicchi è un uomo da sposare”) risponde solo con un sorriso. Uno di quelli gentili, che ti puoi aspettare solo da chi girà con la camicia abbottonata fin sopra in alto.

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.
Articolo aggiornato il

One Comment

  1. Istriano

    dicembre 11, 2013 at 11:34

    Cristicchi non mischi il nome di Laura Antonelli al suo fine iredentista! Laura non si e’ mai voluta avvicinare all’ ANGVD! Come neppure Sergio Endrigo. “Un’ altro paio di maniche” e Claudio, fratello di Laura che vive in Canada e viene premiato dall’ Unione italiana.

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