Intervista al figlio di Preiti, Giovanni Toti precisa: “Mai trasmessa a Studio Aperto”

By on aprile 30, 2013

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Ha scatenato le proteste di telespettatori e giornalisti la messa in onda dell’intervista al figlio di Luigi Preiti, l’attentatore che ha sparato sette colpi di pistola ferendo due carabinieri davanti a Palazzo Chigi domenica 28 aprile, mentre al Quirinale era in corso il giuramento dei ministri del governo Letta di fronte al Capo dello Stato. Al ragazzino di undici anni sono state rivolte alcune domande relative al gesto di suo padre, il tutto in presenza dell’ex moglie di Preiti, interpellata da giornalisti e cameramen fuori dalla sua abitazione nell’Alessandrino. Al ragazzino di 11 anni sono state fatte domande del tipo: “Cosa pensi che sia passato per la testa  di tuo padre in quel momento?” oppure “Vuoi sempre bene al papà“. Una violazione inaccettabile della deontologia e nello specifico della Carta di Treviso, il codice sottoscritto dall’Ordine dei Giornalisti che tutela i minori in relazione all’attività giornalistica, che ha fatto subito gridare, giustamente, allo sciacallaggio.

L’intervista, trasmessa dai notiziari di SkyTg24 e poi sospesa, ha scatenato l’indignazione degli utenti sui social network. Un tweet del giornalista Andrea Sarubbi ripreso da LaStampa.it, in particolare, ha dato vita ad una polemica tutta interna al settore: “Studio aperto intervista il figlio 12enne di Preiti. Ordine dei giornalisti, se ci sei, batti un colpo. Se no, ridammi la quota annuale“. Immediata la replica del direttore del Tg Giovanni Toti, che ha diffuso un comunicato per specificare di non aver mai diffuso quelle immagini.

Il direttore di Studio aperto ha dichiarato il suo “stupore ” nel leggere sul sito del quotidiano La Stampa l’articolo dal titolo Intervista al figlio dello sparatore, polemica sui giornalisti di Italia 1, con tanto di resoconto “inventato di sana pianta” della trasmissione dell’intervista al figlio 12enne di Preiti da parte del suo Tg:

Bene, Studio Aperto non ha mai trasmesso tale intervista in nessuna delle sue edizioni. Pur essendo in nostro possesso, a differenza di altri notiziari di altre emittenti, abbiamo deciso di non mandarla in onda neppure utilizzando i consueti accorgimenti atti a proteggere il minore come prescritto dalle regole della nostra professione. Non solo le immagini del minore in questione non sono mai state trasmesse dal telegiornale di Italia 1, ma neppure dal Tg4, sempre sotto la mia responsabilità, così come non sono mai state mandate in onda da nessun altro telegiornale di Mediaset né dalla rete All-News del gruppo, Tgcom24“.

Una cantonata, dunque, quella presa da La Stampa, ma anche da tanti altri utenti dei social network che nei primi istanti dopo la trasmissione dell’intervista da parte di Sky Tg24 hanno attribuito quel servizio ai tg Mediaset, forse a causa della presenza di una delle inviate di Studio aperto tra le giornaliste che hanno raccolto le parole del bambino. Un errore colpa di un “diffuso pregiudizio” contro Studio Aperto, scrive ancora Giovanni Toti. Lo stesso errore anche nelle parole della presidente dell’ordine dei Giornalisti della Lombardia, Letizia Gonzales, che ha annunciato di aver aperto un procedimento disciplinare contro gli autori dell’intervista al figlio di Preiti attraverso un messaggio su Facebook:

Vergognosa l’intervista apparsa stamattina sui Sky e Studio aperto al figlio undicenne di Luigi Preiti. L’Ordine dei giornalisti della Lombardia prenderà provvedimenti contro i responsabili di simile sciaccallaggio. È desolante che giornalisti competenti pur di ‘fare notizia’ ignorino le elementari regole del rispetto della persona, oltre che non conoscere la Carta di Treviso“.

Immediata, dopo la diffusione delle immagini del figlio di Preiti, è arrivata la presa di posizione del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino:

Per registrare una dichiarazione, si piantona la casa di un ragazzo di 11 anni. Lo si intervista, forse convinti di aver fatto uno scoop. Ne viene fuori, invece, solo un modo di fare informazione che sento estraneo al mio cuore, ancor prima che alle regole elementari della professione (…) È informazione registrare che un ragazzo vuole bene al padre? Francamente credo di no (…) Questa ricerca del particolare estremo ad ogni costo e questa voglia di sensazionalismo non aggiungono alcun elemento utile alla ricerca delle ragioni che hanno provocato una tragedia dalle dimensioni ancor non ben definite

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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