Mediatrade, Silvio Berlusconi prosciolto nel processo sui diritti tv. Condannato per l’intercettazione Fassino-Consorte

By on marzo 7, 2013

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Silvio Berlusconi ha ottenuto il proscioglimento dall’accusa di frode fiscale nell’inchiesta Mediatrade su presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv. La terza sezione penale della Cassazione, giudicando inammissibile un ricorso della Procura di Roma, ha definitivamente archiviato il procedimento a carico di  Silvio Berlusconi, il figlio Pier Silvio ed alcuni altri imputati coinvolti nell’inchiesta. La sentenza della Cassazione conferma così il non luogo a procedere pronunciato il 27 giugno dello scorso anno, quando lo stesso pg della Cassazione, Gioacchino Izzo, ha chiesto che il ricorso della Procura fosse respinto o dichiarato inammissibile.

L’inchiesta Mediatrade di Roma nasceva da un filone dell’inchiesta milanese sulla compravendita dei diritti tv e cinematografici da parte di RTI e riguardava la presunta frode fiscale da 10 milioni di euro e all’accumulazione di fondi neri da parte della controllata del Gruppo Mediaset. L’accusa aveva chiesto il rinvio a giudizio per evasione fiscale e reati tributari compiuti negli anni 2003 e 2004 a carico di Silvio Berlusconi, del figlio e di altri imputati tra i dirigenti di Mediaset. Alla conclusione delle indagini il gup Balestrieri emise una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di tutti gli imputati “perché il fatto non sussiste“, dichiarando prescritti i fatti relativi al 2003, e prosciogliendo Berlusconi, il figlio e gli altri imputati per quelli riferiti al 2004. Sentenza confermata poi dalla Cassazione. Per Berlusconi però è arrivata un’altra condanna: stavolta non c’entrano i diritti televisivi.

Silvio Berlusconi è stato condannato ad un anno di reclusione a Milano per il reato di concorso in rivelazione di segreto ufficio, nell’ambito della vicenda sull’intercettazione Fassino-Consorte, la telefonata intercorsa tra l’allora segretario Ds e il dirigente Unipol all’epoca della scalata del colosso assicurativo al gruppo bancario Bnl (“Allora abbiamo una banca?“, chiedeva Fassino a Consorte). L’intercettazione in questione fu trafugata da Roberto Raffaelli, che la rubò dagli uffici della Research Control System, società fornitrice degli apparecchi per le intercettazioni alla Procura, e la consegnò ai fratelli Berlusconi. La telefonata, ancora coperta da segreto istruttorio e non ancora ascoltata neanche dai magistrati, fu pubblicata sul Giornale edito da Paolo Berlusconi. I giudici della Quarta Sezione penale del tribunale di Milano hanno condannato anche il fratello dell’ex premier, con una pena di due anni e tre mesi di reclusione. Il prossimo 18 marzo per Silvio Berlusconi arriva anche la sentenza sul processo Ruby.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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