Pdl e Pd schierano le donne in tv: Carfagna e Comi per Berlusconi, Moretti e Bonafè per Bersani. Fuori Biancofiore e Bindi

By on aprile 10, 2013

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Col nuovo Parlamento ringiovanito e più femminile che mai, i partiti hanno deciso che è ora di pensionare i vecchi dirigenti (almeno in tv) e di mandare avanti la nuova guardia, soprattutto se donna. Archiviati i vari Cicchitto, Gasparri e Capezzone per il Pdl, ma anche i D’Alema, i Violante e i Veltroni per il Pd, ecco che a battagliare nei talk show, seguiti con attenzione in questo delicato periodo di stallo istituzionale, ci sono sempre più donne, soprattutto giovani.

Il segretario del Pd Bersani schiera sempre più frequentemente le sue fedelissime Alessandra Moretti e Simona Bonafè: la prima è tra le più assidue frequentatrici di Ballarò, la seconda si districa con agilità a La7 tra Piazzapulita e Zeta. Ma anche Alessia Mosca, Maria Elena Boschi e Paola De Micheli sono spesso in tv, sporattutto in Rai, tra Agorà e L’ultima parola di Paragone. Non c’è più traccia delle varie Bindi e Finocchiaro, anche se all’ex ministro della Sanità va reso atto di essere stata una delle poche a farsi avanti coraggiosamente in difesa del partito anche nei momenti più difficili, come quando ha accettato l’invito di Servizio pubblico (platea che il suo segretatio, Bersani, si guarda bene dall’affrontare) a pochi giorni dalla “non vittoria” elettorale beccandosi anche gli insulti degli elettori del Movimento 5 Stelle. Nel Pdl il rinnovamento della strategia comnicativa è ancora più evidente: dopo l’overdose di ospitate tv del leader Silvio Berlusconi (che certamente ha rimpianto di non aver iniziato prima la campagna elettorale, qualche settimana in più avrebbe potututo portarlo alla vittoria), è il turno delle giovani ed avvenenti deputate azzurre.

Spazio all’apprezzata Mara Carfagna, ex ministro delle Pari Opportunità e assurta a simbolo dell’operazione “liste pulite” con il suo braccio di ferro sulla candidatura in Campania dell’impresentabile Nicola Cosentino. Oggi le presentabili sono loro: la Carfagna, l’eurodeputata Lara Comi, l’ex consigiere regionale del Lazio ora in Parlamento Beatrice Lorenzin, ma anche una fedelissima del Cavaliere come Licia Ronzulli. E non sarà certo una novellina dei talk show, ma alla Santanchè non si rinuncia: una come lei, capace di respingere le critiche come un muro di gomma (e non si legga con ironia), torna sempre utile nelle arene più difficili, come quella di Servizio pubblico. La rivoluzione delle “quote azzurre”, come la chiama Federica Fantozzi sull’Unità, è stata metabolizzata dal partito, ma certo non mancano i malumori tra le grandi escluse. Un nome su tutte, la pasionaria Micaela Biancofiore. Smisurata nella sua apologia del berlusconismo, supporter del Cavaliere al punto che molti la definiscono “innamorata” di lui, la sua ultima performance tv risale a circa tre settimane fa, quando ospite di Otto e mezzo su La7 lanciò Berlusconi per la corsa al Quirinale: “Sarebbe un Presidente al di sopra delle parti“. “Sì, forse delle sue“, le rispose fulmineo Andrea Scanzi, editorialista del Fatto Quotidiano, ma soprattutto castigatorie di professione, tanto delle “amazzoni azzurre” quanto delle portavoci bersaniane. Chi invece in tv non schiera nessuno è Beppe Grillo: anche perchè, se nel Movimento 5 Stelle sono tutti/e sulla linea della capogruppo alla Camera, già ribattezzata Miss Simpatia Roberta Lombardi, è meglio evitare.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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