Governo Letta, al Tg3 Battista critica il Fatto Quotidiano: “Titoli insensati, non ci sto”

By on aprile 25, 2013
Battista contro il Fatto Quotidiano

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Enrico Letta si appresta a varare il nuovo governo col consenso di quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ma la strada che porterà l’Italia ad avere una stabilità istituzionale a prova di “ribaltoni” è ancora non del tutto in discesa. L’opposizione dentro e fuori dalle aule di Camera e Senato scalda i motori in vista dei primi atti ufficiali del costituendo esecutivo (di unità nazionale o delle larghe intese, che dir si voglia), mentre la stampa italiana dibatte sull’applicabilità concreta dell’appello di Napolitano ad una maggiore “cooperazione con le istituzioni”.

Rispetto al governo Letta, Il Fatto Quotidiano sembra voler mantenere alto il livello di critica e di controllo giornalistico, a costo di restare una “mosca bianca” in contrapposizione al resto delle testate nazionali, apertamente criticate da Marco Travaglio e colleghi di redazione per la “scarsa reattività” nei confronti dell’attuale estabilishment. In questo contesto, le frecciate da una parte e dall’altra delle barricata non possono mancare, essendo innumerevoli i punti di attrito più o meno evidenti tra i grandi gruppi editoriali nazionali ed il giornale diretto da Antonio Padellaro.

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Il duello a distanza lanciato da Pierluigi Battista durante l’edizione notturna del Tg3, in occasione della lettura dei titoli dei quotidiani sull’incarico conferito dal Presidente della Repubblica al democratico “riformista” Enrico Letta, sostenuto da una maggioranza trasversale Pd-Pdl-Scelta Civica, si è mosso sul filo di alta tensione del cruciale rapporto tra media e potere in un sistema pluralista come quello italiano. Accusando il Fatto Quotidiano di alimentare attraverso titoli d’apertura “eccentrici e bizzarri, per nulla coraggiosi” polemiche strumentali con la classe politica oltre che con una parte dell’informazione, il corsivista del Corriere della Sera ha rilanciato la palla nel campo avversario, provando a scrollarsi di dosso l’etichetta di “cerchiobottista” cucitagli addosso da Travaglio e Padellaro fin dagli anni del primo governo Berlusconi.

Linea Notte non si contraddistingue certo per rissosità degli ospiti o asprezza dei toni, ma rimane sempre “sul pezzo” dell’attualità  più stretta, provando a fornire un approfondimento ragionato e completo, spesso alla presenza di personaggi pubblici di primo piano, non necessariamente esponenti di partito, senza fare a meno di un “minimum” di contraddittorio tra le diverse opinioni e sensibilità politiche e culturali. L’alternanza tra servizi di riepilogo della giornata ed intermezzi sostanziosi di edicola è uno dei punti di forza del contenitore informativo curato da Maurizio Mannoni, ex mezzobusto del telegiornale della terza rete e uomo di punta del servizio pubblico da quasi vent’anni.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

One Comment

  1. rossella

    aprile 27, 2013 at 12:16

    Secondo me e’ riduttivo pensare che uno o piu’ giornalisti abbiano in mano la comunicazione. Non e’ neanche un fatto di linea editoriale. I politici di una volta non temevano i giornalisti. Nel pacchetto della cronaca ci sara’ sempre il refuso, l’inesattezza. E’ una questione di rapidita’ dell’informazione. Si sbagliera’ un congiuntivo, si alterera’ il senso di una frase. Un errore grammaticale e/o ortografico ci possono anche stare. Ma l’opinione pubblica non la forma un titolo. La comunicazione non si puo’ manipolare: saro’ ignorante ma la vedo cosi’!
    Tina Anselmi, Nilde Iotti e tanti altri comunicavano in un fotogramma. Si dovrebbe recuperare quell’istituzionalita’ che passa anche da piccoli dettagli come l’abbigliamento. Ci vorrebbe il supporto di un tecnico della comunicazione perche’ si isolano molti errori che forniscono chiavi di lettura che neutralizzano la notizia.

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