Centovetrine, oggi riapre il set: intervista esclusiva al produttore Daniele Carnacina, pronto anche per “Un’insolita vendemmia”

By on aprile 3, 2013

text-align: justify”>daniele carnacinaIl 10 Agosto 2012 il set di Centovetrine è stato chiuso senza nulla di certo: la decisione di continuare o meno a produrre la soap spettava alla rete, ma più volte è slittata continuando a lasciare i diretti interessati senza una risposta definitiva. Il pericolo chiusura era stato corso anche durante i primi mesi del 2012 per poi rientrare ai ripari grazie agli eccellenti risultati registrati dalle puntate in onda in prima serata, ma ad Agosto ecco ancora il rischio di vedere Centovetrine chiusa, e questa volta in modo certo. Ma la soap di Canale 5 sembra avercela fatta e nonostante il nuovo tentativo di proporsi in prima serata non abbia dato gli stessi risultati di quello precedente (per essere fermato appena alla terza puntata), Mediaset ha acconsentito alla produzione della quattordicesima serie, tanto che proprio oggi il set sarà riaperto a San Giusto Canavese. E chissà se si salverà anche la soap del film “Un’insolita vendemmia” nelle sale dall’11 Aprile. L’idea del film è infatti quella di riproporre la stessa disavventura vissuta dagli attori di Centovetrine e proprio ad alcuni di loro è stato affidato il compito di interpretare gli attori di una soap di successo che rischia la chiusura.

Così qualche giorno fa abbiamo raggiunto telefonicamente il produttore creativo di Centovetrine Daniele Carnacina (al timone anche del progetto cinematografico) che ci ha raccontato – tra le altre cose – i punti di forza che hanno permesso a Centovetrine di non soccombere alla chiusura, ma anche di questa nuova avventura e del motivo per cui ha scelto di affidare il tutto nelle mani di alcune sue conoscenze, seppure stravolgendo molti ruoli. I più stravaganti? Quelli interpretati da Roberto Alpi e Alex Belli, che per l’occasione ha abbandonato il suo “ciuffo”.

Allora Daniele, perché l’idea di fare un film raccogliendo del cast attori di soap?

Perché il film narra la storia di un gruppo di attori di una soap, quindi chi meglio di loro avrebbe potuto farlo? In fondo la vicenda richiama molto la storia di Centovetrine: gli attori non sapevano se avrebbero potuto continuare a lavorare o meno, e quindi sanno benissimo cosa si prova in un momento simile. Comunque l’ambientazione si sposta quasi subito su un’isola, e a quel punto la storia di attori diventa la storia di persone.

Quindi c’è un distacco netto dalla soap?

In parte, perché i protagonisti è vero che smetteranno di fare gli attori, ma è chiaro che quello è il loro lavoro, quindi porteranno la psicologia dell’attore anche sull’isola, ed è una psicologia che io conosco bene e che ho disegnato su di loro. Ecco perché è molto credibile che siano proprio loro e non un altro gruppo di attori a dare vita a ciò che ho scritto.

Non credi che la decisione di avere un cast costituito in gran parte da attori di soap possa portare il film ad avere un pubblico omologato e selezionato in partenza senza troppe possibilità di essere esteso?

Il rischio teorico c’è ma ricordiamo che questo è un film cinematografico e spero che il pubblico che vede i trailer si renda conto che è una storia di persone senza badare al fatto che siano attori di soap a interpretarla. Si tratta di personaggi con le loro problematiche, crisi e divertimenti: c’è un cinismo di fondo, che rende più leggero il tutto e che provoca la risata anche in situazioni drammatiche. Il  messaggio che vorrei far arrivare è proprio che questo film ha dei valori a prescindere da chi lo interpreta o dalla storia relativa alla soap. Il rischio l’avevo comunque messo in preventivo: è un po’ una scommessa che spero di vincere.

La soap del film ha qualcosa a che fare con “Centovetrine”?

Assolutamente no, si chiama “Missione amore” ed è ambientata in una base militare italiana, quindi figurati! Ma c’è un lato caratteristico e originale perché i protagonisti di “Un’insolita vendemmia” sono attori di una soap, ma fuori da questa fanno un personaggio che in qualche modo richiama il loro personaggio in Centovetrine.

Qual è invece il ruolo più sorprendente?

Sicuramente quello di Roberto Alpi. Basta vedere la locandina in cui c’è lui nudo di spalle che subito si intuisce che c’è qualcosa di insolito e che questa “insolita vendemmia” ha molto a che fare con il suo personaggio. Oltre a lui anche Alex Belli ha un ruolo molto particolare: è vittima di un’amnesia provocata da un’embolia, e a causa di questa sovrappone i ricordi della vita reale con quelli del ruolo che interpreta in “Missine amore”: è quindi convinto di essere un militare esattamente come il suo personaggio nella soap, mentre gli altri cercano di farglielo credere perché lo devono portar fuori da questo problema un po’ alla volta. E quindi ecco che si creano situazioni divertenti e originali.

Il set di “Centovetrine” è pronto per essere riaperto: quali sono i punti di forza della soap che le hanno permesso di evitare la chiusura?

