Mediaset in rosso per 287 milioni: la prima volta senza utili nè dividendi dal 1996

By on marzo 27, 2013
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Mediaset chiude il 2012 in profondo rosso: è la prima volta che il gruppo non presenta bilanci in utile da quando è nata da Fininvest ed è stata quotata in Borsa, nel lontano 1996. La crisi si fa sentire anche nei colossi delle telecomunicazioni e per la prima volta nella sua storia di società quotata sul mercato Mediaset chiude con un passivo pesante e senza distribuire dividendi ai soci. Il colosso tv della famiglia Berlusconi soffre il calo drastico degli introiti pubblicitari, a causa dell contrazione del mercato sia in Italia sia in Spagna.

Anche Mediaset, gruppo della famiglia Berlusconi presieduto da Fedele Confalonieri e guidato dal vicepresidente PierSilvio Berlusconi e dall’ad Giuliano Adreani, accusa i segni della recessione italiana e della crisi internazionale: nel 2012 segna un rosso da 287 milioni di euro. A decretare una cifra così alta sono state le operazioni di maxi-svalutazione di diritti sportivi e artistici da 308 milioni, come spiega il gruppo in una nota:

In Italia ha lavorato per effettuare nel bilancio 2012 svalutazioni e accantonamenti al fine di adeguare al nuovo contesto i valori dei principali diritti sportivi e delle risorse artistiche e ha stanziato oneri di ristrutturazione non ricorrenti: l’impatto netto di questi interventi è stato pari complessivamente a 307,8 milioni di euro“.

Mediaset avrebbe chiuso ugualmente in rosso anche senza questi costi straordinari, ma avrebbe attutito il colpo limitandosi a 47 milioni. Ad affondare il colosso è soprattutto il calo della pubblicità del 14%, con la consessionaria aziendale Publitalia che ha riportato un -16% a 2,32 miliardi. Stesso problema per la controllata spagnola, TeleCinco, che comunque, nonostante la crisi del mercato pubblicitario, riesce ad incassare un utile di 50 milioni alleviando così il peso del bilancio italiano. La pay-tv invece continua a resistere anche in periodo di crisi: Mediaset Premium ha movimentato un giro d’affari di 518 milioni. Ma le previsioni per il nuovo anno non sono rosee: il calo della raccolta pubblicitaria si è già fatto sentire nel primo trimestre del 2013, con una flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per questo l’azienda non si è sbilanciata in previsioni per l’anno in corso:

I principali clienti e media buyers nei rispettivi Paesi trasferiscono sul mercato segnali di maggiore dinamicità e di stabilizzazione per la seconda parte dell’anno. In ogni caso, la scarsa visibilità e la situazione di incertezza e instabilità economica nei due Paesi non consentono al momento di formulare previsioni attendibili circa l’evoluzione dei ricavi pubblicitari su base annua

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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