Non è Ballarò: il talk di Floris icona di incomunicabilità tra Bersani e i 5 Stelle

By on marzo 27, 2013
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Ballarò è diventato il simbolo dell’incomunicabilità tra la vecchia e la nuova politica. Il talk show che più di tutti ha animato discussioni sull’utilità del dibattito politico in tv nella forma del tutti contro tutti, lo stesso che più volte si è beccato la definizione di “pollaio” e che ha fornito materiale da Blob in grande quantità negli ultimi anni è ormai assurto a icona dell’incapacità di dialogare, o meglio della mancanza di volontà nel comunicare tra il nuovo che avanza e la vecchia casta. Perchè l’idiosincrasia del Movimento 5 Stelle per la tv è tale che una delle prime battute della caporuppo alla Camera Roberta Lombardi al premier incaricato Bersani durante le consultazioni ha ripescato dal repertorio dell’antipolitica proprio il talk show più contestato dai grillini:

Sono vent’anni che sentiamo queste parole. Mentre parlava mi sembrava di sentire una puntata di Ballaro’ò. Sono venti anni che voto e che sento parlare delle stesse cose che non vengono mai realizzate’

Con queste parole la Lombardi ha stroncato ogni tentativo di mediazione da parte del leader del Pd, che però ha prontamente replicato:

Purtroppo non siamo a Ballarò, il governo è una roba seria“.

 

Ballarò nelle ultime settimane ha segnato record d’ascolto impensabili fino a qualche mese fa: l’ultima puntata, dedicata proprio alle consultazioni per la formazione del nuovo governo, ha registrato 4,72 milioni di telespettatori e il 17,7% di share. Un contesto che per Grillo e il Movimento 5 Stelle è sempre stato off limits, perchè sinonimo di Casta: Federica Salsi, consigliera comunale bolognese, è stata espulsa dal Movimento proprio per la sua partecipazione al programma di Floris, che le è valsa un durissimo atto d’accusa da parte del leader. Una specie di fatwa sui salotti tv: chi vi partecipa è fuori dal Movimento perchè non ne rispetta le regole. Ed è lo stesso Ballarò a diventare sinonimo della distanza siderale tra i due mondi, quello del Pd e quello dei cittadini 5 Stelle, che si sono incontrati nel contesto istituzionale delle consultazioni per la ricerca di una maggioranza di governo. Incontro trasmesso in streaming, su richiesta dei grillini (accettata da Bersani), che ha scatenato i commenti in rete generando hastag in trending topic per l’intera giornata. #NonèBallarò ha impazzato su Twitter con i commenti più diversi, dall’appoggio al no ad oltranza dei 5 Stelle alle critiche per la loro supponenza e scarsa umiltà. Tanti i volti noti che hanno twittato in proposito.

Il giornalista Andrea Vianello, chiamato in causa in quanto direttore di Rai3, ha commentato così:

È evidente che il M5S ha proprio l’ossessione dei talk show se cita Ballarò alla prima frase del primo incontro con Bersani #consultazioni

Ironico il direttore del TgLa7 Enrico Mentana ironizza:

Per la verità, dopo aver seguito l’incontro Bersani-5stelle, l’unico che avrebbe avuto interesse a dire ‘Qui non siamo a Ballarò’ è Floris“.

Il conduttore di In Onda Luca Telese cita invece un’altra frase della capogruppo Roberta Lombardi:

Qualcuno fermi la #Lombardi. A #Bersani dice, con modestia: ‘Noi non incontriamo le parti sociali…noi siamo le parti sociali’…

Diego Bianchi, alias “Zoro”, ne approfitta per citare il suo, di programma tv:

“Non è Ballarò, ma non è neanche Gazebo, sia chiaro”

Più diretto Filippo Facci, che durante la diretta streaming interpreta le sensazioni del leader Pd di fronte ai grillini:

Adesso Bersani si alza, gli da un pestone sul cranio e parte un applauso di quaranta minuti

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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