Innanzitutto noi non abbiamo mai attraversato una crisi di ascolti, registrando una media di 3,7-3,8 milioni di telespettatori consolidati ogni giorno, e in un momento di contrazione della tv generalista il 21% di share medio che facciamo è un ottimo risultato. C’era piuttosto un bilancio economico che richiedeva particolare attenzione. La risposta è quindi grazie ai nostri telespettatori che ci guardano tutti i giorni, poi perché ci guardano dovresti chiederlo a loro: si tratta di un pubblico estremamente fidelizzato. Penso comunque che noi ci siamo sempre saputi rinnovare a livello di storie, oltre al fatto di avere sempre avuto attori amati: il connubio tra storia e cast è fondamentale per far andare avanti una soap. E’ chiaro che poi c’è sempre chi recita meglio e chi recita meno bene. Ah, ovviamente io sono l’oste e ti dico che il vino è buono! (ride, ndr)

Sì, ma è anche vero che i dati parlano

Esatto. Credo poi che bisogna far la soap amando la soap e sbagliano coloro che la fanno in modo forzato. In Italia spesso si identifica la soap con la telenovela e si pone un’accezione negativa nel termine che è ingiustificata: quelli che la criticano a prescindere è perché probabilmente non l’hanno mai vista. Quindi l’accezione negativa e il pregiudizio creano un problema non indifferente che è enfatizzato anche da una poca conoscenza del linguaggio perché nel nostro Paese si identifica la soap col fatto che va in onda il pomeriggio quando altrove è trasmessa anche la sera. “Incantesimo”, ad esempio, era bello o brutto sia quando andava in prima serata che di giorno, non è che cambiando collocazione cambiava il giudizio, no?

Inoltre sono molti a reputare la soap una vera e propria scuola quotidiana

E’ sicuramente una grandissima scuola che aiuta attori, registi e scrittori a migliorare, e sfiderei molti a farla: è un continuo andare in presa diretta e l’attore può ritrovare il gusto di recitare tutta la scena di seguito. Non ti nego che a volte alcuni attori non siano bravi, ma così come non ci sono attori bravi anche nei film o nelle fiction, non trovo tutta questa differenza: non è che la soap ha uno steccato dove finiscono i peggiori. Dipende quindi da come fai le cose: esiste una soap buona e una soap brutta, un film bello e un film brutto, attori bravi e attori cani…ma mica ce li prendiamo tutti noi!

In occasione delle nuove registrazioni ci sarà una riduzione dei costi che si andrà ad aggiungere a quella già subita lo scorso anno: quanto graverà il budget ridotto sul vostro lavoro?

E’ vero, l’abbiamo ridotto ancora un po’, ma questo non graverà assolutamente sulla messa in onda. Abbiamo anzi ottimizzato il tutto e non c’è più neppure lo spreco di una matita, inoltre a breve miglioreremo anche l’immagine andando in HD per la prima volta.

Molti fan si sono lamentati del fatto che la rete non abbia dato la giusta promozione a “Centovetrine” per la prima serata e che spesso abbia anzi sostenuto programmi rivali. Cosa ne pensi?

Partiamo dal presupposto che la scelta di mandarci in prima serata per spostare una parte dei costi del daytime sul prime time è comprensibile, ma personalmente ritengo che anche promuovendo Centovetrine in prima serata sia molto difficile conquistare pubblico nuovo. Anzi, è più probabile che neanche il nostro pubblico del daytime ci veda in prima serata perché magari si trova a dover scegliere tra noi e un programma che sta seguendo da settimane. Pensiamo quindi a quanto possa essere difficile conquistare un nuovo telespettatore: come fai a portarlo a vedere la tremillesima puntata di una serie? E’ praticamente impossibile. Quindi il fallimento della prima serata secondo me non è da imputare molto al fatto di promuovere o meno. Ovvio che se martelli di più puoi aumentare di 100 mila spettatori, ma non è certo quello che fa la differenza. Io credo che si potrebbero provare nuovi esperimenti in caso.

Ad esempio?

Ad esempio estrapolare i personaggi di Centovetrine raccontando una storia fine a se stessa e pensata esclusivamente per la prima serata e i suoi 100 minuti medi. Dal momento che si tratterebbe di un racconto autoconclusivo avrebbe la possibilità di prendere pubblico nuovo e non far perdere il filo a chi invece ci segue in daytime. Non si tratta di un’idea così bizzarra se pensiamo che per alcune serie, come ad esempio “E.R.”, è stata già sperimentata.

Ringraziandolo per la disponibilità, non ci resta quindi che fare un grande in bocca al lupo a Daniele Carnacina e a tutto il suo gruppo, sia per la nuova avventura cinematografica che per il ritorno sul set di Centovetrine. Qui di seguito il trailer di “Un’insolita vendemmia”.

About Vanessa Colella

Nata a Roma nel 1989, ha conseguito la laurea triennale in Scienze Statistiche presso la “Sapienza”, e sta proseguendo i suoi studi con la laurea specialistica in “Statistica, assicurazioni e finanza”. Si è inoltre diplomata presso l’accademia di Roma “La maschera in soffitta”, prendendo successivamente parte ad alcuni spettacoli teatrali. Ama leggere i gialli e soprattutto d’estate…altrimenti lo studio passa totalmente in secondo piano.

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