Nicola Santini: “Lezioni di Bon Ton racconta il galateo 2.0. Clerici e Tedeschi maestri di stile. Lavorerei su Enzo Miccio ma dubito sui risultati” – Intervista Esclusiva

By on marzo 10, 2013
foto di nicola santini e metis di meo a lezioni di bon ton

text-align: justify”>foto di nicola santini e metis di meo a lezioni di bon tonNICOLA SANTINI TUTOR DI LEZIONI DI BON TON SU RAI5. Nicola Santini, tra i protagonisti del piccolo schermo, lo possiamo apprezzare tutti i lunedì e venerdì all’interno della trasmissione culinaria di Antonella Clerici: La prova del cuoco. Con il suo fare ironico e mai scontato, dispensa consigli e suggerimenti ai vari concorrenti in gioco. Ospite di varie puntate di Vero Cucina, è tra i protagonisti ogni domenica sera alle 20.40 su Rai5 di Lezioni di Bon Ton. La trasmissione condotta da Metis di Meo, è un viaggio attraverso il galateo moderno per raccontare le buone maniere 2.0. Il tutor espertissimo di galateo, si racconta in un’intervista esclusiva per i lettori di lanostratv.it

Come è nata questa tua passione per l’etichetta?

È una passione di famiglia, il dare attenzione alle buona maniere l’ho imparato in casa, da piccolo. Essendo figlio di genitori giovani, sono cresciuto con la mia bisnonna e ho potuto conoscere delle persone che sono nate nei primissimi del novecento; l’impronta sulle buone maniere era quella di più di un secolo fa. Trasformala in un mestiere mi è venuto in mente quando andando a vivere a New York ho notato con estremo disappunto che gli americani, anche la upper class americana, parlavano con troppa disinvoltura di soldi a tavola. Mi si è quindi accesa una lampadina che mi ha fatto capire che il galateo cambiava di nazione in nazione e quindi poteva rappresentare un discorso di valore aggiunto se applicato alle dinamiche aziendali. Mi è quindi venuto in mente di focalizzarmi sul trasformare l’etichetta in una leva di marketing. Mettendo insieme la mia passione per le buone maniere ho capito che a parità di curriculum, di esperienza, una persona più educata nella vita ha più possibilità di una meno educata.

Che esperienza è stata quella di Lezioni di bon ton? Come è nata questa tua collaborazione con la trasmissione?

È stata una buona esperienza perché non c’era ancora stato un programma nella televisione italiana che si focalizzasse in modo particolare sull’etichetta. Fino ad oggi, tutta la mia storia professionale in tv lo dimostra, il galateo era sempre preso come una pillola da offrire in un contenitore un po’ più ampio. Ho iniziato facendolo con Maurizio Costanzo, poi ad Uno Mattina Weekend, poi a Verissimo con una rubrica, poi alla Prova del cuoco, però erano sempre piccoli spazi. L’idea di dedicare un programma intero al galateo in versione moderna mi ha stimolato da subito. Quindi quando Paolo D’amico (produttore) ha cercato me e Tommaso De Mottoni per proporci questo nuovo format siamo stati subito attirati dall’idea e abbiamo dato il nostro contributo.

Credi che il popolo italiano abbia bisogno di lezioni di questo tipo? È un popolo, secondo te, che rispetta l’etichetta?

È evidente che in Italia si è molto perso il senso dell’educazione, addirittura il più delle volte il senso civico. Per etichetta spesso si intendo comportamenti quasi da manuale, ma io non condivido questa definizione, perché il bon ton come lo intendo io è il bon ton 2.0, è un vivere in modo più garbato la quotidianità, non è le 16 posate per lato. Ma è comunque molto distante dalla realtà dei fatti. La gente in Italia si meraviglia se ti alzi in piedi in metropolitana e fai sedere una persona anziana o una donna incinta. L’altro giorno mi sono beccato un calcio in uno stinco in metro, perché nell’atto di cedere il posto ad una signora anziana, appena entrata, ho fatto il gesto con la mano per indicarle che si poteva sedere e lei mi ha rifilato un calcio pensando che la volessi borseggiare. Evidentemente in Italia è più facile essere borseggiati che cedere il posto.

