Milena Gabanelli: “Io Presidente della Repubblica? Come prendere una botta in testa”

By on aprile 22, 2013

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Milena Gabanelli ormai ci ride su. La sua candidatura alla Presidenza del Consiglio è durata poco più di 24 ore: il tempo di scoprire che era stata designata dagli iscritti al Movimento 5 Stelle attraverso le Quirinarie online, di metabolizzare la sorpresa e poi di declinare l’invito a favore di una personalità più idonea e competente come quella di Stefano Rodotà (anche il secondo classificato, il fondatore di Emergency Gino Strada, aveva chiaramente rinunciato). In collegamento in diretta con Che tempo cha fa nella puntata di domenica 21 aprile, per il consueto passaggio di testimone con Report, la Gabanelli e Fazio si sono lasciati andare a qualche battuta sulla vicenda, con la giornalista ancora visibilmente emozionata e stupita dal grande riconoscimento popolare che le è stato tributato, tanto da dire a Fazio:

Ci ho pensato un po’ perchè per un momento ho detto “forse non stan parlando di me”, una che ha fatto il Dams, capisci?

La Gabanelli ha ribadito ciò che aveva già sostenuto nel discorso di rinuncia: lusingata dalla fiducia che i cittadini hanno riposto in lei, che è anche un attestato di stima nei confronti del suo lavoro di giornalista d’inchiesta, la conduttrice di Report ne ha fatto una questione di competenza, perchè è giusto che la più alta carica dello Stato sia ricoperta da chi ha tutte le carte in regola per farlo. Milena Gabanelli, dal canto suo, continua a contribuire alla res publica attraverso il suo mestiere, che ha una funzione altamente civica. A Fabio Fazio che le ha chiesto come abbia reagito di fronte alla candidatura a Presidente della Repubblica arrivata dal web, la giornalista ha risposto con ironia ed emozione:

Come se avessi preso una botta in testa e quando sono rinsavita ho detto “bene, passo la mano, il mio mestiere è questo”. Neanche a farlo apposta tutto questo accadeva mentre stavamo preparando la puntata di stasera dedicata alle onorificenze conferite dal Capo dello stato (…) “i cavalieri del lavoro, i grandi ufficiali, i cavalieri al merito, i commendatori cosa devono avere di diverso da me e da te”?

Immancabile il commento di Luciana Littizzetto, che aveva appena chiuso il suo monologo tutto dedicato alla rielezione di Napolitano al Quirinale, con tanto di letterina a “Re Giorgio”: “Pensa vederla insieme a Scilipoti!“.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. rossella

    aprile 22, 2013 at 14:24

    Meriterebbe il titolo di senatore a vita. Bisogna riconoscere il merito. In questo modo si creano i modelli. Invece da noi quello che non fa rumore viene archiviato fino al giorno della retorica. Le istituzioni dovrebbero pensare alla qualita’ della comunicazione. Anche Raffaella Carra’ lo meriterebbe a mani basse. I comunicatori hanno fatto la storia dell’Italia unita.

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