Jacopo Troiani in Esclusiva a Lanostratv.it: “È la musica il mio mondo”

By on marzo 18, 2013

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JACOPO TROIANI IN ESCLUSIVA A LANOSTRATV.IT : “È LA MUSICA IL MIO MONDO”.22 anni, romano doc, Jacopo Troiani è un astro nascente del panorama musicale italiano. Nato e cresciuto con la musica, ha trascorso la sua infanzia tra note e spartiti. Noto al grande pubblico per la sua vittoria al Festival di Castrocaro nel 2006, dalle Terme del Sole al Festival di Sanremo il passo è stato breve: a soli 17 anni ha incantato la platea dell’Ariston con la bellissima “Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene”, conquistando il terzo posto sul podio per la sezione Giovani. Al brano sanremese sono seguiti una serie di singoli quali “Che freddo fa”, “Voglio portarti al mare” e “La mia città”, successi musicali ai quali si sono aggiunte le esperienze televisive sul set di numerose fiction di grande successo tra cui Quelli dell’intervallo, Romanzo criminale, Caccia al Re e Un medico in famiglia, e un’esperienza nel campo cinematografico che lo ha visto tra i protagonisti del film Quell’estate, diretto da Gueldalina Zampagni. Pronto a tornare nelle sale con Multiplex, pellicola inedita che uscirà al cinema nelle prossime settimane, Jacopo si appresta a tagliare l’ennesimo traguardo musicale con la pubblicazione del suo nuovo singolo intitolato “La ragazza incantata”, che presenterà al “Caffè Letterario” di via Ostiense a Roma il 12 aprile alle 21.30 con un evento Live. Intervistato in Esclusiva per Lanostratv.it, Jacopo Troiani si è raccontato ai nostri microfoni ripercorrendo la sua carriera, parlandoci dei suoi sogni nel cassetto e svelandoci in anteprima il suo nuovo progetto (l’intervista, dopo il salto). 

“Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene”. Il video dell’esibizione di Jacopo al Festival di Sanremo. Segue l’intervista

Coltivi la passione per la musica fin dall’età di 6 anni. Com’è nata? Ti è stata trasmessa da qualcuno?

“Non ricordo esattamente quando e come è nata. Credo che nella testa di tutti i ragazzini  di 4 o 5 anni ci sia una sorta di attrazione per la musica, poi crescendo si cambia e ognuno segue la sua strada e le sue passioni. Io non ho trovato di meglio! In più, in casa c’era mio fratello maggiore, anche lui appassionato di musica, quindi è stato facile iniziare… e poi continuare”.

Nel 2006 a soli 15 anni hai vinto il Festival di Castrocaro dove hai partecipato con i brani “Perdere l’amore” e “Rose rosse” di Massimo Ranieri. Cos’hai provato a calcare il palco che dal 1957 ad oggi ha lanciato artisti come Iva Zanicchi, Fiorella Mannoia, Caterina Caselli, Luca Barbarossa, Eros Ramazzotti, Max Pezzali, Michelle Zarrillo, Nek e molti altri?

“Accidenti, sono passati quasi 7 anni! Non lo ricordavo quasi più!” (ride) “Ovviamente scherzo. Fu una coincidenza farmi partecipare al Festival di Castrocaro, come spesso accadono certe cose. Incontrai un musicista in un locale di Roma che sentendomi cantare mi propose di tentare e mi fece delle fotocopie dei moduli da spedire… il resto lo sai.  Cos’ho provato? Quando Giletti mi prese il braccio e disse: <<Vince la 49esima edizione del Festival di Castrocaro: Jacopo Troiani!>> per poco non sono caduto giù dal palco! A 15 anni,  puoi immaginare, mi sono ripreso solo dopo qualche ora o forse addirittura il giorno dopo, non ricordo”.

Incassata la vittoria a Castrocaro, la tappa decisamente più importante per la tua carriera, però, l’hai segnata nel 2008 con la partecipazione al Festival di Sanremo, dove hai conquistato il pubblico con la tua “Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene”, un brano bellissimo scritto da S.Cenci con il quale ti sei classificato terzo nella sezione Giovani. Ti aspettavi un risultato così importante?

