Che tempo che fa: ospiti di domenica 28 aprile Stefano Rodotà, Fabiola Gianotti e Roberto Bolle

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text-align: center”>Che tempo che fa: ospite di domenica 28 aprile Stefano Rodotà

Che tempo che fa di domenica 28 aprile si preannuncia una puntata ricchissima dal punto di vista delle conversazioni one-to-one di Fabio Fazio. Ospiti del programma di Rai3, in onda a partire dalle 20.10 sono il giurista Stefano Rodotà, la fisica Fabiola Gianotti e l’étoile Roberto Bolle. Introduce gli ospiti Filippa Lagerback.

A Che tempo che fa Stefano Rodotà concede la prima intervista televisiva dopo la sua candidatura alla Presidenza della Repubblica da parte del Movimento 5 Stelle (che lo ha indicato, dopo Gabanelli e Rodotà, con le Quirinarie online) e il dibattito che si è scatenato nel Paese con la rielezione di Napolitano. Giurista e professore emerito di diritto civile presso l’università degli Studi La Sapienza di Roma, Rodotà è un padre nobile della sinistra italiana: deputato dal 1979 al 1994, eletto prima nelle liste del PCI, come indipendente di sinistra e poi in quelle del PDS, dopo la svolta della Bolognina è stato presidente del PDS dal 1989 al 1992, quando viene nominato vicepresidente della Camera dei Deputati. Rodotà è tra gli autori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e, dalla sua costituzione, nel 1997, fino al 2005 è stato presidente dell’Autorità garante sulla privacy. Come candidato alla Presidenza della Repubblica proposto dal Movimento 5 Stelle, ha raccolto 217 preferenze tra M5S e Sel contro le 738 che hanno riconfermato Giorgio Napolitano al Colle. La  sua candidatura ha scatenato un dibattito che ha diviso il Pd e scosso la base del partito, che in gran parte avrebbe preferito vederlo al Quirinale ed aprire così una fase di dialogo tra i Democratici e i 5 Stelle.

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Che tempo che fa di domenica 28 aprile, insieme a Rodotà, ospita Fabiola Gianotti, la fisica italiana che dirige l’esperimento Atlas presso l’LHC del CERN di Ginevra, dove il 4 luglio 2012 è stato annunciata la scoperta di una particella compatibile con quella del bosone di Higgs. Per questo motivo la rivista Time l’ha classificata al quinto posto tra i finalisti al titolo di Persona dell’anno, assegnato a Barack Obama. Lo scorso dicembre il team diretto da Fabiola Giannotti ha ricevuto il Fundamental Physics Prize, mentre la scienziata è stata recentemenre insignita del Premio Nonino 2013 per “l’eccellenza di una ricerca che ha un potenziale immenso ma purtroppo è spesso umiliata nel nostro paese“. Ultimo ospite di Che tempo che fa nella puntata di domenica 28 aprile è Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala dal 2003 e primo ballerino italiano ad essere stato nominato nel 2009 Principal Dancer dall’American Ballet Theatre di New York. Dal 30 aprile torna alla Scala al fianco dell’étoile russa Svetlana Zakharova in Giselle, uno dei balletti più amati del repertorio classico. Chiude la puntata l’appuntamento cult con Luciana Littizzetto che commenta a modo suo i fatti della settimana: nell’ultima puntata aveva scritto una letterina a “Re Giorgio” (Napolitano) tutta da ridere.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.
Articolo aggiornato il

One Comment

  1. rossella

    aprile 28, 2013 at 11:16

    Le scenografie di Fazio sono sempre sul pezzo. E’ tutto talmente stilisticamente impeccabile da farlo apparire un complemento d’arredo. E’ inserito nella scenografia come un elettrodomestico da incasso. La scenografia e’ importante. Sarebbe bello intervistare uno scenografo. Lo spettacolo e’ un qualcosa di assolutamente corale. Ad esempio ieri a L’altra c’era un Grasso che “gongolava” mentre passava un filmato di Silvana Fioresi e ho pensato che quell’aspstto cosi’ trasognato del critico televisivo non sarebbe mai emerso se il programma non fosse stato concepito in quella maniera. Un lavoro incentrato sul rapporto solitudine-televisione. Piu’ ambienti, piu’ protagonisti immersi in una dimensione in cui il rapporto con il video non appariva alienante. Magari dalla prospettiva di un salotto comune non sarebbero emersi quegli stati d’animo e lo stesso critico avrebbe lasciato la classica immagine del trombone nostalgico. Invece tutti avevano un entusiasmo diverso e passavano contenuti su larga scala.

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