Si dovrebbe quindi partire da un galateo interiore piuttosto che uno di facciata?

Il galateo non è mai di facciata, anche per come è nato nel 1500, era comunque un modo di impacchettare i comportamenti del quotidiano. Il galateo è mirato a rendere le cose più semplici. Secondo me le buone maniere sono un po’ come il profumo. Quando si nota una persona che è molto manierata è esattamente come quando si sente il profumo di una persona, vuol dire che ha esagerato in qualcosa. Le regole del bon ton servono soprattutto nella vita quotidiana. Le buone maniere sono un lusso a costo zero. Per esempio: quando incontri una persona in ufficio e ti sorride oppure ti rivolge la parola per prima; hai le mani piene di pacchi e stai andando in ascensore e c’è qualcuno che ti cede il passo, sono tutti accorgimenti che non hanno alcun tipo di prezzo ma rendono la vita più piacevole, più bella. Di fronte ad una persona educata non si può che agire in maniera educata.

Un personaggio che secondo te segue le regole del bon ton ed uno sul quale ti piacerebbe poter lavorare.

Silvia Toffanin, Antonella Clerici, Barbara D’urso, Corrado Tedeschi. Quest’ultimo è un gran signore ma non perché conosce tutte le regole ma perché è una persona che incarna esattamente come Antonella il senso moderno del galateo, che è mettere chiunque a proprio agio in qualsiasi circostanza. Per un padrone di casa, quando la casa è un salotto televisivo, la buona educazione, la capacità di mettere a proprio agio l’interlocutore non è un optional. Perché tante volte l’ospite che viene per un breve passaggio, non ha tempo di abituarsi alla scena. Un buon padrone di casa ti fa sentire immediatamente a proprio agio, onde evitare che l’emozione e il panico prendano il sopravvento. Se devo pensare a qualcuno su cui lavorare sarebbe Enzo Miccio. Lo trovo un esagerazione un po’ in tutto. Lo trovo un mix di troppa forma a discapito di una sostanza che secondo me c’è ma che fa fatica ad emergere sepolta sotto troppo colore, troppa sartorialità, troppa maniera, troppo macchietta.

Avresti dei risultati su di lui?

Ci rinuncio in partenza. Secondo me lo stile è una scelta: per alcuni è una scelta inesorabile, è una cosa che ti ritrovi addosso tuo malgrado, per altri è un modo. Credo che lui sia il risultato di un lavoro che ha fatto su sé stesso e che gli ha portato benefici. Da essere una persona che semplicemente si occupava di Wedding Planner, si è trovato ad essere una vera e propria icona nel suo settore, ad avere programmi dedicati. Anche se non è mai finito su una televisione nazionale, si è però creato una sua nicchia su una rete estremamente tematica come Real Time, che è una rete leader per determinati argomenti. Ma secondo me non c’è cosa peggiore di un consiglio non richiesto, lo trovo maleducato, quindi niente consigli specifici per lui da parte mia.

Ci sarà una seconda edizione?

Gli auspici sono buoni. Noi abbiamo voluto dare con questa prima serie un assaggio di quello che la vita quotidiana offre come spunto per capire che c’è sempre un modo per fare le cose meglio rispetto a come le facciamo normalmente, oppure per dare una conferma che ciò che stiamo facendo lo facciamo nel modo giusto. Le situazioni di vita sono talmente tante che le dieci puntate di questa prima edizione sono davvero poche ma sappiamo bene che la tv si fa da due lati: dal fronte di chi la fa e dal fronte di chi la guarda. Se gli ascolti saranno buoni e la collazione del programma verrà ritenuta giusta si proseguirà sennò come tutte le cose, è stato bello finche è durato.   

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

One Comment

  1. Gigi Gx

    marzo 10, 2013 at 20:11

    Barbara d’Urso segue le regole del Bon Ton? Santini, MA MI FACCIA IL PIACERE! [cit.]

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