“Come avrei potuto aspettarmelo? Ero il più giovane, il meno conosciuto, non avevo nessuna grande etichetta alle spalle, quindi pensavo di dover ringraziare il cielo solo per esserci arrivato. Poi man mano che si avvicinava la serata finale, sono sincero, pensavo di vincere! Avevo delle sensazioni e dei segnali concreti che mi spingevano a pensarlo e non ti nascondo che dopo il verdetto ci rimasi un po’ male… ciò nonostante fui felicissimo del risultato del palco e consapevole della grande occasione che Pippo Baudo, Mariolina Simone, Stefano Mainetti e gli altri componenti della commissione artistica del Festival mi avevano dato”.

Com’è stato salire sul podio della manifestazione canora italiana più importante in assoluto?

“Una felicità e un’emozione immensa! Indescrivibile”.

Quando sei arrivato a Sanremo eri poco più che un adolescente. Hai avuto timore ad affrontare una platea così ampia ed un pubblico di oltre 10 milioni di telespettatori? Come hai vissuto quei giorni? Raccontaci la tua esperienza all’Ariston, davanti e dietro le telecamere…”

“Fu una grandissima emozione, una serie di enormi insegnamenti. Ci furono però, com’è ovvio in questi casi, anche momenti di incertezza, di amarezze e insicurezze che prova chi si confronta con la gente. Nella settimana di Sanremo si vive 20 ore al giorno, mille impegni da onorare con tempi strettissimi, tra interviste in radio e in Tv, cercando di sfruttare al meglio tutte le occasioni di promuovere la tua musica.  Si corre, quasi sempre a piedi, da un capo  all’altro della città fino alle 2 di notte e oltre. Ma ti garantisco che lo rifarei ogni anno! Per un cantante di 17 anni, la settimana di Sanremo è un concentrato di vita, credo non paragonabile ad altre esperienze di lavoro”.

Ti abbiamo visto più volte sugli schermi di Raiuno anche in veste di attore: hai recitato infatti nella fiction “Caccia al Re – La Narcotici” con Gedeon Burkhard, Raffaella Rea, Sergio Friscia e tanti altri, dove hai interpretato il ruolo di uno spacciatore. Com’è stato esporti al grande pubblico in una veste nuova?

“Non ho mai pensato a vesti diverse per la musica o la recitazione. Credo sia fondamentale restare se stessi e vivere ogni esperienza con l’umiltà che deve avere chiunque si confronti ogni giorno con le persone, con qualunque lavoro o attività. L’umiltà di ascoltare e di imparare da chi ha più esperienza, vivere le emozioni di questo “lavoro” con passione e coinvolgimento, cercare in ogni occasione di imparare, di carpire trucchi del mestiere da colleghi più esperti e accettare anche qualche consiglio, e questo per me è fondamentale in ogni attività, in particolar modo nel mondo del cinema e della televisione. Essere guidati da registi esperti, come ad esempio Michele Soavi che ha direto “La Narcotici”, ti fa acquisire in breve tempo e in poche scene un bagaglio di esperienza notevole. Quelle “dritte” che non trovi sicuramente sui libri e che si imparano solo sul campo”.

Nel 2011 hai recitato anche in una delle serie Tv più amate dai telespettatori italiani, “Un medico in famiglia”, con Giulio Scarpati, Francesca Cavallin, Margot Sikabonyi e tutti i celebri attori che hanno preso parte alla settima stagione della fiction, dove hai interpretato il ruolo di Ivan, un ragazzo molto timido e introverso. Quanto questo personaggio è simile a te nella realtà? Cosa c’è di Jacopo in Ivan e viceversa?

“Non credo di avere molte similitudini con Ivan. Era un bel personaggio, interessante, con mille problemi esistenziali. Era una bella storia parallela a quella centrale della famiglia Martini. E’ stato divertente interpretare lo “sfigato” un po’ contro tutti”. 

