Quirinale, si riparte da zero: Cancellieri e Rodotà i nomi più quotati

By on aprile 20, 2013
Parlamento, elezione del Capo dello Stato

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La corsa al Quirinale continua, tra dimissioni a raffica, schede bianche e trattative più o meno “clandestine” nelle segreterie di partito. I primi a fare le spese del caos istituzionale e politico di queste ore sono stati Rosy Bindi e Pierluigi Bersani, usciti con le ossa rotte dalle quattro votazioni che hanno sancito la sconfitta di Franco Marini prima e di Romano Prodi poi, nonostante l’ampia convergenza ricercata (e solo in minima parte) trovata per entrambe le soluzioni. Allo stato dei fatti, l’unico candidato rimasto stabile nei consensi è il costituzionalista Stefano Rodotà, terzo classificato alle “Quirinarie” del Movimento 5 Stelle ed appoggiato con convinzione da larghe fasce dell’elettorato di centrosinistra, nonché da qualche decina di parlamentari democratici e vendoliani.

Il Quirinale era uno degli obiettivi iniziali di Silvio Berlusconi, momentaneamente defilato per osservare da lontano la debacle degli avversari di sempre, disintegrati dalle lotte interne e dal fuoco amico dei 101 franchi tiratori entrati in azione al momento giusto per affossare il “piano b” di Bersani: con la crisi del Partito Democratico in pieno corso ed i tempi che rischiano di allungarsi a dismisura, il “pallino” del gioco potrebbe tornare proprio in mano al Pdl, terza forza politica nazionale finora rimasta alla finestra ma pronta a rivendicare un ruolo di peso nella designazione del futuro inquilino del Colle.

L’uscente ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, figura “di sintesi” e pertanto non sgradita ai settori più “moderati” delle due principali coalizioni, è una delle ipotesi su cui i negoziatori di diversi gruppi parlamentari (ad eccezione del M5S, fermo sull’opzione Rodotà) si stanno muovendo, spinti dall’opera di moral suasion di Mario Monti e dei centristi. Neanche Massimo D’Alema e Giuliano Amato sembrano essere del tutto fuori dai giochi, considerato il favore riscosso dai due autorevoli esponenti della Prima Repubblica negli ambienti “che contano” dell’economia e della politica nazionale e non solo.

In mezzo al guado, Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola, oscillante tra la fedeltà verso gli alleati e l’abbraccio con Beppe Grillo in sostegno al sempre più popolare Rodotà, vincitore morale (almeno agli occhi del popolo progressista) di questa due giorni di full immersion per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Le dimissioni del segretario democratico, ufficializzate a poche ore di distanza dall’affondamento della candidatura di Prodi, saranno operative proprio il giorno dell’incoronamento del successore di Giorgio Napolitano. Sempre che non si decida (come appare non del tutto improbabile alla luce degli ultimi “rumors” giornalistici) per una clamorosa rielezione del presidente in carica…

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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