La Scimmia: interrogazioni a tappeto per gli studenti

By on marzo 23, 2013
Foto di John Peter Sloan, professore di inglese

text-align: justify”>Foto di John Peter Sloan, professore di ingleseLA SCIMMIA: I PROFESSORI INTERROGANO I RAGAZZI. Una puntata priva di emozioni quella di oggi del programma dedicato alla scuola all’ interno di Amici. I professori si sono limitati a interrogare i ragazzi e a dare i loro voti, nessuna sfida prevista questa settimana e di conseguenza anche la prossima. Non è stato mostrato nemmeno il registro di classe dei ragazzi, nonostante siano passate due settimane dall’ ultima puntata andata in onda. Il programma sembra non avere, ormai, un’ idea precisa di come proseguire il percorso verso la maturità. Insomma non è ancora chiaro come verrà scelto il vincitore, ma soprattutto se ci sarà. I ragazzi del programma, ormai, sono veramente pochi: a questo punto perché non raccontare le loro esperienze e le loro emozioni nel percorso verso la maturità?

La Scimmia: il programma potrebbe così sicuramente acquistare un senso logico ed essere anche più interessante. Il tempo a disposizione, infatti, è poco sia per fare sfide che per interrogare i ragazzi: i voti spesso sono ingiustificati creando un po’ di confusione nel pubblico che sta seguendo. L’ idea di portare la scuola in tv in questo modo non è sicuramente la migliore che si poteva auspicare. Speriamo che si lasci perdere un po’ l’ aspetto da reality e diventi più un’ occasione per parlare. Ma ora passiamo a scoprire cosa è successo nella puntata di oggi.

La Scimmia: le interrogazioni. Inizia il professore di inglese Sloan che chiede a Moira di descrivere Moreno: intelligente, troppo magro e troppo basso. Luca, invece, deve descrivere Maria De Filippi: alta, bella, splendida e non ci vede benissimo(il professore gli ha richiesto di dire una cosa negativa, ndr). Noemi deve descrivere il professore Camurri: non è molto alto, non è molto magro e ha dei bellissimi capelli(in realtà è pelato, ndr). Virginia deve descrivere Emanuele: magro, alto, pazzo, affascinante e un po’ troppo timido. Il professore dà 6 a tutti, mentre Luca si becca un 4. Si parla di un problema filosofico con il professore Camurri: c’è su un binario un treno che se va dritto uccide 5 persone se tira la leva e gira ne uccide una. Cosa farebbero i ragazzi? Intervengono Virginia che tirerebbe la levetta(6 come voto, ndr), 4 a Luca che non sapeva cosa fare, e 6 e mezzo a Vincenzo. La Scimmia torna la prossima settimana.

About Matteo Pagano

Nato a Casarano (Lecce) nel 1990, è il più giovane tra i Redattori. Frequenta nel Salento la Facoltà di Scienze della Comunicazione, si definisce socievole, ironico e simpatico. Non ha peli sulla lingua, non sopporta l'ipocrisia, ama scrivere ed ascoltare musica. La sua passione è esplosa al Liceo quando gestiva un giornalino di classe. Ha collaborato con giornali online di universitari e il suo rapporto con la tv è di amore-odio.

One Comment

  1. Rossella

    marzo 23, 2013 at 19:03

    Il quesito di filosofia implicava una diffidenza critica nei confronti della macchina e della modernità. A me sembrava questo il punto!
    Mi ha rimandato alla pagina conclusiva della Coscienza di Zeno; in questa prospettiva il treno potrebbe essere uno di quelli che lui definiva “ordigni fuori dal suo corpo”, riferendosi all’uomo che li aveva inventati. Certamente queste sei vite che il professore ha richiamato nel suo esperimento diventano un problema per “l’occhialuto uomo” di cui parlava Svevo; lo stare sul treno, d’un tratto, diventa scomodo e mette l’uomo davanti alla sua impotenza. Si accorge che diventando “sempre più furbo è più debole” !
    La risposta più convincente da fornire a un filosofo potrebbe essere quella di Montale ne “La Storia”: magari quell’uomo sul ponte “Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato./ Gli altri, nel sacco, si credono/ più liberi di lui”!
    Insinna la settimana scorsa ha raccontato una storia vera “ Il futuro in un barattolo” e la protagonista in una situazione simile ha privilegiato la salvaguardia dell’identità. Ha salvato molti bambini di un ghetto – rischiando la propria vita- e non ha pensato a loro come ad un numero. Li ha salvati ad uno ad uno e ha difeso la loro identità. Avere un’identità basta a salvare noi stessi dall’inettitudine!

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