Com’è stata l’esperienza sul set di “Un medico in famiglia”? Si respirava anche dietro le telecamere il clima familiare e gradevole che ha sempre contraddistinto questa fiction?

“Un medico in famiglia è stata una delle tante esperienze che ho avuto la fortuna di vivere e ne sono felice. Il clima era speciale, la Publispei è una grande società di produzione super organizzata, con personale veramente professionale, in più avevo degli amici che recitavano con me come Eleonora Cadeddu, Giulia Luzi, Lorenzo Federici, Marco Casini, per cui ti lascio immaginare…”.

Preferisci il set o il palcoscenico?

“Hanno entrambi il loro fascino. Se mi chiedi se preferisco la musica, però, non ho assolutamente dubbi: è quello il mio mondo!”.

Attore e cantautore. Hai un sogno nel cassetto? Un altro traguardo che vorresti raggiungere?

“Il mio cassetto è grande e contiene tutte le mie passioni, i miei sogni e le mie idee per il futuro. Ho un traguardo chiaro e definito al quale aspiro, voglio semplicemente fare quello che faccio: il cantautore. Ovviamente non rinuncio alla recitazione, l’altra mia passione. A proposito, voglio annunciare in anteprima ai lettori de “Lanostratv.it” che sabato ho terminato le riprese del film per il cinema dal titolo provvisorio “Multiplex – Riflessi nel buio” con la regia di Stefano Calvagna. Si tratta di un thriller nel quale interpreto un ruolo da co-protagonista. Uscirà nelle sale quanto prima“.

Altri progetti per il futuro?

“In questi anni ho scritto decine e decine di brani, alcuni li ho arrangiati insieme a dei musicisti validi e preparati, ora sto seguendo un nuovo progetto. Insieme a Gabriele Morcavallo (batteria e arrangiamenti), Mauro Scardino (tastiere e arrangiamenti), Dario Zema (percussioni), Claudio Gimmi (Basso) e  altri, stiamo producendo un album che spero sarà pronto fra pochi mesi. Il primo singolo “La ragazza incantata” è già pronto e in questi giorni abbiamo realizzato il video clip  diretto dal regista Francesco Sperandeo. A questo proposito voglio invitare Te e tutti i lettori de “Lanostratv.it” che avranno piacere di esserci,  il 12 aprile prossimo qui a Roma, al “Caffè Letterario” in via Ostiense. Abbiamo organizzato un evento Live dove insieme alla mia Band presenterò una parte dei nuovi brani, in particolare “La ragazza incantata” con proiezione del video. L’evento è ad ingresso libero, ci saranno tanti amici e musicisti e a fine serata è prevista una Jam Session per chi vorrà partecipare. Insomma una serata divertente da non perdere!”.

Grazie Jacopo per essere stato con noi oggi e per il tempo che ci hai dedicato. Ti va di lasciare un messaggio per i nostri lettori?

“Potrei dire semplicemente: ascoltate la mia musica! Ma è troppo banale… Voglio lanciare un appello a tutti i lettori dai 6 ai 90 anni: ascoltate la musica, ascoltate la musica italiana, ascoltate la musica italiana emergente! Ricordate che gli Artisti sono Artisti anche se non sono famosi, molti hanno la “A” maiuscola anche se suonano nei pub e nei club e meritano lo stesso rispetto di quelli affermati. Buona musica a tutti! Jacopo Troiani”. 

About Emanuele Fiocca

Nato a Soveria Mannelli (Catanzaro) il 7 Luglio 1987, è un calabrese doc. Attratto dalla televisione fin da bambino, ha maturato negli anni esperienze in diversi programmi della RAI come UnoMattina in Famiglia, Mezzogiorno in Famiglia, Alle Falde del Kilimangiaro, L'Arena e Domenica In. Caporedattore de LaNostraTv dal 2014 al 2017, è il Responsabile Editoriale e Supervisore del sito.

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