Beppe Grillo sulla riforma della Rai. Il sondaggio sul suo blog: “Vendiamo due canali”

By on aprile 5, 2013

text-align: center”>Beppe Grillo lancia il sondaggio sul suo blog: "Vendiamo due canali Rai"

Nuovo attacco di Beppe Grillo ai media tradizionali e alla tv. Stavolta il leader 5 Stelle mette in campo una delle proposte del programma del Movimento: la riforma delle televisione di Stato. Il problema per Grillo è un’informazione ingabbiata dalle appartenenze partitiche e dagli interessi degli editori e la ricetta per il comico è quella di rivoluzionare il panorama attuale a partire dalla Rai. La proposta arriva quando ormai la polemica tra grillini e giornalisti è all’ordine del giorno e il leader difende il suo partito da quella che ritiene una “macchina del fango” asservita ai poteri costituiti ed orchestrata ad arte per screditare il suo progetto politico, come spiega sul suo blog:

E’ un’informazione di regime, totalitaria, simile alle purghe staliniane degli anni ’30. Un’informazione omologata in un grande inciucio per mantenere privilegi, caste, parassiti sociali trasversali. Questa peste che tocca e ammorba chi non ha altre fonti di informazione è pagata dalle stesse vittime attraverso i contributi (diretti e indiretti) ai giornali e dal canone e dalle tasse per la RAI per un servizio pubblico indecente. La RAI è il megafono dei partiti, se la paghino loro“.

La Rai, appunto, croce e delizia per i partiti tradizionali, che hanno fatto della lottizzazione della tv pubblica uno sport nazionale. Nell’eterno dibattito sulla riforma della televisione di Stato Beppe Grillo gioca la sua carta proponendo di vendere due canali e tenerne soltanto uno, perchè non è ammissibile, secondo il comico che nel 2012 l’azienda abbia perso 250 milioni di euro lo scorso anno nonostante le entrate di canone e pubblicità. Così come non è ammissibile che la Rai continui ad essere un parcheggio per 13.000 dipendenti pagati con i soldi publbici, di cui meno di 50 sono giovani under 30, solo 0,37%: “Chi sono i responsabili di questo sfascio?” si chiede Grillo dal suo blog, prima di proporre la soluzione del programma 5 Stelle e lanciare un sondaggio per chiedere ai lettori se sono d’accordo…

Prima regola per Grillo e il Movimento è fuori i partiti dalla Rai: nessuna commissione parlamentare di Vigilanza, nessuna spartizione delle nomine di vertice nè di quelle manageriali, nessuna ingerenza di tipo editoriale o politico. Il modello da seguire è quello della BBC, caso classico di televisione pubblica, retta da professionisti indipendenti dalla politica, che con la sua solida tradizione di qualità e autonomia professionale è considerata un esempio per gli enti televisivi di tutto il mondo. Piccolo dettaglio, anche la BBC ha un numero di canali molto alto come la Rai, che invece Grillo vorrebbe smembrare e mettere in vendita, conservando una sola rete di servizio pubblico senza pubblicità:

La RAI va rifondata e trasformata in un servizio pubblico sul modello della BBC senza alcun collegamento con i partiti, senza pubblicità, con produzione di contenuti di qualità sviluppati in prevalenza all’interno e non come ora affidati spesso a società esterne, sommando costi a costi. Il M5S proporrà in Parlamento, come da programma, l’istituzione di un solo canale RAI, senza vincoli verso i partiti, senza pubblicità e la vendita dei rimanenti due canali. Un’informazione libera è fondamentale per il futuro del Paese e per uscire da Matrix

Praticamente immpossibile che la proposta trovi terreno fertile nelle altre forze parlamentari, ma la presentazione di un disegno di legge potrebbe servire a riaprire un dibattito serio sul superamento della Legge Gasparri, che ha reintrodotto la lottizzazione in tutta la sua forza. Anche se l’emergenza nazionale non sembra essere la Rai.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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