Enrico Letta riceve l’incarico da Napolitano: al via il governo di larghe intese

By on aprile 24, 2013
Napolitano incarica Enrico Letta

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L’incarico a Enrico Letta è arrivato dopo una notte di riflessione, necessaria al Capo dello Stato per risolvere l’enigma tra l’esponente del Pd e Giuliano Amato. Giorgio Napolitano alla fine ha preferito affidare al quarantaseienne ex ministro per le politiche comunitarie (nel governo di centrosinistra a guida D’Alema) il delicato compito di portare a compimento quelle “larghe intese” politico-istituzionali da tempo auspicate e progettate dietro le quinte dai massimi dirigenti di Pd e Pdl. In ossequio alla formula di rito per la nomina a Palazzo Chigi, l’incaricato premier ha accettato con riserva, in attesa che i partiti della costituenda maggioranza trasversale formalizzino il loro appoggio al governo del dopo-Monti.

Con l’incarico ricevuto oggi da Enrico Letta, il Partito Democratico proverà a ricompattarsi, anche se non sarà semplice sanare immediatamente le fratture tra le varie componenti del partito, in fermento sin dal giorno successivo alla parziale sconfitta delle elezioni politiche del 2013. I primi a farsi da parte, per evitare ulteriori lacerazioni in una fase particolarmente delicata della vita istituzionale italiana, sono stati il segretario Pierluigi Bersani e la presidentessa Rosy Bindi, rimasti sulla graticola (dentro e fuori dalle stanze del partito) nei giorni “infuocati” delle votazioni per il Quirinale e colpiti a freddo dagli ormai celebri franchi tiratori che hanno affossato le candidature di Marini e Prodi a suon di schede bianche e voti dispersi.

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Dalle parti del Popolo della Libertà, viva è la soddisfazione per la designazione del nuovo presidente del Consiglio, considerato uno dei dirigenti democratici meno ostili verso Silvio Berlusconi, anche per via della diretta parentela con lo “storico” braccio destro del Cavaliere Gianni Letta, figura di riferimento del centro-destra di governo in questi vent’anni di Seconda Repubblica. Priorità nell’agenda del premier in pectore saranno la riforma della giustizia, la revisione della legge elettorale e la riduzione del numero dei parlamentari ed altri ritocchi all’architettura costituzionale, obiettivi di massima in buona parte annunciati alla vigilia ma da definire “in progress” in base agli accordi con le forze politiche della nascente maggioranza, non esattamente allineate su alcuni punti programmatici. All’opposizione rispetto a questo “governissimo” giunto ai blocchi di partenza, resteranno sicuramente Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e Sinistra Ecologia e Libertà, mentre da definire è la posizione della Lega Nord che proprio nelle ore scorse aveva lasciato trapelare durante qualche dibattito televisivo l’ipotesi di un appoggio esterno “critico” ad un esecutivo Pd-Pdl, purchè non fosse presieduto dall’ex socialista Amato.

About Marco Franco

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