Intervista a Gennaro Calabrese, cabarettista in L’Imitatore non è l’Imitato in scena al Teatro Anfitrione di Roma

By on aprile 25, 2013

text-align: justify”>Gennaro Calabrese in L'Imitatore non è l'Imitato Teatro Anfitrione RomaGENNARO CALABRESE IN SCENA CON L’IMITATORE NON E’ L’IMITATO – Il cabarettista e imitatore Gennaro Calabrese, tra gli impegni teatrali e il noto talk show satirico di Sky Uno “Gli Sgommati”, debutta per la prima volta nella Capitale con uno  spettacolo teatrale tutto suo. Stiamo parlando dello show “L’Imitatore non è l’Imitato”, prodotto in collaborazione con la B&G Live di Roberto Galliani e Laura Barbini che dal prossimo 24 Aprile e per ben 5 repliche illuminerà il Teatro Anfitrione di Roma. Due ore di intenso spettacolo dove comicità, ironia e satira pungente saranno le punte di diamante di uno show tutto made Calabrese. “Ho scelto di fare questo spettacolo per testimoniare come i sogni possono realizzarsi. Bisogna volerlo e crederci veramente. Certo, serve anche una bella botta di fortuna e tanto studio. Dopo aver fatto esperienze teatrali da spalla con noti artisti del settore, ho deciso di misurarmi in un vero varietà investendo nella formula del one man show” ha affermato il cabarettista a LaNostraTv.it.

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LA TRAMA E IL MESSAGGIO CHE VUOLE VEICOLARE QUESTO SPETTACOLO – E’ una cronistoria autobiografica nella quale Calabrese racconterà il perché e come ha deciso di fare questo mestiere. In formula comica arriverà alla domanda “se fosse stato meglio seguire la strada forense o quella artistica”. Ovviamente, insieme ai suoi 70 personaggi del mondo dello spettacolo, politica, sport e cultura arriverà alla seconda scelta e quindi, alla sua passione: l’arte. Il nome dello show “L’Imitatore non è l’Imitato” infatti è tutto un programma. “Vorrei che la gente entrando leggesse “l’imitato” con l’apostrofo , ad indicare che una cosa è l’imitatore ed un ‘altra è l’oggetto dell’imitazione, ma facendo forza sul doppio senso vorrei che a fine spettacolo il pubblico, uscendo dal teatro, tolga quell’accento per dire: quest’imitatore non è limitato!”. “L’arte dell’imitazione – aggiunge Calabrese – non è l’arte dell’emulazione: l’imitazione non è una copia ma un provare a far ridere spulciando i pregi e i difetti di una persona. L’emulazione è un processo di imitazione che mira ad eguagliare qualcosa”.  

IL CAST ARTISTICO E L’OMAGGIO AL GRANDE CALIFFO – Ad affiancare Gennaro Calabrese sul palco del teatro Anfitrione ci saranno le ballerine Valeria Palmacci (che ha curato anche le coreografie) e Licia Cricchi; gli arrangiamenti musicali sono di Mattia Albanese e del gruppo musicale Marvel mentre per i testi preziosa è stata la collaborazione di Gianluca Irti. Tra una battuta e l’altra, lo showman farà anche un omaggio al cantante Rino Gaetano e al grande Franco Califano. “Questo è uno spettacolo per tutti e stiamo valutando di riproporre lo spettacolo anche per la prossima stagione invernale” ha concluso Calabrese.

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One Comment

  1. Rossella

    novembre 29, 2013 at 14:10

    Mi sembrano pensieri più che condivisibili anche se non conosco il comico in questione. Troppo spesso la critica è di manca larga quando si deve esprimere sui comici, almeno io la vedo così. Sta di fatto che molte gag non mi fanno ridere. Facendo zapping mi sono fermata su Tale e quale, non ricordo quando, comunque si parlava della Svezia e io, boh, forse ho capito male… comunque non ho riso! Ci ritornerò, non in Svezia – anche quando…- ma proprio su quel frammento!

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