Rai1 continua a collezionare flop in prima serata. Altrimenti ci arrabbiamo a rischio chiusura?

By on aprile 16, 2013
foto di milly carlucci

text-align: justify”>foto di milly carlucciALTRIMENTI CI ARRABBIAMO SULLA SCIA DEGLI ALTRI INSUCCESSI RAI.  Il nuovo show condotto da Milly Carlucci, dopo il tiepido riscontro del debutto (4.004.000 telespettatori pari ad uno share del 17.36%) è crollato miseramente alla seconda puntata totalizzando 2.923.000 telespettatori, per uno share del 13,12%. Un pessimo riscontro, che si va ad aggiungere, ai già numerosi flop dell’intrattenimento di Rai1. L’anno scorso toccò a Punto su di te condotto da Claudio Lippi ed Elisa Isoardi, che nelle due puntate test ha realizzato uno share dell’ 11%.  Anche Mi gioco la nonna, con Giancarlo Magalli non andò meglio, e nelle tre puntate andate in onda è riuscito a collezionare uno share del 13%.   Nello stesso periodo, lo show della Clerici E’ stato solo un flirt non ha mai collezionato record, attestandosi intorno ad una media del 18% di share. Quest’anno si è cominciato con il flop Per tutta la vita chiuso alla seconda puntata, poi con Riusciranno i nostri eroi, ancora Red or Black e anche la puntata pilota dedicata agli Eroi di tutti i giorni, condotta da Paola Perego venerdì scorso ha realizzato 3.136.000 telespettatori, con uno share del 13,12%. Raiuno è una rete che vive di sola fiction: sono le serie tv a regalare alla rete alti ascolti, in quanto l’intrattenimento testato da Giancarlo Leone, si è rivelato finora un flop dietro l’altro.

Se ai vari flop da prime time, aggiungiamo che il direttore sta per mettere in atto una vera e propria rivoluzione nel day time dell’ammiraglia Rai, c’è da essere un po’ preoccupati. Leone starebbe per mandare a casa tutti i volti più forti della rete dalla Venier alla Cuccarini, per dare una propria impronta al canale. Se a giochi fatti, i risultati del day time si dovessero rivelare identici a quelli del prime time sezione intrattenimento, in Rai ci sarebbero non pochi problemi da risolvere. Più che cercare di aggiustare prodotti che funzionano e sono fortissimi in termini di qualità e ascolti, il direttore dovrebbe occuparsi della carenza di format in prima serata. Cacciare la Venier è reato, mandare a casa la Cuccarini anche; alla luce dei buoni risultati raggiunti da entrambe. Il direttore dovrebbe si modificare il day time, in quelle parti deboli del palinsesto, ma mantenendo integre le altre, che invece riescono quotidianamente a coniugare qualità e quantità. Innovazione e tradizione dovrebbero convivere su una rete destinata ad un pubblico familiare.

Più che cacciare via dalla Vita in diretta la Venier e Liorni, che difficilmente potranno trovare dei validi sostituti, la priorità dovrebbe essere quella di arricchire i titoli della library di Rai1, portando nel prossimo settembre almeno tre serate di intrattenimento di successo. Cosa ne sarà di Altrimenti ci arrabbiamo? È molto probabile che lo show arrivi alla sua fine naturale e si concluda, come previsto, sabato 27 Aprile, senza nessuna puntata aggiunta in corsa. Con la speranza che i prossimi titoli che saranno testati su Rai1 siano più validi di quelli proposti fino a questo momento.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

4 Comments

  1. Amanda

    aprile 16, 2013 at 20:04

    Milly Carlucci si conferma la regina dei FLOP.

    Milly sono 30 anni che stai in TV, non è ora di andare in pensione? E’ possibile correre ancora dietro i soldi per campare alla tua età? Che squallore!

  2. Rossella

    aprile 16, 2013 at 20:50

    Amanda mi sembri troppo catastrofica. Certo: era prevedibilissimo. Magari faceva parte del suo contratto. Non possiamo giudicare senza conoscere i fatti. Sono certa che lei ne era ben consapevole. Amici è una roccaforte inespugnabile perché è uno dei programmi simbolo della nostra cultura. Quanto ci prendiamo sul serio? Una cifra! Una serata dove si pensa ad un divertimento fine a se stesso forse ci dice poco e nulla. Diciamo che questo è stucchevole! Per me lo spettacolo finisce quando spengo la tele. Penso che la televisione di Milly sia molto alta in questo senso. Per me ci può stare altri 30 anni in video perché distingue la moda dalla persona ed è capace di compromettersi in prima persona proponendo un punto di vista che vira all’ottimismo.
    Questo è avere senso della giustizia: pensare che la vita è bella comunque!

  3. signori si nasce

    aprile 25, 2013 at 13:21

    Che squallore il commendo di amanda e quanta ignoranza. Milly è la storia della tv con quasi 40 anni di carriera e oltre 300 programmi tra programmi seriali e serate evento e ha sempre portato dei risultati a casa nonostante sia stata sempre fortemente controprogrammata dalla concorrenza con una roccaforte.

  4. rossella

    aprile 25, 2013 at 14:37

    Assolutamente daccordo! Non c’era proprio partita perche’ il gruppo di autori ha cercato di ricostruire il percorso dei ragazzi ma c’e’ stato un effetto Titanic. Anche loro vengono da una scuola ma sembra quasi che le scuole d’arte che non sono mediatiche ti penalizzino sul piano della simpatia. E poi chi dice che l’artista deve essere simpatico: non c’e’ niente da vendere… O piace o non piace: questo e’ tutto! La retorica e’ ancora molto forte. E poi in questi casi viene fuori la storia che l’arte deve prescindere dal censo quando sappiamo tutti che lo stato stanzia fondi per rendere possibili seminari e giornate di studio. Quanti scrittori, attori, registi, giornalisti e artisti vari girano l’Italia per incontrare i giovani? Molti! Pero’ si deve studiare in televisione. E c’e’ quel gusto di sostituirsi alla critica. Se parla Grasso che fa il suo lavoro di critico si alza un polverone. Se una persona di spettacolo giudica un giovane artista allora si puo’ fare. Se si giudicano tra loro si puo’ fare. Loro possono tutto.
    Proprio non capisco.
    Sono certa che se la giuria di Milly avesse acconsentito a giudicare i ragazzi allora lo share saliva eccome!
    Questo e’ lo specchio della nostra societa’. Questo e’ il peso che viene riconosciuto ai giovani.

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