Carosello torna su Rai 1: Versione Reloaded in via sperimentale dal 6 maggio al 28 luglio

By on aprile 16, 2013

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CAROSELLO RELOADED DAL 6 MAGGIO AL 28 LUGLIO SU RAI 1 – Torna per i nostalgici della vecchia televisione, e per la giovane generazione delle App, la versione rivisitata e modernizzata dello storico Carosello, contenitore di spot d’autore scomparso dalla rete di Stato dal lontano 1977. Dal 6 maggio al 28 luglio 2013, alle 21.10 e in via sperimentale, parte la versione Reloaded dello storico programma, che cercherà di rendersi contemporaneo pur mantenendo uno stile simile alla versione originale. Tre minuti e mezzo di filmati pubblicitari al giorno, divisi in tre spot da 1 minuto ed uno da 30 secondi o in tre spot da 70 secondi ciascuno, collocato in uno slot orario di passaggio da sempre ambito dagli investitori pubblicitari, soprattutto per quanto riguarda la rete ammiraglia Rai, leader d’ascolti in prime time nel 2012.

CAROSELLO RELOADED TRA SPOT D’AUTORE ED APP PER SMARTPHONE – 210 secondi “on air con una impaginazione grafica editoriale unica, composta da 3 mini-storie, sketch ed extended spot realizzati ad hoc” per l’access prima time di Rai 1, comunica Fabrizio Piscopo, direttore generale Spira. Spot di alto livello autoriale, almeno nelle aspettative, lontani da sentimenti nostalgici ma vicini a quello stile capace di mescolare abilmente marketing ed intrattenimento tipico del vecchio Carosello, con l’obbiettivo di rilanciare la pubblicità come forma d’arte coinvolgendo ed intrattenendo lo spettatore. Non solo Tv dietro al (forse) azzardato rilancio di Carosello, ma un progetto Cross-Mediale capace di far interagire aziende e consumatori attraverso un’App per smartphone e tablet appositamente creata, tra informazione e condivisone creando un sistema interattivo di pubblicità virale.   

PUBBLICITÀ VIRALE ACCOSTATA A QUELLA TRADIZIONALE – Un progetto Cross-Mediale, dunque, “declinato su diverse piattaforme, dal web al cinema, dal mondo social alla radio”, continua Piscopo, attraverso il quale il consumatore potrà ricevere informazioni sui prodotti pubblicizzati, condividere opinioni sui social network, consigliare i prodotti agli amici e dare modo alla pubblicità televisiva di diventare virale, gonfiando in maniera potenzialmente esponenziale la portata della promozione del prodotto in questione. Un modo di reclamizzare un marchio apparentemente appetibile, sia per le aziende ma anche per la rete di Stato, che rischia di chiudere l’anno in corso con un -5% sulla raccolta pubblicitaria rispetto al 2012, ma bisognerà vedere quanto i buoni propositi verranno rispettati in fase di realizzazione.

PROGETTO AMBIZIOSO DA GIOCARSI STRATEGICAMENTE – Un modo alternativo per far cassa di cui anche la Rai, aldilà della vocazione al servizio pubblico, ha estremamente bisogno, considerato sia il periodo di grave crisi economica ma anche, e soprattutto, la forte crisi di idee veramente innovative, ben più grave per una televisione che vuole essere competitiva, capaci di attirare e fidelizzare pubblico ed investitori pubblicitari. L’idea pare interessante, ma se lasciata a se stessa rischia di fallire miseramente così come accadde nel 1997, quando si cercò di riesumare ancora una volta Carosello senza ottenere però ombra di successo. Questa volta il progetto in se sembra interessante sotto più punti di vista, da quello artistico per gli investitori a quello economico per ambedue le parti, ma è l’aspetto multimediale che potrebbe davvero fare la differenza e decretare la vittoria o l’affossamento definitivo di tutto l’impianto costruito.

CONVINCERÀ I PIÙ GRANDI ED ATTIRERÀ LE “NUOVE LEVE”? – I principali fruitori delle App, dei social network e dei relativi strumenti di condivisione si collocano in una fascia d’età non proprio appartenente allo zoccolo duro di Rai 1, essendo loro un pubblico giovane lontano dagli over 60, fedeli affezionati della rete. I grandi rischi che il progetto si porta dietro sono essenzialmente due; il primo, quello più semplice da individuare e risolvere, riguarda il pubblico di “devoti” spettatori di Rai 1, generalmente in età avanzata, che ha vissuto da fruitore del primo Carosello e che magari andava a nanna appena questo finiva. In loro sarà immediato il confronto tra il prima e il dopo, si sentiranno rassicurati dalla sigla, riproposta come quella originale in una chiave rimodernata, ma i contenuti dovranno essere all’altezza delle loro aspettative, e dunque le trame dei racconti non dovranno essere scialbe, banali, ne tanto meno uno scimmiottamento del passato. Inoltre, se si esagera troppo nel proporre la parte multimediale questi potrebbero sentirsi spaesati e a disagio in quanto lontani dai nuovi orizzonti tecnologici, e se non si costruisce intorno un valido traino per Carosello gli stessi fruitori del multimediale potrebbero non sentire l’esigenza di utilizzarlo. Qui spunta il secondo problema essenziale, quello più ostico da superare, che potrebbe rischiare di frenare le potenzialità del progetto. Se infatti il pubblico più giovane non avrà motivi per sintonizzarsi su Rai 1 in quella fascia oraria, a causa dell’assenza di programmi più giovani e freschi, la parte pubblicitaria cross-mediale finirebbe praticamente inutilizzata, affondando di gran lunga tutta la succosa parte virale del contenitore, vero punto di forza se sfruttato come si deve.

Riuscirà Carosello Reloaded a fare nuovamente breccia nel cuore e nei televisiori degli italiani?

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

One Comment

  1. Rossella

    aprile 16, 2013 at 20:33

    Il Carosello e i musicarelli sono state vere fucine di talenti: altro che talent!
    In quei contesti neanche essere una coppia era un limite. Invece oggi queste nuove forme d’intrattenimento creano dei miti che si sciolgono come neve al sole. Non fu così per Albano e Romina o per Gianni Morandi e Laura Efrikian.
    Certo che in Rai il Carosello risolverebbe il rapporto spettacolo- pubblicità. Diventerebbe un genere autonomo e lo spettatore non avrebbe più l’impressione di assistere ad uno spettacolo che ha una finalità meramente promozionale. Non è nello stile dell’Azienda: ne faccio una questione d’identità! Ho sentito molti commenti negativi in proposito.

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